CINEMA
*INSURGENT

by ChickenBroccoli

Divergenti e contenti

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Sono andato all’anteprima di Insurgent, il secondo capitolo della saga Divergent.
Quando sei invitato ad un’anteprima il dilemma è sempre lo stesso: e se poi il film non mi piace? Che faccio? Ne parlo male lo stesso col rischio di non essere più invitato a nesssuna anteprima del Regno (che magari la prossima è di un film bellissimo!) o utilizzo la famosa Manovra PressKit?
Nel dubbio, ho deciso di dividere la recensione del film in questione in due. Qui su DATE*HUB farò la lista delle 5 cose che mi sono piaciute del film, cioè oltre a dire che in effetti il film merita di essere visto molto di più del primo e moltissimo più dei due seguiti di Hunger Games, mentre dall’altra parte, su ChickenBroccolipuntoit, metterò domani le 5 cose che non mi sono piaciute. È una win/win situation, vinco io, vince il film, vincete voi che tanto l’idea di qualsiasi film ve la fate anche senza leggere le cose che scrivo io; madonna la furbizia, la sagacia, la scaltrezza e sono anche simpatico, ho tutte le qualità del critico perfetto: sono proprio un DIVERTENT!

1. La protagonista femminile

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Parliamoci chiaro subito. Lei, Shailene Woodley, non mi piace tanto tanto. O perlomeno non quanto Jennifer Lawrence, che il paragone non è campato in aria per nulla visto che i due film viaggiano sullo stesso binario (tratti da libri young adult, futuro distopico, eroina femminile che libera un intaro popolo), perché insomma a me continua a sembrare un elfetto più adatto ai film in cui fa la romanticona che l’eroina combattiva, perché quando c’è da menare Jennifer lo fa molto meglio, lei non è molto brava a rendere quella gamma di emozioni che vanno dal “ti odio” al “niente mi fermerà”. Mi piacerebbe vederle insieme in un cross over… HUNGERENT.

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Ma quello che mi piace di questo nuovo modo di appassionare le ragazzine di tutto il mondo è che finalmente la protagonista non è più una povera ragazzina in lacrime indecisa nello scegliere tra un vampiro affetto da fashionismo o un licantropo con la faccia da Lama (ogni riferimento a Twilight non è puramente casuale); ora finalmente ci appassioniamo per le gesta di ragazze che non perdono tempo con moine e sospiri perché hanno cose ben più importanti da fare, tipo salvare il mondo. Ragazzine coraggiose, avventurose, indipendenti, che non dimenticano certo l’amore, ma che sanno che c’è un tempo per salvare tutto il genere umano da una società dispotica e dittatoriale e un tempo per darsi i bacetti.

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Vai così! Questo è la strada giusta! Magari la prossima volta puoi passare anche dalla porta che i vetri non è che ce li regalano nel futuro eh…

2. Le scene d’azione
Ebbene sì. Continuando con il confronto con HG – statece, l’avete fatto voi quasi uguale! – INSURGENT vince a mani bassi perché dosa sapientemente le scene di “parliamo di cose” a quelle di “adesso sparo, meno, urlo”; lo fa meglio di HG e lo fa meglio anche del primo capitolo, che si perdeva tantissimo in lunghi spiegoni di roba che per chi ha visto anche solo una decina di film fantascientifici erano tutte risapute (la divisione in classi, il controllo da parte di un potere unico e oppressivo eccetera), ma capisco che quando sei teenager non è facile abbandonare Moccia per Dick (!). Qui abbiamo un universo già spiegato, quindi c’è più tempo per lanciarsi contro dei treni in corsa o sparare con grosse pistole laser

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ed entrare dentro palazzi tirati a lucido e sparare a tutto.

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Ah, un po’ di vecchia e sana incoscienza giovanile.
E tutto questo è un gran bene, perché il film non annoia mai e a fine visione, non senza un certo imbarazzo, vista l’età, ci ritroviamo a pensare che se avessimo avuto 16 anni saremmo stati anche noi dietro le transenne a fare urletti all’arrivo degli attori del film.

3. Tutta la scena finale
Che è una lunga e visionaria prova di forza mentale a cui Tris, questo il nome della nostra eroina, è costretta: palazzi volanti in fiamme, muri esposi, lotte tra Tris buona e Tris cattiva (se erano tre? Tris di Tris…), e ancora salti tipo parkour fantascientifico. Ha il piglio giusto del video musicale ed è divertente.

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La scena è carica di quella tensione giusta che ti fa chiedere “ce la farà?” anche se sai benissimo la risposta (visto che usciranno altri due film e ancora non è nata trilogia che dopo il secondo capitolo cambia il protagonista) e gli effetti speciali sono belli: esplode tutto in mille pezzi, persone comprese. Si sa che vedere esplodere i palazzi è un gran divertimento da giovani, almeno quanto poi da vecchi ci divertiamo a guardare i lavori di quelli che li ricostruiscono.

4. Kate Winslet e Naomi Watts
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In questo tipo di film – young adult con attori non troppo conosciuti – c’è sempre bisogno di un “traino”, un qualche attore famoso che possa assicurare una copertura mediatica anche extra-riviste per teenager. Se in HG ci sono Julianne Moore e (il compianto) Philip Seymour Hoffman, in Ender’s Game c’era Harrison Ford, in The Giver c’erano Meryl Streep e Jeff Bridges, qui abbiamo una cicciotta ma sempre molto in forma Kate Winslet, cattivissima nei suoi taillerini un po’ stretti e pronta a tutto per detenere il potere nelle sue mani. E a lei si aggiunge Naomi Watts, che invece è una sorta di soldatessa tutta d’un pezzo che ha abbandonato il figlio piccolo per combattere il potere. Capite da voi che sono rappresentazioni di due tipologie di mamme in cui i ragazzini possono riconoscere i propri genitori. Mica crederete che gli young adult di successo siano scritti da dei fessacchiotti…
Be’ comunque la presenza delle due attrici è un balsamo, non che sia diffile per loro recitare in questi ruoli un po’ da cassetta, ma rispetto ai sopracitati degli altri film, le due sembrano più convinte. E poi c’è quel cliffhanger finale che…

5. I poster animati

Magari questa è una cosa che convincerebbe ad andare al cinema solo me, ma quando vedo che fanno i poster animati

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hanno già tutta la mia ammirazione.

Riassumendo: Insurgent diverte se ti metti nei panni dei tuoi sedici anni. Ti ci puoi anche vestire e andare al cinema se ti va: Doc Marteens, piumino, bandana e via che si va.

Ora, so che molti di voi (ne ho contati almeno 4 e 1/2) si sono chiesti cos’è la Manovra PressKit. Grazie della domanda.
La Manovra Press Kit è una delle prime cose che ti insegnano alla scuola di addestramento critici, infatti la usano tutti; è la via più facile per fare un articolo su un qualsivoglia film (ma è applicabile a qualsiasi recensione). È anche una cosa che però, se vuoi davvero rispettare i lettori non devi mai fare. Insomma, cos’è la Manovra PressKit? Ecco cos’è:

THE DIVERGENT SERIES: INSURGENT
Con Shailene Woodley, Theo James, Naomi Watts,
Kate Winslet, Octavia Spencer e Miles Teller
DAL 19 MARZO AL CINEMA

