ARTE
*MAD MEG

by Marco Taddei

«Bruttezza e bellezza sono così vicine e questa loro vicinanza mi sorprende sempre…»

Non conoscevo il lavoro di Mad Meg fino al momento in cui, seguendo il solito ping pong di link, non mi sono ritrovato sul suo  “mirabilissimo” sito. Vive e lavora a Parigi ma usa un linguaggio disperatamente universale, che mescola orrore e meraviglia, che colpisce e lascia senza fiato. E intervistandola ho scoperto anche che il soprannome Greta la Matta gli sta a pennello.

I did not know the work of Mad Meg up to the moment when, following the usual ping pong of links, I found myself on his mirabilissimo site. She lives and works in Paris but uses a language desperately universal, mixing horrors and wonders, that shock and leave breathless in the same moment.  And interviewing her I also discovered that the nickname Mad Meg fits like a glove.

Why do you use the name Mad Meg?
Mad Meg is the title of a famous misogynist painting of  Pieter Bruegel the Elder. It represents Meg driving an army of women in the pillage of Hell. Meg is a woman so enraged that the demons flee before her. I love this painting and this character. My nickname is Meg. And I use this name as an identification of empowerment.

Perchè utilizzi il nome Mad Meg (Greta la matta in italiano ndr)?
Mad Meg è il titolo di un famoso dipinto misogino di  Pieter Bruegel, il Vecchio. Rappresenta Greta che guida un esercito di donne nel saccheggio dell’Inferno . Meg è una donna così infuriata che i demoni fuggono davanti a lei. Amo questo dipinto e questo personaggio. Il mio soprannome è Meg. Uso questo nome come mezzo di rivendicazione e «presa di potere».

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Your site is fantastic; the navigation method is very original. And thanks to this feature I was able to discover the interesting use that you make of the writing. What is your relationship with the writing, and the literature in general?
Thanks a lot. I love this navigation tool too. It has been created by Fil an excellent programmer. He uses free license programs Image Magic and Leaflet. It is similar to the Google map interface. This tool is perfect for my large drawings as it enables to see all the details and the writings.
Regarding the writings, I have to say that I used to copy many long lines at school as punishments. This could be an explanation for the presence of some much writings in my paintings. For me, writing is like drawing. I started with the “digestions notebooks”, 500 pages of little images made with ballpoint pen. I made some experiences of composition, of relations between texts, images, logos, symbols, ideograms, calligrams, as exercises, on a daily bases.

Il tuo sito è fantastico; il metodo di navigazione è molto originale . E grazie a questa caratteristica sono stato in grado di scoprire l’interessante utilizzo che fai della scrittura . Qual è il tuo rapporto con la scrittura, e con la letteratura in generale?
Molte grazie. Amo anch’io questo strumento di navigazione. È stato creato da Fil un’eccellente programmatore. Usa programmi gratuiti quali Magic Image e Leaflet. È simile all’interfaccia di Google maps. Questo strumento è perfetto per i miei disegni di grandi dimensioni in quanto consente di vedere tutti i dettagli e gli scritti .
Per quanto riguarda gli scritti , devo dire che a scuola sono stata costretta a copiare molte lunghe frasi come punizione. Questa potrebbe essere una spiegazione per la presenza di tutte queste scritte nei miei quadri . Per me la scrittura è come il disegno. Ho iniziato con un volume chiamato « The digestion Book », un volume di 500 pagine composto di piccole immagini fatte con la penna a sfera. Ogni giorno facevo esperienze di composizione, di relazioni tra testi, immagini, loghi, simboli, ideogrammi, calligrammi come esercizio.

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In my first  Digestion paintings the text is just used as texture to the drawing and after the “feast of fools” I started to use readable text and the choice of text is always in relation with the picture.  As an example, for the Feast of fools I took a dystopian novel against oligarchy for the tablecloth of this bankers banquet.

