5×1#16
*DAVIDE BARCO

by Redazione DATE*HUB

5 illustrazioni raccontate

Continua su DATE*HUB la rubrica dal titolo 5×1 – 5 opere x 1 artista dedicata a creativi talentuosi che, di volta in volta, si presenteranno ai nostri lettori con cinque illustrazioni raccontandoci “la storia, i come e i perché” a ognuna di queste correlata.

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Oggi è il turno di Davide Barco che si racconta così per noi: «Sono un illustratore, ogni tanto grafico ogni tanto art-director. Ma io amo disegnare. Sono un “anima in pena” costantemente alla ricerca di un qualcosa, ottenuto un obbiettivo sposto le mie mire su qualcos’altro. Quando lavoro non ho un approccio sereno, sono frustrato dal dover fare qualcosa che sia meglio di quello che ho già fatto. La mia chimera è vivere e lavorare a NY come illustratore di sport, sarei curioso di riuscirci solo per capire se è davvero quello che ho sempre voluto. Sono meteoropatico e questa descrizione l’ho scritta di lunedì pomeriggio mentre fuori piove.»

1

Nostalgica – Fratelli Baresi* È il primo di una serie di soggetti dedicati al “calcio di una volta” per un negozio che vendeva repliche di maglie storiche. Ai tempi lavoravo come art-director in un’agenzia di comunicazione. Mi sono divertito così tanto nel realizzarla che ho subito capito che “da grande” avrei voluto disegnare.

2

Lamarvelous (1 di 2 illustrazioni)* La mia prima volta nella rivista ufficiale NBA come illustratore e per di più nel numero dedicato a NY. Grazie a Francesco Poroli sono riuscito a realizzare in maniera alternativa il mio sogno da ragazzino. (In realtà volevo finirci come “il fenomeno italiano della pallacanestro americana”, ma bisogna pur accontentarsi, no? No.)

3

Unstoppable* La mia prima locandina: un film/documentario sul football americano prodotto da HBO. Inutile dire che per tema, cliente e aspettative, sia da parte loro che da parte mia, è stato uno dei lavori più importanti e stressanti.

4

Capitals VS Penguins* Prima collaborazione con ESPN.com, e prima volta che disegnavo l’NHL: il tema era “guerra fredda”. Per me lavorare con ESPN rappresenta un sogno “lavorativo” che si avvera.

5

NYC Playground* Uno degli ultimi lavori fatti per Buckets (l’unica fanzine italiana di NBA). Rientra tra i miei preferiti perché l’idea di base mi piace un sacco. Poi l’uso di 2 colori, per le limitazioni tecniche che mi son state date, mi ha fatto riscoprire il bianco e nero che raramente prendo in considerazione e poi parla di basket, campetti di strada e NY. Per me è il massimo! Ringrazio Mauro Bevacqua per la perla su Kenny Bellinger.

WEB* www.davidebarco.com