Dopo essere stati identificati come Divergenti, persone che non rientrano in nessuna delle cinque classificazioni sociali, dette fazioni, Tris (Shailene Woodley) e Quattro (Theo James) sono in fuga, inseguiti da Jeanine (Kate Winslet), la leader assetata di potere a capo della fazione degli Eruditi. Mentre le truppe dei traditori Intrepidi sotto il comando di Jeanine vanno a caccia di Divergenti tra le rovine della distopica Chicago, Tris e Quattro attraversano la città nella speranza di trovare degli alleati tra i Pacifici, i Candidi, gli Abneganti, gli Intrepidi e gli Esclusi, ridotti a una massa di ribelli impoveriti. Benché afflitta e piena di sensi di colpa per la morte violenta della sua famiglia e degli amici, Tris cerca di scoprire perché i suoi genitori hanno sacrificato la loro vita per proteggerla. Si tratta del segreto che porterà Jeanine a non fermarsi davanti a nulla per catturarla. Nel disperato tentativo di evitare di causare dolore ad altri suoi cari, Tris affronta le sue paure più oscure imbattendosi in una serie di sfide pressoché impossibili, cercando di far emergere la verità sul passato, e poi sul futuro, di quel mondo.
Girato ad Atlanta, The Divergent Series: Insurgent è un film futuristico, d’azione e d’avventura ispirato all’omonimo romanzo di Veronica Roth. Diretto da Robert Schwentke, la sceneggiatura è di Brian Duffield, Akiva Goldsman, vincitrice di un Oscar, e Mark Bomback. Il cast è composto da Shailene Woodley, candidata a un Golden Globe, Theo James e Kate Winslet, vincitrice di un Oscar. Octavia Spencer, vicintrice di un Oscar, Naomi Watts, a cui il ruolo è valso una nomination agli Oscar, e Daniel Dae Kim tornano sul set insieme a Jai Courtney, Ray Stevenson, Zoë Kravitz, Miles Teller, Ansel Elgort, Maggie Q e Mekhi Phifer. Tra il cast vediamo anche giovani attori: Emjay Anthony, Keiynan Lonsdale, Rosa Salazar, Suki Waterhouse e Jonny Weston.
Douglas Wick e Lucy Fisher hanno prodotto il film con la Red Wagon Entertainment, con la collaborazione di Pouya Shahbazian. Todd Lieberman e David Hoberman ne sono i produttori esecutivi con la Mandeville Films, con la collaborazione di Neil Burger e Barry Waldman. Roth è anche co-produttrice. Il direttore della fotografia è Florian Ballhaus (Storia di una ladra di libri, RED). Lo scenografo è Alec Hammond (Non-Stop, RED). La costumista è Louise Mingenbach (Superman Returns, X-Men: Giorni di un futuro passato). La colonna sonora originale è stata composta da Joseph Trapanese (Transformers: L’era dell’estinzione, Oblivion). Supervisore musicale è Randall Poster. A capo delle riprese di seconda unità vediamo James Madigan, che ha anche assolto il ruolo di supervisore degli effetti visivi (Iron Man 2, RED). I co-produttori sono Veronica Roth, John Wildermuth e Charlie Morrison. Alla direzione dei casting troviamo invece Mary Vernieu, CSA e Venus Kanani, CSA
THE DIVERGENT SERIES: INSURGENT: IL MONDO DI DIVERGENT A PEZZI
The Divergent Series: Insurgent riprende tre giorni dopo la fine di Divergent, quando Tris e Quattro avevano ostacolato il piano di Jeanine di utilizzare le truppe degli assoggetati Intrepidi per sterminare gli Abneganti. Ma per Tris la vittoria ha un prezzo altissimo. I suoi genitori vengono uccisi nella battaglia. Tris è costretta a sparare al suo amico Will della fazione degli Intrepidi quando lui l’attacca sotto l’influenza di un siero mentale che ne ha alterato le funzioni cerebrali.
Come Divergent, The Divergent Series: Insurgent è ambientato tra le rovine di una futuristica Chicago recinta, dove i sopravvissuti sono divisi in cinque fazioni in base a capacità, temperamento e preferenze personali. I membri della fazione degli Abneganti sono altruisti, i Pacifici sono tranquilli, i Candidi sono onesti, gli Intrepidi sono coraggiosi, mentre gli Eruditi sono intelligenti. Coloro che non appartengono a nessuna fazione sono chiamati gli Esclusi.
Nel primo film, Divergent, Beatrice “Tris” Prior, che è cresciuta tra gli Abneganti, scopre, attraverso un test attitudinale somministrato dal governo, di essere una Divergente, il che significa avere attributi comuni a più fazioni. I Divergenti sono pensatori indipendenti che non possono essere controllati da nessuna fazione e che per questo sono considerati pericolosi. Dopo aver scoperto che le sue caratteristiche la mettono in pericolo, Tris sceglie di unirsi agli Intrepidi per nascondere la sua identità di Divergente. A causa della severa formazione che ha ricevuto, è costretta a partecipare a simulazioni allucinatorie (le SIM) che rivelano le sue abilità uniche. Trova finalmente un alleato in Tobias “Quattro” Eaton, un istruttore ed esperto combattente della fazione degli Intrepidi che si rivela essere Divergente e con cui Tris avrà una storia d’amore.
In Insurgent la posta in gioco è alta e l’azione si fa sempre più intensa quanto le feroci milizie di Jeanine vanno a caccia di Divergenti per la città e Tris e Quattro si rendono conto che devono trovare un modo per fermarla.
“Fin dalle prime pagine del libro Insurgent sapevamo che Veronica Roth doveva essersi bevuta del combustibile quando scrisse la storia,” commenta il produttore Douglas Wick. “La storia inizia con l’inseguimento di Tris e l’azione non si ferma mai. In Divergent abbiamo costruito il mondo e ora in Insurgent lo facciamo a pezzetti.”
All’inizio del film The Divergent Series: Insurgent, Jeanine localizza un’inafferrabile scatola chiusa che su ciascuno dei suoi cinque lati reca il simbolo di una fazione. Jeanine è convinta che la scatola contenga un messaggio con la chiave per il futuro che solo i Divergenti potranno aprire, in ragione delle qualità comuni a tutte le cinque fazioni che possiedono.
Jeanine dà la caccia ai Divergenti e li sottopone a un rigorosissimo test per scovare chi può aprire la scatola. I Divergenti che ha catturato dovranno sopportare ben cinque simulazioni, che sono molto più brutali e violente di quelle mostrate in Divergent.
Per i realizzatori del film ciò ha comportato la creazione di più scene d’azione eye-popping, molte delle quali interessano le simulazioni ben più impegnative e terrificanti a cui Tris è costretta a sottoporsi, mentre Jeanine cerca di svelare il segreto dei poteri dei Divergenti. Questa azione così avvincente è solo uno degli aspetti di The Divergent Series: Insurgent che contribuiscono a rendere la storia di Tris, personaggio tanto noto quanto amato dai lettori, una storia davvero emozionante.
“Il romanzo Insurgent è uscito quando la saga Divergent è decollata e divenuta un fenomeno editoriale. Veronica ha scritto un romanzo avvincente con colpi di scena incredibili che hanno catturato l’immaginazione dei lettori, i quali, inevitabilmente, hanno innescato un passaparola che si è diffuso a macchia d’olio,” commenta il produttore Pouya Shahbazian. “In Insurgent la città è in subbuglio e nuovi segreti stanno venendo alla luce. Mentre nel primo film Jeanine vede nei Divergenti un problema che lei stessa vuole eliminare, in questo film ci rendiamo conto molto presto che Jeanine è determinata a catturarli e usarli per scoprire un segreto di cui solo loro hanno la chiave”.
Secondo la stessa Roth, scrivere Insurgent le ha permesso di arricchire il mondo di Tris come non sarebbe mai stata in grado di fare in Divergent, in parte perché il primo libro è stato scritto in prima persona. “E’ un po’ come crescere”, sostiene la scrittrice. “Quando si è bambini, il mondo è molto piccolo, e quando si cresce, ci si rende conto di quanto sia grande il mondo. Insurgent è il mondo che diventa un po’ più grande e Tris vive questa trasformazione letteralmente … prima è una fazione, poi le fazioni sono due e poi è tutta la città di Chicago.”
Con Tris e Quattro, fuggitivi alla ricerca di risposte in una città devastata dalla guerra, il pubblico viene accompagnato in un viaggio attraverso quelle sbalorditive realtà uniche abitate dalle fazioni. “Nel primo film, abbiamo visto sequenze formative divertenti e profondamente full-metal, ma che riguardavano esclusivamente e per gran parte del film la realtà cupa e oscura degli Intrepidi”, spiega Wick. “In questo film, invece, vediamo da subito bellissimi campi rigogliosi, una cupola a nido d’ape e l’albero dei Pacifici. Poi i personaggi si dirigono verso gli Esclusi, dove vediamo questa curiosità di funzionalità ed estetica in un luogo meraviglioso, un po’ incantato e senza diritti per i suoi abitanti. Successivamente i personaggi vanno dai Candidi e noi incontriamo queste persone oneste che indossano abiti umili. Alla fine ci immergiamo nella profondità del mondo degli Eruditi, nel laboratorio tecnologico di Jeanine.”