Nei miei primi  Quadri di Digestione, il testo è usato principalmente come texture per il disegno, è con la Festa dei folli che ho iniziato ad utilizzare testo leggibile e la scelta dei testi è diventata importante perchè  sempre in relazione con l’immagine. A titolo di esempio, per la Festa dei Folli ho preso Il tallone di Ferro (di Jack London ndr), un romanzo distopico contro l’oligarchia,e con esso ho riempito la tovaglia di questo banchetto di banchieri.

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There are some writers that inspired your work?
My work in progress is more relative to writing inspiration. I work on a “hall of fame” of feminist’s writers and philosophers.How many women philosophers do you know? I think quite a few. The starting point of this work is the The School of Athens a famous fresco by Raphael. This fresco represents 58 portraits of antique and medieval males’ philosophers.
My idea is to make 58 portraits of great women philosophers, and great females’ philosophers. In my opinion, these women are inevitably feminists. I want to show the diversity and the wealth of feminism. There are Black-feminism, Muslim-feminism, Trans-feminism, Anarchy-feminism, Cyber-feminism, Eco-feminism, Radical-feminism… Feminisms are dedicated to all areas of human activities, everywhere on earth. I want to make this visible. I created a  blog dedicated to my research.
And I already did some portraits, Olympe de Gouges, a French revolutionary woman who wrote the Declaration of the Rights of Woman and the Female Citizen in 1791 and who was executed by guillotine during the Terror. She was a feminist, pacifist and anti-slavery activist.
She was an author of theater and wrote Zamor and Mirza which advocated the abolition of slavery. This play is represented in the form of comics in the details of her dress.
The second is Angela Davis, a communist activist, one of the founders of black feminism. She is very representative of the diversity of feminism. I drew the text in the material of her clothes. For Angela Davis, I chose Women, Race, & Class (1983) and on her necklace you can see the portraits of people she talks about in her book.
The third portrait is Christine de Pizan, the first professional woman writer and is the origin of the first literary quarrel known in France.
She wrote The Book of the City of Ladies (finished by 1405), an anthology of women in antiquity and medieval history to defend women against the slander of a misogynist writer.  All the women she talks about are present in the embroidery of her coat.
Right now I’m drawing Jac SM Kee, a Malaysian Cyber-feminist. After that I have 54 other portraits to draw. If you are interested, the portraits will be visible on this  webapp.

Cè qualche scrittore che ha inspirato il tuo lavoro?
Attualmente sto lavorando ad un opera che si ispira molto alla scrittura: una hall of fame di scrittrici e filosofe femministe . Quante donne filosofo conosci? Penso non molte. Il punto di partenza di questo lavoro è  La Scuola di Atene, il celebre affresco di Raffaello. Questo affresco rappresenta 58 ritratti di filosofi maschi dell’antichità e del medioevo.
La mia idea è di fare 58 ritratti di grandi donne filosofo. A mio parere, queste donne sono inevitabilmente femministe. Voglio mostrare la diversità e la ricchezza del femminismo . Esite il Femminismo-Nero, il Femminismo-musulmano,il Femminismo- Trans, il Femminismo-Anarchico, il Cyber-Femminismo, l’Eco-Femminismo, il Femminismo radicale… Il Femminismo si è dedicato a tutti i settori delle attività umane , ovunque sul pianeta. Voglio rendere questo visibile, e per farlo ho crato un  blog dedicato alla mia ricerca.

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E ho già fatto alcuni ritratti: Olympe de Gouges, una donna rivoluzionaria francese che ha scritto La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791 e che fu ghigliottinata durante il Terrore . Lei era una femminista, pacifista e attivista contro la schiavitù.

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Era anche un autrice di teatro e ha scritto Zamor e Mirza, che sosteneva l’abolizione della schiavitù . Questo dramma è rappresentato in forma di fumetti nei dettagli del suo vestito.

