ILLUSTRAZIONE
*PIETRO NICOLAUCICH

by Redazione DATE*HUB

Il potere creativo della natura.

Pietro nasce in Friuli, adora le montagne, la natura, gli animali e adora dargli voce attraverso l’illustrazione e la scrittura. Il suo stile un po’ naif ci da l’occasione di entrare in contatto con mondi ricchi di particolari dove personaggi bambini si aggirano tra valli innevate e galeoni sospesi su mari placidi e sornioni. Con le sue illustrazioni, Pietro, ha realizzato anche varie campagne pubblicitarie per grandi clienti della moda come Moschino, Sisley, Benetton o Bastard. Per conoscerlo meglio abbiamo fatto con lui una chiacchierata.

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Ciao Pietro, presentati ai nostri lettori.
Ciao a tutti, mi chiamo Pietro Nicolaucich, nella vita faccio l’illustratore, ma adoro anche scrivere, correre e concedermi qualche vizio (non entrerò nei dettagli).

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Quando hai iniziato a disegnare e quando hai capito che questa tua passione sarebbe diventata un lavoro vero e proprio?
Disegno da che ne ho ricordi, ma ne ho fatto un mestiere da circa 5 anni.

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Parlaci di metodo di lavoro e di tecnica.
Purtroppo (e per fortuna), per poter vivere di illustrazione ho dovuto puntare sulla versatilità. Devo essere in grado di aprirmi a stili e tecniche differenti in base al cliente, perché non sempre vengo ricercato per il mio stile personale. Spesso le aziende mi scrivono proponendomi una loro idea, allegando delle immagini di riferimento che non hanno nulla a che vedere con i miei lavori, e in questi casi devo adattarmi a lavorare su immaginari che non mi appartengono né per stile né per contenuto. C’è di bello che in questo modo la ricerca continua mi costringe al miglioramento, e a scoprire nuove tecniche di cui prima non ero nemmeno a conoscenza, ma a volte può essere frustrante lavorare a un’illustrazione che non è affatto nelle mie corde. Escludendo queste situazioni, lavoro principalmente con acquerello su carta. Utilizzo questa tecnica non come semplice inchiostrazione, ma anche per lavorare ai dettagli, usando pennelli molto sottili e diluendo poco il colore per caricarlo di intensità.

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Oltre a disegnare ti dedichi con amore anche alla scrittura. Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Devo dire che i miei scritti sono sempre figli apparentemente inconciliabili di generi diversi, tempi diversi e luoghi diversi. Trovo che sia indispensabile l’avventura (per bambini, per ragazzi, per adulti… mi piacciono allo stesso modo), tanto meglio se accompagnata da un certo gusto per la magia, magari non spiegata come nel genere del Realismo Magico. Subisco molto il fascino del mare, come quello del mistero occulto, ma prima di tutto adoro le ambientazioni da foresta di montagna (io sono montanaro e quello è l’immaginario che di più mi appartiene). Mi piacciono le atmosfere vittoriane e la neve. In tutto questo non trascuro i fumetti. Quindi se dovessi fare un percorso ideale delle mie ispirazioni nella narrativa, questo partirebbe dai classici dell’avventura di Conrad, Verne, Stevenson, London, Kipling e Salgari, si accosterebbe ai grandi classici per l’infanzia di J.M. Barrie, Kenneth Grahame, Maurice Sendak e A.A. Milne, passerebbe per le tenebre differenti di Poe e Borges, giungerebbe ai due più grandi maestri italiani Calvino e Buzzati, e approderebbe ai mostri sacri della British Invasion, Neil Gaiman e Alan Moore. Tutto questo (e molti altri che non ho menzionato) rimescolato in un calderone fatto con le mie montagne, ed ecco che si intravede qualcosa della mia ispirazione.

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Qual è Il tuo rapporto con il mondo animale?
È una costante dei miei lavori, quasi una cifra stilistica. Gli animali antropomorfi e i grandi leviatani fanno interamente parte del mio immaginario. Li disegno, ci scrivo delle storie e me li tatuo. Sono una sorgente infinita di ispirazione a cui attingere e una grande soddisfazione nella realizzazione. Oltretutto non li mangio, li preferisco vivi… o disegnati!

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Cosa ascolti quando lavori?
In genere ascolto Radio 2 che mi intrattiene, mi strappa più di un sorriso e mi insegna anche qualcosa. Quando opto per la musica invece direi che mi dedico più di frequente al soul o al jazz, (Sam Cooke, Otis Redding Marvin Gaye; Charlie Parker, Miles Davis, Django Reinhard) o al classic folk americano, o a qualche cantautore italiano che sia davvero degno di nota. Altre volte invece guardo, o per meglio dire “ascolto”, dei film in streaming.

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Un saluto per i nostri lettori.
Skål!

WEB* www.pietronicolaucich.com