Tuttavia i paesaggi più suggestivi del film potrebbero essere quelli che prendono corpo nella mente di Tris. Dopo una serie di attacchi alle fazioni che hanno dato rifugio a Tris, a Quattro e ai ribelli Intrepidi, Tris si rende conto che l’unico modo per fermare Jeanine è quello di andare da Jeanine, nel quartier generale degli Eruditi. Quando si arrende consegnandosi a Jeanine, lei la sottopone a una serie di simulazioni sempre più intense. “Le simulazioni sono una caratteristica di questo film per quanto riguarda lo stile e il tono”, dice il produttore Lucy Fisher. “Le forze interne che influenzano Tris sono ancor più drammatiche, più colorate e più avvincenti di quelle esterne. Nelle simulazioni a cui viene sottoposta Tris deve fare i conti con tutti i suoi demoni e, fortunatamente per noi, il regista Robert Schwentke e il maestro di effetti visivi James Madigan trovano un modo efficace per mostrarci cosa avviene nella testa di Tris. È un modo così visivo e così emozionante che anche se i sogni di Tris sono angoscianti per lei, per noi sono un’emozione da guardare.”
Shahbazian conviene: “Le simulazioni sono così piene di azione e così ingegnose. Per realizzarle si sono ispirati a quello che Veronica ha scritto, ma poi hanno aggiunto dei dettagli, rendendole più esplosive e più cinematografiche grazie alle tecnologie di ultima generazione disponibili.”
The Divergent Series: Insurgent è un film dinamico d’azione e d’avventura, pieno di emozioni e di suspense”, afferma Erik Feig, Co-Presidente del Motion Picture Group della Lionsgate, che ha anche assolto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella produzione di The Hunger Games e Twilight, entrambi trasposizioni cinematografiche dei rispettivi bestseller omonimi. “Unisce una trama avvincente, un cast straordinario, molto amore, un lavoro acrobatico e intenso, nonché effetti visivi straordinari per offrire allo spettatore un’esperienza unica che lo lascerà certamente soddisfatto.”
Per permettere al pubblico di godersi gli strabilianti effetti visivi e sonori di The Divergent Series: Insurgent, il film sarà distribuito anche in 3D.
UN FENOMENO MONDIALE SULLO SCHERMO
Il romanzo bestseller Insurgent è stato scritto da Veronica Roth, il cui primo romanzo, Divergent, ha conquistato la vetta della classifica dei Beststeller del New York Times sin dalla pubblicazione a maggio 2011. Divergent è stato candidato al premio “Miglior Libro dell’Anno 2011” da NPR e Barnes & Nobles e votato dai lettori di Goodreads come “Libro Preferito dell’Anno”. Il libro è stato scritto da Veronica Roth durante gli studi alla Northwestern University. Successivamente la Roth ha pubblicato Insurgent che, come Divergent, ha conquistato il primo posto dei Bestseller del New York Times. Nel 2013 la scrittrice la pubblicato l’ultima opera della trilogia, Allegiant, che solo il primo giorno ha venduto 455.000 copie, battendo un record aziendale per la casa editrice HarperCollins. Le prenotazioni di Allegiant hanno superato quelle di qualunque altra pubblicazione di HarperCollins.
Nell’opera di adattamento alla trilogia best-seller di Veronica Roth, i realizzatori sono consapevoli della grande responsabilità che ci si deve assumere quando si porta sullo schermo un’opera di una scrittrice tanto amata. “La serie Divergent ha venduto oltre 30 milioni di copie”, osserva Wick. “Ogni volta che non sapevamo quali libertà potevamo prenderci per adattare la storia, ci siamo sempre ricordati che Veronica era il nostro oracolo. Qualsiasi buona idea credessimo di aver partorito, non ci siamo mai dimenticati del fatto che la gente aveva comprato i libri di Veronica, non i nostri.”
Secondo Fisher, poter parlare con Roth dei problemi relativi alla produzione e alla trama è stato impagabile. “Siamo molto fortunati a poterci consultare con l’autore”, dice la Fisher. “Per il nostro ultimo film (Il grande Gatsby) non abbiamo potuto contare su F. Scott Fitzgerald. Veronica, invece, ha preso parte al processo, come una grande risorsa umana con funzione di cassa di risonanza.”
Roth dice di apprezzare l’attenzione che i produttori prestano al lavoro di adattamento delle sue opere. “Doug e Lucy rispettano molto la storia e questo è un bene inestimabile”, commenta la scrittrice. “Hanno capito che cosa funziona e sono in grado di individuare ciò che sarà difficile da trasporre.”
Anche se i realizzatori hanno profuso ogni sforzo possibile per rimanere fedeli ai temi e ai personaggi dei libri, Roth ha capito che era necessario apportare alcuni cambiamenti per presentare in due ore le 544 pagine del romanzo. “Il libro permette una struttura bizzarra e spiega le cose lentamente. Ma sullo schermo la storia deve essere raccontata velocemente, in modo conciso e chiaro. Sono sempre molto aperta ai cambiamenti, a patto che si crei una storia migliore e più potente. Una cosa che per me era molto importante era garantire che la dinamica tra Tris e Quattro rimanesse la stessa, e che lei fosse il motore della trama. Inoltre, in Insurgent è ancora la storia di Tris.”
IL CASTING PER THE DIVERGENT SERIES: INSURGENT
Shailene Woodley, con una nomination ai Golden Globe, e Theo James tornano alla guida del cast di The Divergent Series: Insurgent. “Uno dei veri successi di Divergent è stata Tris Prior, personaggio che Shailene ha creato sullo schermo”, commenta Wick. “Fin dall’inizio della serie The Divergent Series: Insurgent, Tris è afflitta dal dolore. È una guerriera consumata dal senso di colpa del sopravvissuto. Il suo mondo è crollato. Uno dei primi gesti che compie nella storia è quello di tagliarsi i capelli. È il suo modo di rendere fisico il dolore che prova, un fardello troppo pesante da sopportare.”
“Tris è afflitta dal senso di colpa”, aggiunge Woodley. “Ha perso la sua mamma e il suo papà e, purtroppo, ha dovuto sparare a uno dei suoi amici per permettere a se stessa di sopravvivere e per fermare la spirale di distruzione che investiva gli Abneganti. La troviamo un po’ insensibile, ma anche confusa. Non sa esattamente chi è.”
Roth ci informa che ogni titolo della serie è atto a descrivere un aspetto diverso di Tris. “Una delle accezioni della parola insurgent, insorto, è: qualcuno che si ribella – insorge –  pacificamente a una autorità costituita”, precisa la scrittrice. “Questo è esattamente quello che fa Tris in Insurgent. È traumatizzata per quello che è successo alla fine di Divergent, ma deve trovare un modo di combattere il sistema che sia diverso da quello che prevede l’uso di pistole.”
Per Woodley la qualità più oscura del secondo libro è quella che contribuisce a rendere la storia affascinante. “La storia è molto più articolata nella sua testa, a causa degli eventi traumatici che ha vissuto. Io ne ho davvero tenuto conto. Psicologicamente sembrava più ricca di suspense. Ho pensato che tornare a questo mondo sarebbe stato facile, perché conoscevamo bene sia i personaggi sia la storia. Ma il soggetto cinematografico si è spostato e il rapporto tra Tris e Quattro è un rapporto in continua evoluzione, proprio come accade quando uno dei due ha vissuto una esperienza traumatica.
“Sono stata davvero molto fortunata a lavorare ancora una volta insieme a Theo”, aggiunge Woodley. “E’ un attore di classe. Abbiamo ritmi simili e modi simili di affrontare il lavoro. Si diventa una famiglia durante le riprese e poi ci si perde di vista. Ma in una situazione come questa, il calore della tribù prima o poi torna a farsi sentire.”
Dal canto suo, Theo James è entusiasta di recitare nei panni di Quattro. “È bello essere di nuovo insieme a Shai, perché è divertente lavorare con lei e devo dire che è anche una grande attrice. È divertente scoprire insieme cose diverse sui personaggi e luoghi diversi dove portare un rapporto non convenzionale come quello di Tris e Quattro. Sono due persone danneggiate che stanno cercando di lottare combattendo una guerra; ciò rende tutto più intenso e affascinante.”
Il personaggio di James, che si rivela essere un Divergente nel primo film, si evolve sostanzialmente in The Divergent Series: Insurgent. “Riesce ad aprirsi. Inoltre, lui è innamorato di Tris”, spiega l’attore. “Sua madre, che per anni aveva creduto morta, entra nella storia. Sta cercando di costringerlo a unirsi a lei come leader della resistenza. Questo film parla della sua missione: proteggere Tris e la società, mentre emergono i suoi demoni personali.”
Il personaggio di Kate Winslet, Jeanine, ritorna dopo aver subito una sconfitta devastante ad opera di Tris e Quattro alla fine di Divergent. “Jeanine è una psicopatica e probabilmente la persona più intelligente del mondo”, afferma il produttore Lucy Fisher. “È stata punta da un’ape, quindi è pazza e motivata.”
