SERIGRAFIA
*VER EVERSUM

by Redazione DATE*HUB

Le affinità creative.

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Sono in due, amano la serigrafia e ne hanno fatto un lavoro vero e proprio, amano la musica e illustrano cover per band emergenti, amano le serie TV, il cinema e le graphic novel da cui traggono maggiori spunti creativi. Sono giovani, bravissimi ed estremamente simpatici. Leggere per credere.

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Innanzitutto le presentazioni. Chi sono i Ver Eversum, come si sono incontrati, da dove vengono e dove vorrebbero approdare?
Ciao a tutti. I Ver Eversum (che bello dirlo così, sembra di essere parte di una band!) sono Federica ed Ermanno, due giovini classe ’84 che hanno un laboratorio di illustrazione e stampa artigianale di poster in serigrafia in provincia di Roma. Ci siamo incontrati otto anni fa (che sembrano veramente un’altra vita, ma allora di poster neanche si parlava!), e pur venendo da due formazioni diversissime (una megatecnica, l’altra iperteorica) ci siamo messi a fare, insieme, dal niente, una cosa completamente terza. A volte le cose serie incominciano per gioco, e dai primi posterini realizzati per i concerti di amici abbiamo scoperto una passione per l’illustrazione e la serigrafia. La stampa soddisfaceva il nostro comune desiderio di dedicarci a qualcosa di cui curi ogni fase e che produce un prodotto finito, tangibile. E quindi la nostra vita è diventata questo: lunghe chiuse di disegno e poi mani sporche di colore per dar vita a tutto, cercando ogni volta di fare meglio. «Dove vorrebbero approdare» è proprio una domanda complicata. Forse la risposta migliore che possiamo dare è a fare cose sempre migliori e più importanti.

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Tra i due, chi è il braccio e chi la mente?
Se qualche tempo fa questa distinzione era più netta, con il passare del tempo la nostra metodica di lavoro si è molto evoluta; ad oggi non c’è più una fase ideativa – ad esclusivo patrimonio di uno – e poi la sua esecuzione, da parte dell’altro. Cerchiamo di sfruttare il più possibile il fatto di essere due persone diverse con due diversi approcci, e quindi tutto il flusso lavorativo procede per revisioni successive (e valutazioni infinite!) fatte tra di noi, fino ad arrivare al risultato migliore. Siamo come due giocolieri che si palleggiano avanti e indietro le diverse parti di un poster: lanci la bozza e afferri l’artwork da inchiostrare, lanci i lettering e afferri i livelli di colore per le stampe. Più un circo che una catena di montaggio, insomma. Ma siamo sempre stati convinti che le cose belle nascano da quello spazio di intersezione che c’è tra di noi e, che con gli anni, si è andato sempre più allargando. È proprio come nella prima legge della psicologia della Gestalt: “Il tutto è più della somma delle singole parti”. Quindi due braccia e due menti, ma comunicanti!

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Parlare di tecnica è d’obbligo. Spiegateci un po’ il vostro modo di procedere
sul lavoro.
Tutto, chiaramente, nasce da un’idea; trovare la risposta migliore alla domanda “tu come lo faresti?” significa avere una bella fetta di lavoro già fatto. All’ideazione dedichiamo veramente un sacco di cura: è come un castello di carte che deve restare in piedi sostenendo le varie spinte che riceve da tutte le parti; ognuno di noi aggiunge, rimuove o sposta un tassellino di idea finché tutto non ci sembra convincente, rispettoso sia delle idee della committenza che della nostra visione sul progetto. Da lì giù di bozze a matita, in cui valutiamo gli aspetti di impaginazione delle varie parti e da cui scegliamo quella con il maggiore impatto visivo. Questa viene realizzata in grande formato (solitamente A3) e usata per valutare anche schemi di colorazione. Quando stampi in serigrafia è un attimo perdere il controllo e ritrovarsi con artwork a 9 colori, quindi valutiamo prima come i toni che vorremmo usare possano interagire tra loro: in questo modo li semplifichiamo il più possibile e ci facciamo anche un’idea dell’impatto visivo totale, oltre a capire dove righettare, scurire, puntinare, mettere le ombre, mettere le luci e così via.
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Poi tutto viene inchiostrato: sia la traccia dell’artwork che le varie aree di colore diventano una pila di fogli diversi che andranno a riunirsi ed allinearsi sul pc. Se sei stato bravo, da qui ne esci con: un’immagine del poster finito (che ti serve da mock-up per la stampa) e i livelli di colore per la stampa serigrafica già separati. Prepariamo quindi le pellicole per l’incisione dei telai e le mandiamo a stampare (sono l’unica parte della gestazione di un poster che non facciamo noi, ma un giorno: ti avremo, stampante per acetati formato 50×70!), intanto prepariamo i telai per l’incisione. Ritirate le pellicole, incidiamo i telai con il nostro bromografo autocostruito da battaglia. Siamo molto affezionati a quelle prime attrezzature realizzate artigianalmente che ci hanno permesso di iniziare a stampare, e che ancora oggi sono parte del nostro laboratorio.
La fase puramente serigrafica è, di solito, una gioia. È il momento in cui vedi diventare reali le cose su cui hai lavorato, ma hai due parametri in più. Il primo è la carta, che non è solo un medium neutro da riempire, ma un organismo con un suo colore, un suo peso, una sua trama; una parte essenziale del prodotto finito. La seconda sono i colori, che sono di gran lunga l’aspetto di stampa su cui abbiamo osato di più nel tempo. Pur avendo i toni già decisi, valutiamo tutte le varie finiture che possiamo ottenere in serigrafia. Ci piace, insomma, che il poster stampato sia più della jpeg salvata da photoshop. Colori iridescenti, metallici, glow in the dark, sovrapposizioni di toni semitrasparenti..c’è veramente un universo di esplorazione in ogni stampa, ed è quello su cui amiamo fissarci a guardare quando noi compriamo un poster in serigrafia.