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La seconda è Angela Davis, attivista comunista, uno delle fondatrici del femminismo nero. Lei è rappresentativa della varietà del femminismo. Ho disegnato il testo nel materiale dei suoi abiti. Ho scelto Donne, razza e classe (1983) e nella sua collana si possono vedere i ritratti delle persone di cui parla nel suo libro.

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Il terzo ritratto è di Christine de Pizan, prima scrittrice professionista ed è all’origine del primo scontro letterario conosciuto in Francia. Scrisse Il libro della Città delle Dame (terminato nel 1405), un’antologia di ritratti di donne dell’antichità e della storia medievale per difendere le donne contro la calunnia di uno scrittore misogino. Tutte le donne di cui parla sono presenti nel ricamo del suo cappotto.

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In questo momento sto disegnando Jac SM Kee, una cyber-femminista malese. Dopo avrò altri 54 ritratti da terminare. Se siete interessati, i ritratti saranno visibili su questa pagina web.

The use you make of the writing has (only) apparently something crazy but I have an idea that has a therapeutic value… Could you talk about it?
Writing is a way of drawing to me, because I’m not a writer but a drawer. I love copying text into languages that I don’t understand, such as Chinese, Arabic or Hindi. I like calligrams, ideograms, pictograms, symbols, signs and all the mixing between text and picture. I also love the vibrant gray produced by a paragraph after I’m finished copying it in my drawings.

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But I am interested in the meaning of the text also. Sometimes copying allows me to understand what is written. In the Patriarch N°4 I copy the book “Métaphysique Cannibales” by Eduardo Vivieiros de Castro, which was given to me as a present because of its title. I’m obsessed with Cannibalism; I would like to talk about it more. When I tried to read this book, I did not understand a word. The title was enough for me to know that I wanted to use it as a texture for a carnivorous patriarch; El Matador. Copying allowed me to enter a sentence or two but no more. Nevertheless the book was written in French…

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L’uso che fai della scrittura ha (solo) apparentemente qualcosa di folle ma ho idea che abbia una valenza terapeutica…
La scrittura è una modalità del disegno perchè non sono una scrittrice ma una disegnatrice. Amo copiare testi in linguaggi che non conosco, come il cinese, l’arabo o l’indi. Mi piacciono I calligrammi, gli ideogrammi, I pittogrammi, I simboli, I segni e tutte gli incroci tra testo ed immagine. Mi piace anche osservare il testo di un paragrafo vibrare di grigio dopo che l’ho trascritto all’interno di un mio disegno. Ma sono anche interessata al significato del testo. A volte l’atto di copiare un testo mi permette di capire ciò che è scritto. Nel disegno Patriarca numero 4, trascrivo il libro Métaphysique Cannibales di Eduardo Vivieiros de Castro, che mi è stato regalato solo per il suo titolo. Io sono ossessionata dal cannibalismo e vorrei approfondire l’argomento. Quando ho cercato di leggere questo libro, non ne ho capito una parola. Il titolo però mi è bastato per convincermi ad usarlo come una texture per El Matador, il mio patriarca carnivoro. Copiare il testo mi ha permesso di comprendere una frase o due, ma non di più. E questo nonstante il libro fosse scritto in francese…

You have “remakes” the Garden of Delights by Bosch and turned it in a sarcastic comment to the contemporary world. Why did you make this choice? What connects Bosch to the nowadays?
My love for this Bosch painting is very deep. I received a catholic education and I was not allowed to watch naked people except if it was artistic. There was, in my parents’ library, a big book full of naked people doing funny things like planting flowers in there ass. I spent a lot of time in my childhood looking at this book, which was made entirely of details of the garden of delights. A little girl who spends that much time into contemplating religious paintings… my parents thought it was fantastic.

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I discovered since, that the garden of delights is not a Catholic painting, that’s why it’s so strange, obscure and fascinating. It was a panting made for a Christian doctrine burned by the Inquisition, the Adamites. The part of the hell, that is my favorite, is full of caricatures and political satires. Quite new for the time being, Bosch was a precursor in the mockery of the powerful people. In his hell you have a lot of little hells for everyone. The hell of knights, the hell of monks, the hell of musicians, the hell of players, the hell of vanity… Then I did the same thing, or I tried, the satire policy, obscure and fascinating. A support for meditation on our time and no one has the key, not even me.