Kate Winslet descrive il suo personaggio come “una di quelle persone terribili, orribili, la cui forza proviene da un luogo che non è necessariamente reale, o anche solo lontanamente onesto, anche se lei crede di essere una persona vera e sincera. Jeanine è una donna forte che ama il potere e che non si fermerà davanti a nulla per ottenerne ancora di più.”
Per dirla con Shahbazian: “Jeanine crede veramente nell’uso di ogni mezzo necessario, compresa la tortura e la crudeltà, per far funzionare la società. Ha una passione sviscerata per la scienza e ama essere alla guida della città, ma applica la teoria della selezione naturale e ciò la rende ancora più minacciosa. Il bello di Jeanine è che lei è una cattiva dalle mille sfaccettature. Kate è fantastica nel suo ruolo e, attenzione, gli eroi sono bravi come lo è il cattivo.
Kate Winslet ha apprezzato l’opportunità di dare al pubblico la possibilità di guardare più da vicino agli Eruditi e di tornare nei panni di Jeanine. Ha anche apprezzato molto l’elegante guardaroba, di per sé premonitore di un personaggio malvagio. “È stato davvero bello poter indossare degli abiti cuciti su misura di un personaggio così cattivo e intimidatorio. “Gli abiti che Jeanine ha indossato l’hanno fatta sentire molto più potente, maligna e cattiva. E poi è stato anche fantastico tornare a lavorare insieme a tutti gli altri.”
Kate Winslet ama il modo in cui Tris sfida la malvagità di Jeanine, con una determinazione ancora più intrepida in The Divergent Series: Insurgent. “Il rapporto tra Tris e Jeanine è diventato un gioco di potere”, commenta Kate Winslet. “Jeanine subisce il fascino di Tris in modo del tutto singolare e si sente a disagio di fronte a lei. Inoltre, Jeanine ammira Tris, perché sa di non avere il potere di fare ciò che Tris può fare. Tris la mette in soggezione.”
Per i capo-fazione, i realizzatori hanno arruolato un trio impressionante di attori di comprovata professionalità: Octavia Spencer, vincitrice di un Oscar, nel personaggio di Johanna, capo dei Pacifici; Naomi Watts, che ha ottenuto una nomination agli Oscar, nel ruolo di Evelyn, le leader degli Esclusi; Daniel Dae Kim, che interpreta Jack Kang, ai vertici della società dei Candidi.
“Octavia Spencer è un’attrice fantastica, con una grande energia e che conferisce una certa integrità a Johanna. Riesce davvero ad elevare il personaggio nella parte”, afferma il produttore esecutivo Barry Waldman. “Quando assegni un personaggio a una attrice così talentuosa, la sua comparsa all’inizio del film riesce a dare risalto al momento del viaggio intrapreso.”
Veronica Roth ha conosciuto Octavia Spencer, che, oltre ad essere un’attrice, è autrice di una serie di libri per giovani lettori, in occasione di un evento editoriale alla fiera Book Expo America, a cui entrambe erano state invitate come relatrici. “È stato davvero un caso che Octavia abbia desiderato recitare in questo film, perché è un’attrice di grande talento e sapevo che avrebbe fatto un ottimo lavoro”, commenta la Roth. “E poi, ciliegina sulla torta: ho potuto constatare che è una donna carinissima. Durante le riprese, si sedeva ai tavoli della grande roulotte per pranzare insieme a tutti gli altri. Aveva i piedi così per terra ed era così simpatica”, aggiunge Veronica Roth.
Johanna, che la scrittrice descrive come uno dei suoi personaggi preferiti della serie, ha una cicatrice sul viso, un segno visibile che dimostra che è sopravvissuta alla violenza. “Avendone passate delle brutte, si riconosce nelle persone che hanno vissuto esperienze terribili”, continua la Roth. “Quando Tris e Quattro vanno da lei in cerca d’aiuto, lei non esita a mettere in pericolo se stessa e la sua fazione. Un aspetto davvero interessante del suo personaggio è che lei non è del tutto d’accordo con la sua fazione sul da farsi. Questa lotta interiore è uno degli aspetti più interessanti del personaggio.”
I giovani attori che hanno avuto delle parti principali nel film erano entusiasti di lavorare con la celebre attrice. “Octavia è un maestro in questo mestiere, perché è così pura,” dice Woodley. “Quando lei è dietro alla cinepresa, esiste semplicemente e questo è il regalo più grande che si possa fare a un altro attore.”
James concorda: “Octavia Spencer è stata incredibile e geniale. Ha dato a Johanna  quella serietà e quella solennità che possiede, naturalmente.”
La Spencer è rimasta colpita dalla Woodley e da James. “Shailene è una persona con i piedi per terra che possiede qualità meravigliose: è delicata, aperta e alla mano. Non puoi non fare il tifo per il suo personaggio, Tris; vuoi che Tris vinca, soprattutto perché ha perso gran parte della sua famiglia nel primo film. Theo è una persona molto diversa da Quattro. È socievole, divertente, spontaneo e veloce. Quattro è molto riservato e sempre sull’attenti, qualità che gli servono quando deve essere letale. Ma quando vediamo quella finestra che dà sulla sua anima, il modo in cui Quattro si rapporta con Tris, allora vediamo solo una parte di quello che Theo è davvero.”
Fan e realizzatori del film indistintamente erano desiderosi di trovare l’attrice che avrebbe avuto la parte della madre di Quattro, un ruolo determinate per il film. Per quasi tutta la vita, Quattro ha creduto morta la madre, ma presto scopre che lei è viva. “Evelyn ha un rapporto molto complicato con suo figlio,” spiega Lieberman. “Non si sono visti per molto tempo, perché lei lo ha abbandonato quando lui era molto giovane. All’oscuro di dove fosse (e delle sue intenzioni) per così tanti anni, Quattro non sa se può fidarsi di lei. Lei vuole ristabilire il rapporto con lui o vuole solo che lui l’aiuti a far scendere Jeanine dal piedistallo per assumere il controllo della città?”
Con due nomination agli Oscar, Naomi Watts è stata arruolata per il personaggio di Evelyn. “Siamo stati molto felici quando Naomi si è unita a noi. Smentisce il luogo comune su di lei ‘Io sono la donna forte’”, dice Fisher. “Lei è molto più misteriosa. Ci troviamo di fronte a una persona che ha avuto un passato complicato che ha trasformato in voglia di vendetta, incurante di quanto tempo ci vorrà per portare a termine la sua missione. Non si sa mai a cosa stia pensando.”
Veronica Roth era entusiasta di vedere come Naomi Watts avrebbe costruito il personaggio affidatole, le cui mosse non risultano chiare né a Quattro, né al pubblico. “Naomi Watts è incredibilmente talentuosa ed ero curiosa di vedere cosa avrebbe fatto con Evelyn, dal momento che non si può essere sicuri che sia buona o cattiva”, dice la Roth. “Quando incontri Naomi, vedi che è così minuta e senza pretese. È una persona tranquilla e molto premurosa.”
Waldman paragona la Watts al generale George Patton durante la seconda guerra mondiale. “Ovviamente Naomi è molto più attraente di Patton, ma ha anche una presenza molto imponente quando cammina su quel set. Quando si pavoneggia con quei costumi che Louise ha scovato per lei, sembra una rock star.”
“Intimidisce,” aggiunge Roth, “perché lei è il capo di un gruppo di persone che vengono viste come dei deboli privati di ogni diritto. Poi vediamo subito che in realtà sono persone forti e in grado di sfidare gli Eruditi. Il nemico del mio nemico in realtà è un mio amico o solo un altro nemico?”
Per il ruolo di Jack Kang, capo dei Candidi, i realizzatori del film hanno dovuto trovare un attore che potesse interpretare in modo credibile qualcuno che della verità fa la sua causa. “Abbiamo fatto tantissimi provini, ma quando è arrivato Daniel Dae Kim sapevamo che avrebbe saputo incarnare magistralmente Jack Kang. È risultato perfetto per la parte”, afferma Lieberman. “Daniel ha una voce davvero autorevole; ha tutta l’aria di chi sa esercitare controllo e dire la verità. I suoi ruoli passati lo hanno aiutato a interpretare magistralmente il personaggio di Jack, un personaggio che può intimidire, che aggiunge un po’ di suspense ai primi incontri con Tris e con Quattro.”
I Candidi non sono dei guerrieri o dei leader: sono dei sinceri che amano dire la verità. Secondo Kim, “I Candidi sono una sorta di bussola morale della società e questo è certamente d’impatto. I Candidi non si schierano da una parte o dall’altra per la politica. Sono puri, nel senso che l’unica cosa che interessa loro è la verità.”
Kim, noto ai telespettatori come Jin-Soo Kwon in Lost e Chin Ho Kelly in Hawaii Five-0, si è sentito attratto dal progetto filmico per diverse ragioni. “Sono rimasto stupito e mi ha commosso che Veronica abbia deciso di inserire nelle sue storie un maschio asiatico-americano,” dice l’attore. “Devo dire che, ovunque io mi sieda, non sono molti gli uomini asiatici-americani nei film” aggiunge Kim. “Le riconosco tutto il merito che le va attribuito. Non capita spesso che uno scrittore sia in grado di descrivere in modo così chiaro qualcuno di un’altra razza o di un altro genere.”