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Qual è il lavoro più fico che avete realizzato e, senza prendere pieghe politically correct ma così di getto come vi viene, qual è stato invece quello più noioso?
Ma non si chiedono queste cose! La scelta di Sofia, proprio! Ahahah! In realtà rispondere a questa domanda è difficile non tanto per il politically correct, ma proprio perché è sempre in corso un contest tra vecchie glorie del passato lavorativo e nuovi sfidanti per il titolo di miglior poster. Chiaramente, per una vecchia legge di Natura, le cose preferite sono sempre le ultime fatte (anche perché se non ci piacessero quelle, sarebbe il sintomo che le avremmo dovute fare diversamente). Possiamo dirti qual è il più fico per noi in questo momento e lo diciamo con la leggerezza di cuore di chi sa che tra 10 minuti avrà già cambiato idea: la nostra stampa Box, un poster di quest’anno che ancora, a riguardarlo, ci da un sacco di soddisfazioni. Poi ci sono tipo un milioni di ragioni personali/affettive per cui adoriamo quella macchina da cucire, ma questa è un’altra storia. Per quanto riguarda la noia, è veramente difficile che quello che facciamo ci annoi. Magari ci ha stancato alla 5° modifica minuscola che però ti costringe a rifare tutto da capo. O magari ti sta annoiando momentaneamente perché non vedi via d’uscita da una spirale di indecisioni. Mamma mia, il politically correct ci ha contaminato! Sembra la risposta di due monaci Zen (cosa che non siamo!) e quindi diciamo: le commissioni più di “brand”, tutte quelle in cui il tuo contributo creativo è ridotto al lumicino e ti scontri con mille vincoli pre-imposti, sono probabilmente le più noiose da portare a casa.

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A chi avete detto, lavorativamente parlando, «sì, subito, pure gratis» oppure a chi lo direste?
C’è un momento troppo bello ed è quello in cui ti accorgi che puoi usare il tuo lavoro come moneta per sostenere un progetto o una causa in cui credi. Quindi spesso, per quanto ci riguarda, quella frase la diciamo per supportare a nostro modo un’idea valida, o per sostenere persone che fanno cose fantastiche rimboccandosi le maniche. Siamo stati coinvolti in un sacco di progetti fantastici nel 2014 e speriamo di riuscire a dare altri bei contributi anche quest’anno! Oltre ai bei progetti degni di supporto ci sono poi quelle occasioni di crescita professionale… aspetta squilla il telefono… «pronto? Rob Jones di Mondo? ah ciao! come dici? Un poster per Mondo di Jurassic Park? Si, subito, pure gratis*!!» (*laddove “pure gratis” è da intendersi come misura di entusiasmo, più che altro. Lavorare gratis per Mondo vorrebbe dire essere deficienti. Quelli sui poster ci hanno costruito praticamente un piccolo stato).

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Cosa fate quando non serigrafate?
Una domanda a cui basterebbero due parole per rispondere, ovvero Serie TV! Ahahah! Siamo di quelle persone che quotidianamente lottano per trovare una cosa bella da vedere. È un po’ tipo l’avanzata del Nulla ne La Storia Infinita, perché sai che le stai finendo tutte e ti rimarrà solo Law & Order a breve, ma combatti perché ciò non accada. Al momento, una storia di resuscitati francesi ci ha concesso altri giorni di autonomia, daje!

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Comunque, più in generale, la nostra vita è piena di quelle cose che possono rendere meravigliosa un’esistenza sedentaria. E quindi letture di graphic novel, cinema, acquistare poster online e poi aspettare il postino che ti porta il tubo come i bambini aspettano la mattina di Natale. Coccolare un cane. Pianificare un viaggio per andare a trovare gli amici (viaggio che poi non hai mai il tempo di fare). Scovare nel web qualcosa di meraviglioso fatto da qualcuno: approfondire e scoprire che quel figo che stai ammirando è morto nel 1910, o magari è qualcuno che fa woodblock printing dall’altro capo del mondo. La cosa bella è che ci siamo scelti come lavoro la cosa che facevamo nel tempo libero quando ci occupavamo di altro. Quindi, ora che questo è il lavoro, quella curiosità di vedere cose belle, quella voracità visiva, passa dall’essere cazzeggio brado all’essere sempre un’esperienza che ti arricchisce e in cui tutto quello che fai o che vedi o che ascolti diventa un bagaglio. Magari il film che stai vedendo oggi sul grande schermo è il poster che starai stampando tra un mese come il disco che ascolti oggi è la copertina che devi disegnare domani. In un certo senso, facciamo serigrafie anche quando non facciamo serigrafie. Ed è la prova del nove che quello che fai è quello che vorresti fare, come nella famosa citazione di Confucio: «Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un giorno in vita tua.»

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Un saluto Ver Eversum per i nostri lettori.
Grazie ai lettori di DATE*HUB! Siete arrivati fino in fondo, vi meritate una medaglia alla pazienza! E grazie a voi per le domande interessanti! Che sia un 2015 pieno di cose belle da fare e da vedere! Cheers!

WEB* www.verstudio.com

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