Hai ridisegnato il Giardino delle Delizie di Bosch e lo hai trasformato in un commento al mondo moderno. Come mai hai fatto questa scelta? Cosa collega Bosch al mondo contemporaneo?
Il mio amore per questo dipinto di Bosch è molto profondo. Ho ricevuto un’educazione cattolica e non mi è stato permesso di vedere persone nude, eccetto in una cornice artistica. Nella biblioteca dei miei genitori c’era un grande libro pieno di gente nuda che fa cose divertenti come piantarsi i fiori nel culo. Ho passato un sacco di tempo della mia infanzia guardando questo libro, che è stato realizzato interamente con i dettagli del Giardino delle Delizie. Una bambina che passa molto tempo in contemplazione di dipinti religiosi… i miei genitori avranno pensato che fosse fantastico.
Ho scoperto poi, che il Giardino delle Delizie, non era un dipinto cattolico, ecco perché è così strano, oscuro e affascinante. E’ stato commissionato dagli Adamiti, una setta cristiana, in seguito osteggiata e bruciata dall’Inquisizione. La parte dell’Inferno, che è la mia preferita, è colma di caricature e satira politica. Abbastanza innovativo per l’epoca. Bosch è stato un precursore nella presa in giro dei potenti. Nel suo inferno ci sono un sacco di piccoli inferni. L’inferno dei Cavalieri, l’inferno dei Monaci, l’inferno dei Musicisti, l’inferno dei Giocatori, l’inferno dei Vanitosi. Io ho seguito l’esempio ed ho fatto, o perlomeno cercato, di fare la stessa cosa, usando la satira politica in maniera oscura e affascinante. Un supporto per la meditazione sul nostro tempo e nessuno ne ha la chiave, nemmeno io.

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What do you think of the work of Brueghel, Bosch, Leonardo, and Flemish in general, in short, of all the authors who have been revisited by your work?
I love all these painters and I’m not the only one. They are famous and I choose them for this reason. These are familiar images; I put collections to emphasize this point.
I take my images as an invitation to the game. There is the differences game, the quotes game, the recurrence game and some others.  These games and these familiar images, as well as the care of details are a call for careful observation. Mixed with my admiration for these images, I feel the need to criticize them and criticize the mentality of their eras. Toxic mindset which is still suffering misdeeds. The period of the Renaissance is a dark age for women, Jews and the poors. These great painters were propagandists of the superiority of white men throughout life. The human has placed a man at the centre and the top of the creation. Women and Jews were not part of humanity; they were burned by the thousands throughout Europe. While Native Americans were exterminated by the conquistadors, industrial deportation of black Africans to the new continent could begin.  I love paradoxes. I hate and am found of these paintings. I revere them, while desecrating them.

Cosa pensi dei lavori di Brughel, di Bosch, di Leonardo, dei fiamminghi in generale, insomma di tutti gli autori che sono stati rivisitati dal tuo lavoro?
Amo tutti questi pittori e non sono l’unica. Sono famosi e li scelgo per questo motivo. Si tratta di immagini familiari; Ho composto collezioni per sottolineare questo punto. Prendo le mie immagini come un invito al gioco. C’è il gioco delle differenze, il gioco delle citazioni, il gioco della ricorrenza e alcuni altri. Questi giochi e queste immagini familiari, così come la cura dei dettagli sono un invito a un’attenta osservazione. Mescolato con la mia ammirazione per queste immagini, sento il bisogno di criticarli e criticare la mentalità delle loro epoche. Una mentalità tossica che sta ancora perpetrando misfatti. Il periodo del Rinascimento è un periodo oscuro per le donne, per gli ebrei, per i poveri. Questi grandi pittori sono stati propagandisti della superiorità dell’uomo bianco per tutta la loro vita. L’essere umano ha posto un uomo al centro della creazione e ne ha fatto il vertice. Le donne e gli ebrei non facevano parte dell’umanità; sono stati infatti bruciati a migliaia in tutta l’Europa. Mentre i nativi americani furono sterminati dai conquistatori, la deportazione industriale di neri africani nel nuovo continente era sul punto di cominciare.  Amo i paradossi. Odio e sono attratta da questi dipinti. Li venero, mentre li dissacro.