Jai Courtney ritorna nei panni di Eric, capo della fazione degli Intrepidi e rivale di lunga data di Quattro.
In The Divergent Series: Insurgent, Eric è dalla parte di Jeanine e la vuole aiutare a trovare i Divergenti. “Questo film è ancora più entusiasmante”, dice Courtney. “Il paesaggio è diverso e la sceneggiatura è stata concepita per soddisfare i punti di forza del cast. Tutti conosciamo davvero bene i nostri personaggi, ragion per cui nessuno ha provato una sensazione di estraneità al film. Era il momento di recitare!”
“La recitazione di Jai dimostra il miracolo del fenomeno casting.  Fondamentalmente Eric è un delinquente”, afferma Wick. “Ma Jai ​​ha così tanta vita interiore, così tanta intelligenza e così tanto senso dell’umorismo che fa di Eric una presenza di per sé avvincente nel film.”
“Siamo stati molto fortunati ad avere Jai con noi”, afferma Fisher. “Sta diventando una super star del cinema, ma è anche molto divertente e intelligente. La sua presenza e il suo peso si fanno sentire e in tutto quello che fa ci mette il senso dell’umorismo. Inoltre, essendo fisicamente molto ben strutturato, può fare acrobazie.”
I coordinatori di stunt sono stati colpiti dalle capacità atletiche di Jai Courtney. “Abbiamo visto Jai correre più veloce di tutti gli strumenti che usiamo per filmare gli attori mentre corrono,” ride Darrin Prescott, coordinatore degli stunt. “Abbiamo assistito a cameramen che lo tallonavano, veicoli elettrici che lo sfioravano, velivoli Octocopters che lo inseguivano, e abbiamo dovuto dirgli: “Senti, devi rallentare un po’, perché hai superato la macchina da presa. È velocissimo!”
Il fratello di Tris, Caleb Prior, interpretato da una stella nascente, Ansel Elgort, ha un ruolo più centrale in The Divergent Series: Insurgent. Scopriamo che l’apparentemente sottomesso Caleb è capace di molto di più di quanto Tris ci abbia anticipato. Assistiamo a una svolta del personaggio che indubbiamente esalta i fan, sempre più numerosi. “Ansel è esploso dopo il primo film. Aveva solo 19 anni e il modo in cui la gente è entrata in sintonia con lui è stato qualcosa di straordinario”, dice Wick. “The Divergent Series: Insurgent ha permesso, tra le altre cose, di esplorare ulteriormente il rapporto tra fratello e sorella. Anche se Caleb fa alcune cose piuttosto ignobili, Ansel riesce a convincerci che lui crede in un bene superiore, anche se la vita di sua sorella è a rischio.”
Elgort ha apprezzato l’opportunità di condividere dei momenti con attrici come Shailene Woodley e Kate Winslet. “Shai ed io abbiamo lavorato insieme di recente sul set dei film della saga Divergent e in Colpa delle stelle. Lei è la migliore attrice giovane del momento, quindi non avrei potuto essere più felice. E Kate Winslet ovviamente è una leggenda.”
Miles Teller si è divertito tantissimo nel ruolo del malvagio Peter e ha apprezzato molto di avere l’opportunità di dare al pubblico di The Divergent Series: Insurgent la possibilità di osservare più da vicino il suo personaggio così complicato. Teller spiega che Peter vuole schierarsi dalla parte dei potenti, e così si lascia attrarre da Jeanine. Ma, dice Teller, “Peter viene sminuito e messo da parte da Jeanine, che non è una donna che ben si sposa con lui.”
“La sfrontatezza di Peter proviene da un luogo caratterizzato dall’insicurezza”, aggiunge Teller. “Ma lui è divertente perché gode nel far passare a Tris momenti difficili; questo è importante. Non si può accontentare tutti parlando solo di Divergenti e fazioni per tutto il tempo. È necessario inserire un istigatore.”
Zoë Kravitz torna sullo schermo come migliore amica di Tris, Christina, che deve perdonare Tris per un segreto terribile che presto verrà svelato. “Regna il caos,” dice Kravitz. “Non eravamo emarginati prima, ma ora lo siamo. In un primo momento Christina trova conforto nel vedere che Tris è viva, ma si sente anche tradita dalla sua amica, non solo per quello che scopre su Will durante la simulazione di controllo mentale a cui Jeanine ha sottoposto Tris, ma anche perché quest’ultima le ha tenuto nascosta la verità sulle sorti di Will. In Divergent Christina spesso è motivo di sollievo. È molto divertente e anche sarcastica. In questo film, si vede un suo lato più oscuro.”
Maggie Q è soddisfatta dell’evoluzione del suo personaggio, Tori, nel film. “Pur non desiderandolo, nel film precedente Tori era il mentore di Tris,” commenta l’attrice. “Ora la si vede sotto una luce meno misteriosa. Si trova presso il quartier generale dei Candidi quando Quattro e Tris cercano asilo e si ricongiungono con i loro vecchi compagni del primo film. Tutti sono stati dei fuggitivi e così in questo film vediamo una Tori molto determinata ad affiancare i ribelli Tris e Quattro insorti.”
Un altro veterano della fazione degli Intrepidi è Max, interpretato da Mekhi Phifer, che insieme a Eric si è schierato dalla parte di Jeanine. “Max e Eric prendono d’assalto i Pacifici, per verificare se qualcuno di loro è Divergente. Il pubblico vedrà cosa sono in grado di fare questi malvagi. Mi piace interpretare il cattivo, anche se nella vita reale sono un buono”, ride Phifer. “Nel film, abbiamo questo nuovo scanner portatile in grado di riconoscere i Divergenti,” spiega l’attore. “Abbiamo questa conversazione intimidatoria con il personaggio di Octavia, che è meravigliosa. La stiamo dicendo come testeremo i Pacifici. Naturalmente, essendo il capo della fazione, vuole proteggerli da noi, e così scoppia una lotta feroce”.
Il leader degli Abneganti, che è il padre di Quattro, è Marcus Eaton, interpretato da Ray Stevenson. All’inizio del film, Marcus si è rifugiato con suo figlio e con Tris tra i Pacifici. Da vero uomo politico, non impiega molto tempo a entrare nelle grazie di Johanna di Spencer. “Ray è uno dei miei attori preferiti e lavorare con lui, nel ruolo di leader degli Abneganti, è stato molto divertente. Prima di iniziare le riprese di alcune scene, mi faceva di quelle serenate!” dichiara Spencer ridendo.
Sono molti altri i nuovi volti giovani a fare la loro comparsa in questo capitolo di Divergent. L’emergente Jonny Weston interpreta un rivoluzionario molto furbo di nome Edgar, vicecapo della fazione degli Esclusi di Evelyn. Il personaggio di Edgar è una new entry. Pur essendo una figura completamente assente nei libri della saga, ha un ruolo fondamentale nel film. “Edgar ha scalato i ranghi della fazione degli Esclusi ed è diventato il braccio destro [l’uomo] di Evelyn,” chiarisce Weston parlando della sua posizione all’interno della fazione degli Esclusi. “Ma ora che è apparso Quattro, Edgar avverte la minaccia di perdere quella posizione e così provoca una frattura all’interno del Esclusi.”
The Divergent Series: Insurgent presenterà al suo pubblico anche Keiynan Lonsdale, Rosa Salazar, Emjay Anthony e Suki Waterhouse, che interpretano il ruolo di ribelli Intrepidi molto amati dai fan della trilogia Divergent. I loro personaggi sono membri di quell’esercito che fugge dagli Intrepidi per schierarsi contro Jeanine.
“Uriah, interpretato da Keiynan Lonsdale, è stato uno di quei personaggi di Divergent che non siamo stati in grado di far recitare nel primo film, perché avevamo troppi personaggi,” dichiara Fisher. “Sono stati davvero tantissimi i fan che hanno dato voce alla loro delusione, perché amavano questo personaggio, come del resto lo amavamo noi. Abbiamo fatto provini su provini  per trovare Uriah. Eravamo un po’ nervosi quando è stato annunciato il ruolo di Keiynan, perché per il caso Uriah, che è un Divergente come Tris, i fan si erano infuriati. Alla“fine con Keiynan abbiamo fatto centro.”
“Solo dopo avergli assegnato il ruolo ho davvero capito quello che i fan dicevano di Uriah”, ammette Lonsdale. “Questo è il mio primo progetto con una solida base di fan. Ho letto i libri e così ho capito. Ho sentito la pressione. Voglio fare la giustizia del personaggio.”
“Una settimana dall’arrivo dall’Australia, mi trovavo su un tetto nel centro di Atlanta. Era la prima volta che sparavo,” continua Lonsdale. “Poi mi hanno sparato, e c’erano tutti questi vetri per aria. Che situazione! Era così bello guardare dall’alto il centro della città, filmare queste scene incredibili e portare in vita questo personaggio tanto amato.”
Attori veterani del tenore di Ashley Judd, Tony Goldwyn e Ben Lloyd-Hughes fanno una breve comparsa in The Divergent Series: Insurgent, anche se di fatto si tratta di personaggi che hanno perso la vita in Divergent.
