DESIGN
*CARAPACE

by Redazione DATE*HUB

Il legno nobilita l’uomo.

Il Carapace è la corazza che protegge le parti molli di alcuni animali, ed è molto forte specialmente nelle splendide tartarughe. Sarà per questo motivo che tre fratelli artigiani del legno, con un esperienza antica alle spalle, hanno deciso di dare vita a un progetto di design che prende proprio questo nome: Carapace. A loro abbiamo fatto un’intervista immaginando di rivolgerci proprio a quella tartaruga, simbolo di saggezza, che fa parte del loro logo e che, come guscio, indossa una composizione di legno e ferro.

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Ciao Carapace, presentati ai nostri lettori e raccontaci da dove nasce la scelta di un nome che rimanda in immediato alla solidità, sia d’intenti che di composizione.
Carapace sono tre fratelli, che a un certo punto della loro vita decidono di ritornare nell’azienda di famiglia: abbiamo un Papà artigiano falegname con quarant’anni di esperienza alle spalle. Da adolescenti abbiamo a turno lavorato con lui e poi preso altre strade, molto diverse. Un anno e mezzo fa, quasi per scherzo, ci siamo detti «perché non facciamo una linea di design nostra?», lo abbiamo fatto e ci sta piacendo parecchio. Volevamo che il nome fosse un animale e la tartaruga ci ricorda, come bene hai colto, la solidità e la robustezza che sono gli aggettivi che mi vengono in mente pensando ai due principali elementi che usiamo: ferro e legno. Ma anche la lentezza con la quale pensiamo, disegniamo e realizziamo per preservare l’accuratezza e la cura dei dettagli, essendo oggetti unici e realizzati non industrialmente. Il tutto è stato riassunto magicamente nel nostro logo da un grande artista e caro amico: Ericailcane.

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Qual è il primo progetto realizzato durante l’infanzia e quello che ancora è chiuso nella scatola dei sogni?
Se per infanzia intendi l’infanzia di Carapace il primo progetto è stato Antenore, il nostro primo sgabello. È stato divertente ed emozionante trovarcelo davanti esattamente uguale al disegno che avevamo preparato. Per il futuro abbiamo intenzione di realizzare qualcosa per i bimbi (iniziando a diventare noi stessi padri): giochi, mobili modulari e tutto ciò che ci ricordi la meraviglia e il sogno appunto, di quel periodo della vita di tutti noi.

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Tratti il legno utilizzando una tecnica giapponese dal nome Shou Sugi Ben, ci racconti di che cosa si tratta?
È una tecnica affascinante e bellissima, in Giappone viene utilizzata principalmente per trattare le assi di legno da esterno delle case rendendole robuste e durature. Con un cannello viene incendiato e carbonizzato il legno, subito dopo lavato con acqua e spazzolato per rimuovere l’eccesso di fuliggine, infine si imbeve l’asse con oli naturali. Il risultato cromatico è un colore nero profondo e il disegno della venatura naturale non viene intaccato.

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L’ultima creazione si chiama Cubro, una lampada essenziale che porta una soffiata di eleganza negli ambienti che illumina. Da dove nasce l’idea alla base di questa composizione?
Avevamo un tronco di pioppo nel baule della macchina, ne abbiamo ricavato un cubo (una delle forme geometriche che più ci piace). Disegnando il progetto abbiamo cercato di fare il meno possibile, ci siamo imposti la massima semplicità e il più rigoroso minimalismo per ricavarne una lampada da tavolo: un semplice taglio quindi, uno spiffero di luce che, oltre ad illuminare, arreda.

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Parlaci del tuo rapporto con l’ecosostenibilità.
Girando e frequentando l’azienda di nostro Padre conosciamo bene quanto legno viene scartato e abbandonato perché non più utilizzabile: troppo sottile o troppo corto ecc. Siamo partiti da lì, dal riprendere in mano quello che era scarto e destinato a essere bruciato, a nostro avviso l’oggetto acquista un valore maggiore in quanto meglio rappresentativo di quella che secondo noi è, o dovrebbe essere, l’etica futura del creare ossia: realizzare pensando non allo sfruttamento ma al prendere in prestito ciò che abbiamo intorno. Ecco quindi che quando ci muoviamo siamo sempre attenti a notare alberi caduti o zone dove ci sono scarti di legno abbandonati. Traverse o vecchi tronchi per esempio, li carichiamo in macchina, li lavoriamo e da un sacco di soddisfazione vedere ciò che può venire fuori da quello che era dimenticato o gettato. Se poi il risultato è anche bello, allora è tutto super!

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Un saluto per i nostri lettori.
Salutiamo i lettori di DATE HUB con un piccolo regalo. Un’anteprima della nostra ultima creazione. Una sedia con sgabello/tavolino associato stampati in serigrafia: si chiamano Petra e Ramo.

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WEB*
www.carapacedesign.com