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Your research is formidable. And the “visual quotes” in your works are countless and make various reading levels of a single work. How do you coordinate such a huge amount of information so that they are also aesthetically valuable?
Some parts of my work are conscious and some others are not. It is the reason of my use of “digestion” metaphors in my titles. I chew pictures, I swallow them with some readings and feelings, I forget them in my stomach for a long time. When I draw a large and complex image I regurgitate the pictures or so I defecates them. The analogy is common in art, remember “la mierda de artist” de Manzoni et Cloaca de Wim Delvoye.
I procede much by collage, gathering elements, with fragments that I reconfigure. Often I have no full idea before I start, many things come when I need it. For example in 2004 I did not think I would carry out the drawing of the rest of the garden of delights in 2011 and 2012. It also often happens that the news gets into my work by itself. In 2013 when I drew the patriarch No. 4, which speaks of meat, there was the “COMIGEL-Spanghero” scandal that broke and I found out about the “porridge meat residues” soaked in bleach in order to be consumed. I added it to my drawing so unpremeditatedly.

La tua ricerca è formidabile. E le citazioni presenti nei tuoi lavori sono innumerevoli e compongono vari livelli di lettura delle tue singole opere. Come fai a coordinare una tale mole di informazioni in modo che siano anche esteticamente pregevoli.
Alcune parti del mio lavoro sono consapevoli e alcune non lo sono. E’ la ragione dell’uso della metafora “digestione” nei miei titoli. Mastico immagini, le ingoio con alcune letture e sentimenti, e poi le dimentico nel mio stomaco per lungo tempo. Quando disegno una immagine grande e complessa, io rigurgito quelle immagini o se vuoi le defeco. Questa analogia è comune nel mondo dell’ arte, basta ricordare La merda d’artista di Piero Manzoni o Cloaca di Wim Delvoye.
Io procedo come in un collage, raccogliendo elementi, con frammenti che poi riconfiguro. Spesso non ho le idee chiare poco prima di iniziare, molte cose giugono quando ne ho bisogno. Per esempio, nel 2004 non pensavo che avrei portato a termine il disegno del Giardino delle Delizie nel 2011 e nel 2012. Inoltre spesso accade che l’attualità irrompa nel mio lavoro improvvisamente. Nel 2013, quando ho disegnato il Patriarca numero 4, disegno che parla di carne, ci fu lo scandalo Comigel-Spanghero che ha svelato il trattamento alla candegina a cui veniva sottoposto la carne delle zuppe in scatola. Io ho aggiunto questo elemento al mio disegno in maniera del tutto non premeditata.

What is your relationship with the abhorrent, with the monstrosity?
I think the real monstrosity is not where one expects. Ugliness and beauty are so close that it always surprises me. And the beauty is also a monstrosity, an abnormality.

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Insects have always seemed beautiful to me. Yet I have often heard, around me, that they were ugly.  I said, I was fascinated by cannibalism and Cannibalism is a monstrosity which has yet its beauty. Since childhood I find it strange that humans do not eat more human flesh, since we are able to eat animals, why not ourselves too. This is again the paradoxical aspect of cannibalism that interests me. There are often hints about it in my drawings.