“Il mio personaggio, Natalie Prior, muore tra le braccia della figlia in Divergent,” dichiara Judd. “Si pensa che Natalie sia passata a miglior vita, ma nel mondo di fantasia straordinario di Veronica Roth niente è come sembra. Quindi, in questo film Tris mi rivive, ma non grazie al classico flashback. La mia comparsa, così come la comparsa del padre e dei suoi amici, avviene nello straordinario mondo interiore, psicologico, di Tris.”
I membri del cast sono rimasti molto colpiti dall’attenzione che il regista di questo film ha prestato ai personaggi, mentre stava creando un grande film d’azione. “Robert Schwentke è incredibilmente collaborativo. Cerca sempre di fare in modo che il primo film sia degno di medaglie d’onore, ma allo stesso tempo, esprimendosi con la sua voce e i suoi colori, sta lasciando il segno su questo film. Non è un compito facile, ma lui lo sta facendo con eleganza,” commenta Woodley. “Anche se si tratta di un film d’azione, si è impegnato a far emergere la verità sui personaggi di Tris e Quattro. Lui non ha un ego, che è molto raro. È un vero artista.”
James, il coprotagonista, è d’accordo: “Per quanto ci è piaciuto davvero molto lavorare con Neil Burger; è sempre bello adottare una nuova prospettiva che dà un sapore diverso al progetto. Robert è piuttosto emotivo, il che è un bene perché è davvero molto abile a portare il personaggio del racconto nel mondo d’azione di The Divergent Series: Insurgent. In un film d’avventura, che per natura è divertente e vivace, il personaggio è importante, perché ci sono luoghi verso cui si dirigerà. Robert è stato eccezionale, non solo nel caso del mio personaggio e di quello di Shai, ma anche per i personaggi di Miles e di Ansel.”
“Lavorare con Robert è stata un’esperienza impressionante,” commenta Winslet. “Sono un grande fan di Red; ho pensato che fosse un film meraviglioso. Non sapevo proprio nulla di Robert. Sono arrivato e questo adorabile signore tedesco ha cominciato subito a darmi le sue dritte. Il fatto che fosse lui a capo di questo secondo film è stato molto rassicurante. Questo è un uomo che ha fatto i compiti. Conosce perfettamente il tipo di storia che sta raccontando e come vuole che la storia risulti, sia dal punto di vista visivo sia da quello emotivo.”
Un grande cambiamento rispetto al primo film è che molti degli attori del cast sono diventati delle star dopo la loro comparsa in Divergent. “Il motivo per cui si ingaggiano determinate persone è perché si pensa che siano i migliori attori sulla piazza. Poi bisogna ammettere che raramente si azzecca con i giovani,” commenta Wick. “Il fatto che sei giovani attori che hanno recitato in Divergent abbiano fatto strada ottenendo ruoli da protagonisti in altri film è semplicemente straordinario. Abbiamo avuto fortuna per quanto riguarda il casting del primo film.”
UN MONDO IN GUERRA: LA CREAZIONE DI UNA CHICAGO INSURGENT AD ATLANTA
I set più elaborati del sequel, la stragrande maggioranza dei costumi curati nel dettaglio e le sequenze d’azione più ampie sono stati realizzati pensando di calare gli spettatori in un mondo in guerra in The Divergent Series: Insurgent, e pensando di immergerli nelle simulazioni più intense e pericolose.
Le cinque fazioni di questa società futuristica sono gli Intrepidi, gli Abneganti, gli Eruditi, i Pacifici e i Candidi. Anche se la storia ancora una volta è ambientata in una Chicago futuristica recinta da mura, la base della produzione è stata Atlanta, una città film-friendly. “Una delle sfide è stata trovare ambientazioni molto diverse tra loro, in ragione delle cinque fazione che la storia percorre,” spiega il produttore esecutivo Todd Lieberman. “Partiamo con la fazione dei Pacifici, che ha messo le radici su una natura rigogliosa e bellissima, successivamente passiamo al mondo eclettico degli Esclusi, per lo più caratterizzato da interni in metallo e cemento, e poi ci spostiamo in una realtà in bianco e nero, dalle linee pulite e dalle superfici riflettenti: qui è dove vivono i Candidi.”
Lo scenografo Alec Hammond osserva: “The Divergent Series: Insurgent è proprio cinque film in uno. Per ogni fazione bisogna cambiare look, poiché le fazioni hanno regole diverse.”
I realizzatori del film hanno creato tre ambienti di grandezza naturale, a 360 gradi: uno per i Pacifici, uno per gli Esclusi e un altro per gli Eruditi, oltre a svariate decine di set di dimensioni minori. “Nel primo film Chicago non è stata esplorata in lungo e in largo. Principalmente abbiamo visto il villaggio degli Abneganti, il pozzo degli Intrepidi e qualche pezzettino del mondo degli Eruditi,” commenta Hammond. “Durante la produzione del primo film, il terzo libro non era ancora stata scritto. Per la progettazione di questo film abbiamo avuto il grande vantaggio di conoscere bene tutti e tre i romanzi. Abbiamo potuto caratterizzare visivamente ogni aspetto, a partire dall’architettura, passando poi ai costumi e agli oggetti di scena.”
La costumista di fama mondiale Louise Mingenbach ha supervisionato un reparto costumi di grandi proporzioni. “Per creare tutti questi mondi e per dare la sensazione che ciascuna fazioni avesse una sua identità, abbiamo dovuto vestire oltre 400 comparse. Ciò significa che ci sono serviti all’incirca 700 costumi moltiplicati per cinque,” stima Mingenbach. “Mi ha divertita la sfida di lavorare con una tavolozza di colori limitata per ciascuna fazione. Si è trattato di una cosa che non avevo mai fatto prima di allora.”
Lieberman aggiunge: “Robert ha voluto lasciare il segno anche sui costumi. L’idea era di differenziare ogni fazione e di vestire i membri di una stessa fazione in modo diverso. Ai Pacifici sono stati assegnate le calde tonalità della terra, ai Candidi il bianco e il nero, agli Intrepidi diverse tonalità di nero e di argento, agli Eruditi la gamma del blu e dell’azzurro, ma quando guardiamo gli Esclusi, beh, il cocktail cromatico è davvero pazzesco. Louise ha fatto davvero un lavoro fantastico. Ha dimostrato di saper essere elegante e moderna, ma anche di saper rispettare la tavolozza dei colori scelti per ciascuna fazione.”
PACIFICI IN AZIONE
Il film inizia con una tavolozza di tonalità calde della terra, tra cui diverse gradazioni di color zafferano, di giallo, di color caco, di ocra, di terra bruciata e di marrone. “Gran parte dell’azione in Divergent si è svolta in luoghi oscuri, come la fossa degli Intrepidi”, commenta Wick. “Eravamo così felici che Veronica avesse iniziato il libro con la descrizione di un ambiente luminoso e rustico, quello dei Pacifici, perché ci ha permesso di iniziare il film con il sole e con la bellezza, anche se nel bel mezzo di un incubo che sta facendo Tris. Il contrasto è stato grandioso. La nostra idea per il film era proprio quella di mostrare parti del mondo più luminose.”
Octavia Spencer, il cui personaggio è Johanna, leader dei Pacifici che concede rifugio agli eroi ospitandoli all’interno della tranquilla sede della fazione, dice: “L’ambiente dei Pacifici è fantastico. Con quella distesa di prato verde e quegli splendidi terreni agricoli, è diventato uno dei miei set preferiti. C’è quella splendida cupola costruita intorno a quel maestoso albero. La fazione dei Pacifici è molto diversa dalle altre fazioni. I nostri colori sono luminosi, sono quelli della terra. Oro e rosso declinati in diverse tonalità e gradazioni sono i colori per le persone solari. Mi piace! Davvero mozzafiato!”
I realizzatori del film, minacciati dalle piogge primaverili, hanno avuto a disposizione sei settimane per creare il set dei Pacifici: 13 acri di una comunità rurale. Oltre 200 artigiani hanno lavorato sette giorni su sette su tre strutture principali: la cupola dei Pacifici con al centro l’albero, un cavalcavia di cemento fatiscente che dava su una superstrada, interamente da costruire, e una stalla, alla quale hanno dovuto apportare delle modifiche. Decine di persone si sono dedicate al suolo, piantando ​​ortaggi, fiori e colture erbacee, e ricoprendo parcheggi e marciapiedi con tonnellate di materiale organico.
“L’idea era quella di poter filmare a 360 gradi, riprendere tutt’intorno, a destra e a sinistra, e guidare i nostri camion per il set,” dichiara il direttore artistico Alan Hook. “C’erano dei droni che riprendevano e delle enormi gru per riprese video. La cupola era una enorme struttura di legno e di vetro di circa 20 metri di altezza, in uno spazio di circa 30 metri. Avevamo bisogno di tutte queste cose per le riprese. Procurare e sistemare tutto per tempo probabilmente è stato quello che ci ha fatto rimanere di più col fiato sospeso. Abbiamo lavorato sulla cupola dal primo giorno e fino al mattino delle riprese.
“Robert è stato molto chiaro fin da subito: il primo set doveva lasciare a bocca aperta,” aggiunge Hook. “Il pubblico doveva essere trasportato a quell’altezza, doveva poter guardare sotto la superstrada malridotta e poi il campo, e poi doveva vedere la cupola. I nostri eroi hanno appena corso per i boschi e la prima cosa che vedono deve essere una grande dichiarazione visiva. Sono orgoglioso della cupola e della squadra che l’ha costruita.”
L’abbigliamento di Tris nella soleggiata fazione dei Pacifici cozza con il suo stato di agitazione. “Ho mostrato a Robert 50 o 60 idee per le donne dei Pacifici,” rammenta Mingenbach. “Nel primo film si vedono solo alcuni pezzettini della realtà dei Pacifici. Questa volta io e Robert abbiamo pensato di aprire la tavolozza, di far vedere di più la pelle e di variare di più con i costumi. È in questo modo che abbiamo trovato il look per la Naomi Watts degli Esclusi, e per il costume principale di Tris.”
“Per la scenografia che riguarda i Pacifici ha avuto un ruolo decisivo il cavalcavia di cemento fatiscente che precede la vista della cupola e del fienile. Gli spettatori devono rendersi conto che quella dei Pacifici è una società artificiale che si basa su quello che c’era prima,” chiarisce Hammond. “Durante la fase delle ricerche Robert ha trovato una foto di due ragazze su un’altalena sotto un cavalcavia. Abbiamo usato quella foto all’inizio del film, perché crea il giusto accostamento; l’idea è quella di un Eden dove non ci si può mai dimenticare che quel mondo è un mondo in rovina.”
L’ufficio loft di Johanna ricavato nel fienile, la cicatrice che ha sul volto e i costumi hanno aiutato Octavia Spencer a trovare il suo personaggio, che ha scelto di fare della pace il valore principale della sua vita. Kathy Lucas, preposto alla decorazione del set, e il suo team hanno trascorso settimane perlustrando le campagne della Georgia alla ricerca di mobili che fossero segnati dal tempo e dalle intemperie, unici nel loro genere e soprattutto adatti ad arredare l’ufficio. In merito allo stile, “alla fine si è trattato di un design per interni sciccoso dei giorni nostri, quindi siamo stati in grado di trovare mobili che sembrava essere stati recuperati, o che effettivamente sono stati recuperati,” dichiara Lucas. “Alcuni decoratori di set di grande talento hanno creato dei mobili per noi.”
La makeup artist Margie Kaklamanos specializzata nella creazione di protesi del trucco di scena è stata ingaggiata per creare la cicatrice sul volto del personaggio. “Abbiamo fatto un bel po’ di prove di trucco prima di iniziare le riprese,” dice Spencer. “La cicatrice sul volto mi porta fuori dal mondo di Octavia per portarmi in quello di Johanna. C’è una storia dietro quella cicatrice che il personaggio porta come se fosse un distintivo d’onore, e che porta me a capire chi è il personaggio.”
Oltre ai set sconfinati, ai costumi incredibili e al trucco, per questo film, Hammond e il suo reparto artistico hanno progettato dei veicoli e delle armi, che hanno avuto un ruolo molto importante nella fuga degli Eroi e nella caccia da parte dei Pacifici. I pesanti mezzi militari (circa 23 tonnellate) che portano Max e Eric a trovare i ribelli nella fazione dei Pacifici erano stati impiegati in Afghanistan per il trasporto delle truppe.
Schwentke ha insistito sulla verosimiglianza anche quando si è trattato di armi. “Robert voleva che le sue armi sparassero davvero”, dice Hammond. “Voleva vedere il contraccolpo, il flash e il proiettile uscire dall’arma. Abbiamo creato le armi da zero, basandoci su sistemi d’armamento esistenti. Abbiamo anche ordinato degli involucri di contenimento che si impiegano su armi da fuoco reali.”
Lo staff di The Divergent Series: Insurgent ha anche progettato un treno merci su cui inscenare lo scontro tra Tris, Quattro e Caleb quando si trovano davanti agli Esclusi. “La nostra mission è stata quella di mettere insieme una scena di lotta fenomenale”, afferma Prescott. “Ci adattiamo sempre al contesto e quei vagoni erano un luogo unico e perfetto per mettere in scena una lotta. Abbiamo potuto far entrare e uscire i ragazzi, dentro e fuori dai vagoni, li abbiamo potuti tenere sospesi, e abbiamo utilizzato il treno e le porte scorrevoli come armi.”
“All’interno del treno abbiamo creato dei livelli, degli angoli e delle fessure per dare ai personaggi una sorta di parco giochi in cui fare acrobazie,” spiega Hook. E mentre la sicurezza di Tris, Quattro e Caleb è a rischio a bordo di quel treno, il pubblico, in uno stato di suspense protratto, attenderà incuriosito di scoprire se la sede degli Esclusi verso cui sono diretti  si rivelerà un rifugio ancora più pericoloso.
ESCLUSI: UN MONDO SEGRETO
Come spiega Roth: “Gli Abneganti credono nell’altruismo, i Candidi nell’onestà, gli Intrepidi nel coraggio, gli Eruditi nell’intelligenza, e Pacifici nella gentilezza, nella tranquillità e nell’amicizia. Una persona che è rimasta ancorata al sistema delle fazioni crede che essere Esclusi significhi non avere una comunità, essere privati ​​dei diritti civili ed essere soli, vale a dire essere un fallimento totale. Per un Escluso, invece, significa libertà.”
“La tavolozza dei Pacifici era specifica, mentre quella degli Esclusi non lo è affatto,” commenta Hammond. “Una delle sfide principali è stata quella di dare un’identità agli Esclusi. Ci rendiamo conto del fatto che possono essere stati dei senzatetto in passato, ma ora sono lontani da quello stato. Scopriamo che sono organizzati come ogni altra fazione.
Il set degli Esclusi è un ampio magazzino al quarto piano e un parcheggio. “Con gli Esclusi, Alec Hammond dà prova di abilità scenografiche davvero incredibili. Il set è colorato, pieno di vita, una sorta di ambiente steampunk brulicante di vita, che esibisce un tocco retrò. È semplicemente un bellissimo set,” commenta Lieberman.
“I luoghi in cui vediamo gli Esclusi sono gli unici posti della Chicago Divergente dove vediamo arte, graffiti, murales e altri modi di esprimersi con i colori nelle zone in cui i membri di questa fazione vivono,” aggiunge Hammond.
Le zone interne sono dei buchi, quadrati di cemento; ciascuno è un appartamento diverso dagli altri e con la sua storia. A completare il set sono case di dimensioni naturali costruite con scarti di legno che si trovano in mezzo alle tante strutture in cemento, dimora della capo-fazione Evelyn. “Il mondo degli Esclusi è stato mappato meticolosamente: gli oggetti di scena e le decorazioni degli ambienti in cui vivono gli Esclusi condividono queste caratteristiche,” puntualizza Lieberman.
Naomi Watts, che interpreta Evelyn, conviene: “Il set degli Esclusi era incredibile, soprattutto per il modo in cui hanno costruito qualcosa dal nulla, riciclando vecchia spazzatura,” dice l’attrice. “Ho portato i miei ragazzi a vedere il set una sola volta e ancora ne parlano. Mi è piaciuto moltissimo lavorare lì. Mi sarei portata a casa diverse cose se avessi potuto.”
Oltre ai cubi personalizzati, i realizzatori del film hanno creato un logo che appare come un graffito, oltre a nuovi tatuaggi per i membri della fazione. Ma sono stati gli abiti degli Esclusi ad offrirci la più grande espressione di individualità di queste persone. Nel primo film abbiamo visto degli Esclusi di sfuggita, mentre in questo film hanno ruoli importanti,” dice Mingenbach. “Una caratteristica della storia è che sono personaggi estremamente forti e creativi. Per esprimerlo abbiamo usato colori forti e vestiti più stravaganti da indossare a casa.”
Il capo indossato da Evelyn inizialmente era una giacca vintage con dettagli bianchi ai bordi,” aggiunge la Watts. Il produttore Doug Wick aveva suggerito di gettare del colore sulla giacca per creare contrasto. “Alla fine abbiamo usato della candeggina. Cospargerla sulla giacca è una cosa abbastanza spaventosa da fare, ma il risultato è stato fantastico. È così bello lavorare con dei produttori coinvolti e interessati. Non so se avrei preso l’iniziativa di versare candeggina su una giacca unica,” commenta ridendo.
Per catturare il momento della svolta, ossia quando Tris decide di salvare i suoi alleati consegnandosi a Jeanine, i registi hanno girato una scena in cui si vede Tris che si dirige a piedi verso il quartier generale degli Eruditi. Per immortalare il cammino della coraggiosa Tris, i realizzatori del film hanno predisposto una ripresa a Chicago che ha comportato l’apertura simultanea di tutti i ponti sul fiume che attraversa la città. Tris sta attraversando la città a piedi per consegnarsi a Jeanine e noi abbiamo capito che questo è un momento in cui mostrare Chicago,” rivela Hook. “Uno degli elementi caratterizzanti della città è il fiume e i suoi ponti. Nel film, il Lago Michigan si è prosciugato e di conseguenza anche sul letto del fiume non scorre acqua. Questo ci ha permesso di far camminare Tris in mezzo al fiume Chicago.”