Quale rapporto hai con l’aberrante, con la mostruosità?
Penso che la reale mostruosità non si trovi dove uno se l’aspetta. Bruttezza e bellezza sono così vicine e questa loro vicinanza mi sorprende sempre. E anche il bello è una forma di mostruosità, un’anomalia. Gli insetti mi sono sempre sembrati belli. Eppure ho sentito spesso, intorno a me, che erano in realtà brutti. Ho detto prima che sono affascinata dal cannibalismo e il cannibalismo è una mostruosità che ha ancora la sua bellezza. Fin dall’infanzia mi sembrava strano che gli esseri umani non mangiassero la carne degli altri esseri umani, visto che siamo in grado di mangiare gli animali, perché non noi stessi. Questa è l’aspetto paradossale di cannibalismo che mi interessa. Ce ne sono spesso dei suggerimenti nei miei disegni.

And with the order, the science, the Natural History?
Between two large drawings I love to make drawings of observations at the Museum of Natural History in Paris. I am interested particularly in anatomy but with the habit that I have to go very often to the Jardin des Plantes, I became interested with all that is there.
I mostly draw in the comparative anatomy gallery but I’m starting a new book on paleontology and others on the plants and trees of the garden and the zoo, ancient architecture, the statues that adore the garden and the staff who works there. There is work to achieve for more than one lifetime.

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E con l’ordine, la scienza, la Storia Naturale?
Dopo aver finito un grande disegno mi piace fare disegni presso il Museo di Storia Naturale di Parigi. Sono particolarmente interessata all’anatomia, ma a causa della mia abitudine a dover andare spesso al Jardin des Plantes, mi sono interessata a tutto quello che c’è lì.
Per lo più disegno nella galleria di anatomia comparata, ma sto iniziando un nuovo libro sulla paleontologia e altri sulle piante e gli alberi del giardino e lo zoo, sull’antica architettura della struttura, sulle statue che adornano il giardino e sul personale che ci lavora. C’è talmente tanto lavoro che non basterebbe una vita per concluderlo.

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You work in Paris, the recent dramatic events have influenced your works or it’s is it too early to tell?
I think you refer to the killing and death of the 7-8 January 2015. It is very complicated because there is a lot of awful reaction in France after those deaths. I’m really afraid of racist trivialization and attacks against freedom of speech. Politicians took advantage of the shock felt by the French people to pass draconian laws against freedom of expression. They took advantage of the anger of people to pass humiliating laws against Muslims, and especially Muslims women.  The result is the trivialization of the extreme right fascist and the use of the population of immigrants as an escape from the economic crisis.
A fine example of the  Shock Strategy described by Naomi Klein and I use it as a text to the Hell panel of the garden of delights. On 2 April, 147 students were killed by Islamists at the University of Garissa, Kenya, and this time no great movement of solidarity, not one president has presented their condolences, or a minute of international silent.

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Tu lavori a Parigi, i recenti drammatici eventi hanno influenzato la tua ricerca?
Penso che tu faccia riferimento alle stragi e alle morti del 7 e dell’8 Gennaio 2015. E ‘molto complicato, perché c’è stata un sacco di reazione terribile in Francia dopo quelle morti. Sono davvero spaventata dalle barbarie razziste e dagli attacchi contro la libertà di parola. I politici hanno approfittato dello shock provato dal popolo francese per varare leggi draconiane contro la libertà di espressione. Hanno approfittato della rabbia della gente per far passare leggi umilianti contro i musulmani, e in particolare contro le donne musulmane. Il risultato è la banalizzazione dell’estrema destra fascista e l’utilizzazione della popolazione di immigrati come una distrazione dalla crisi economica.
Un ottimo esempio di  shock strategy come l’ha descritta Naomi Klein e che io uso come un testo nel pannello dell’Inferno nel Giardino delle Delizie.
Il 2 aprile, 147 studenti sono stati uccisi dagli islamisti nell’Università di Garissa, in Kenya, e questa volta non ho potuto vedere un grande movimento di solidarietà, non un presidente ha presentato le sue condoglianze e non c’è stato nemmeno un minuto di silenzio internazionale.

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