Per questa ripresa la produzione ha lavorato con la Guardia Costiera, per bloccare il traffico delle barche, e con il Dipartimento dei Trasporti, per coordinare l’apertura dei ponti. “Il fiume Chicago scorre nel centro della città, sotto i grattacieli della Michigan Avenue, la zona turistica più gremita e frequentata. Ovviamente le riprese non sarebbero state possibili se la città non avesse collaborato con noi,” sostiene il responsabile della supervisione dei luoghi, Janice Polley.
IN CIMA AI CANDIDI
Insurgent ci informa che il quartier generale dei Candidi si trova all’interno del Merchandise Mart di Chicago, un edificio di riferimento. Per la fazione dei Candidi nella città di Atlanta, i realizzatori del film hanno utilizzato la terrazza sul tetto dell’AmericasMart, luogo molto spazioso in cui avverrà l’attacco. La parte vetrata del piano superiore è servita per creare l’ufficio di Jack Kang.
Polley osserva: “Il Merchandise Mart di Chicago è grande quanto un isolato di New York  e si erge proprio accanto al fiume Chicago. Per le sue dimensioni non c’è edificio nella città di Atlanta che possa reggere il paragone. Utilizzare gli edifici che conformano l’AmericasMart è stata decisamente un’impresa, perché nella sequenza dell’attacco, gli stuntmen erano su una teleferica che collegava il tetto di un edificio a ventisei piani con il tetto del nostro edificio a ventidue piani, sopra Peachtree Street. Per ragioni di sicurezza abbiamo dovuto chiedere il permesso di chiudere la strada principale che attraversa il centro di Atlanta.”
“La sequenza di attacco ai Candidi è stata complicata da realizzare per altre ragioni,” spiega Wade Allen. “Il tetto del quartier generale dei Candidi viene attaccato da tre tetti che lo circondano, collegati da arpioni che attraversano il vuoto. Hanno lavorato per noi dei ragazzi che si sono calati dagli edifici con corde doppie e fino a sei persone che agivano contemporaneamente sulla teleferica, mentre sparavano in quello spazio vuoto di 90 metri di altezza che separa gli edifici. Grande divertimento per una squadra di acrobati!”
È stato realizzato un altro set per il forum dell’assemblea dei Candidi nel nuovo stabilimento di produzione della OFS di Norcross, in Georgia. “Il set della verità è stato un esempio di soluzione creativa per una sfida potenzialmente costosa,” dice Lieberman. “Nella scena, Quattro e Tris devono mettersi a nudo davanti a tutta la fazione, dopo aver assunto il siero della verità. Nel libro lo spazio viene descritto come una sala per conferenze che ricorda un’arena o uno stadio. Abbiamo avuto un sacco di problemi a trovare una struttura simile ad Atlanta. Alla fine Alec e Robert hanno deciso di fare qualcosa di completamente diverso: hanno partorito l’idea di girare la scena in un luogo specchiato. Concettualmente parlando, l’idea è che una volta che si è dentro non si può fare a meno di vedere gli altri e allo stesso tempo se stessi. L’idea è quella della vulnerabilità. Questo set di specchi è uno di quei casi in cui lo spazio riflette la sensazione di ciò che si vuole.”
L’ufficio di vetro di Jack Kang e il luogo della verità ‘incarnano’ la natura della fazione dei Candidi: essere in grado di vedere attraverso la menzogna e il senso di vulnerabilità che si prova quando si dice la verità agli altri dovendo guardare te stesso.
DAGLI ERUDITI: TRIS SOTTO TEST
Il terzo grande edificio per la produzione è stato il quartier generale degli Eruditi (dove si trovano i laboratori di Jeanine, una sala operativa di controllo, celle e corridoi), che è stato interamente creato dai Screen Gems Studios di Atlanta (Stage 10).
Secondo il coordinatore delle costruzioni, Greg Callas, il laboratorio è stato il set più complicato da costruire, in parte perché non ha linee rette. “Le pareti e il soffitto sono curvi e ogni volta che si arriva a un angolo, spesso si trovano angoli composti,” spiega Callas. “Il mio staff ha fatto 10.000 fori nelle pareti, perché i tubi e gli angoli trapanati dovevano essere perfetti.”
“Il laboratorio principale degli Eruditi può quasi essere descritto come un acquario, ma in realtà si tratta di un set gigantesco di oltre 3.000 metri quadrati, dotato di vetri antiproiettile e di 16 proiettori che illuminano l’ambiente,” spiega Waldman. “A uno spettatore consiglierei di allacciarsi le cinture di sicurezza e di prepararsi a godere di cose davvero interessanti che è impossibile aver visto prima.”
Uno degli ostacoli narrativi che i realizzatori del film hanno dovuto superare in laboratorio è stato il cambiamento del punto di vista, da Tris che è sotto l’effetto delle simulazioni a Jeanine che guarda Tris mentre lei si sottopone alle simulazioni,” dichiara Hammond. “Volevamo trovare un modo che permettesse allo spettatore di vedere l’esternazione fisica della simulazione nello spazio del laboratorio.”
I realizzatori del film hanno utilizzato effetti pratici sul set e poi, in post-produzione, effetti visivi per creare quei tentacoli neri con cui i Divergenti sottopongono ai loro test membri di altre fazioni, che rimangono sospesi nella stanza a vetri. “Tris galleggia sui tentacoli, mostrandoci così i movimenti del suo corpo, che corrispondono a quello che sta accadendo nella simulazione,” spiega Hook.
Hammond aggiunge: “Abbiamo riempito il laboratorio principale con quasi 10.000 tubi di vetro di alta tecnologia che cambiano colore e intensità. Diversi proiettori illuminano la parte posteriore dei tubi per mostrare i cambiamenti di prospettiva. Siamo riusciti a rendere la superficie ondulata e a mostrare l’evoluzione di Tris mentre completa le simulazioni. La sala cambia quando cambiano le emozioni di Tris mentre si sottopone alle simulazioni. Ad esempio, quando Tris è in difficoltà, la stanza lo trasmette.”
I tecnici appostati fuori dalla recinzione di vetro hanno potuto monitorare i Divergenti durante le simulazioni grazie alle postazioni di lavoro dotate di tecnologia olografica, che sono state aggiunte in fase di post-produzione. “Abbiamo cercato di fare qualcosa quando abbiamo capito che il laboratorio era dentro un computer, dal momento che siamo nella testa Tris,” dice Hook. “Per rendere più chiara l’idea di dove ci si trova, siamo intervenuti sui tentacoli, sulle pareti illuminate e sugli ologrammi.”
L’oggetto di scena più importante nel laboratorio di Jeanine è stato inventato come dispositivo narrativo per creare suspense. “La scatola era in realtà uno di quegli elementi di design complessi,” dice Hammond.  “L’obiettivo di Jeanine è quello di aprire la scatola. Per capire cosa c’è dentro alla scatola, Jeanine non si fermerà davanti a nulla.”
“Il design della scatola è passato attraversato molte fasi. Nella fase progettuale c’erano un sacco di domande in attesa di risposta,” spiega Waldman. “Quando si accende? Le sue luci sono scintillanti? Sono luci blu? Luci rosse? Di che consistenza è la scatola?”
L’obiettivo, secondo Wick, era quello di creare un oggetto che desse sia l’dea di essere qualcosa di antico sia l’idea di una società tecnologica fiorente.
“Alla fine abbiamo optato per una struttura pentagonale a cinque lati, dove ciascuna fazione è rappresentata su un lato,” spiega Hammond. “Hanno fatto un bellissimo lavoro con la vernice color oro; l’ossidazione e l’invecchiamento hanno reso la scatola lievemente iridescente. Il nostro maestro Sean Mannion ha lavorato con degli artigiani a Los Angeles sulla versione finale della scatola. Grazie alla stampa 3-D hanno fatto uno stampo, hanno usato la vetroresina e la resina, e poi hanno imbullonato tutti i LED e i pannelli leggeri.”

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Capito ora cos’è la Manovra PressKit? Vi sembra bello?… E vi assicuro che ve ne ho messo appena la metà. Ma io dico NO! allo strapotere del presskit e a chi “svanga” le recensioni copiando e incollando quello che – non senza un evidente impegno, per carità! – ha scritto qualcun altro… e allora sarebbe il caso di pagare a loro i soldi che prendono certi giornalisti per scrivere cose che hanno scritto altri.
Oggi va così, vedere le gesta di Tris, Quattro (eh?) e compagni di lotta al potere ha risvegliato la giovane pasionaria che è in me!
Avanti miei prodi broccoli! Insorgiamo contro i critici falsi, liberiamo le recensioni da mela+C/mela+V! Avanti con me…
Ci siete? Dove siete… ragazzi… Siete per caso andati a leggere le 5 cose che non mi sono piaciute di Insurgent? Per quelle dovete aspettare domani su ChickenBroccoli!