FOTOGRAFIA
*CLAUDIO MAJORANA

by Redazione DATE*HUB

Lo Skate è un’isola.

Claudio Majorana fotografa con l’anima un territorio italiano ancora da scoprire e lo fa guardando dritto negli occhi il mondo dello skateboard, semplicemente da sempre. Nell’intervista che segue abbiamo fatto, con lui, una chiacchierata per conoscere più a fondo la sua terra e il suo progetto The Recent History of Sicilian Skateboard Tours.

Mauro Caruso (Barcelona)

Mauro Caruso (Barcelona)

Il tuo approccio con la fotografia parte da molto lontano, grazie anche ai tuoi genitori che sin dalla tenera età documentavano, macchina fotografica alla mano, il tuo approccio con il mondo. Qual è la prima foto che ricordi di aver scattato?
Sono cresciuto sfogliando gli album con le foto della mia infanzia. I miei genitori hanno sempre documentato la mia vita e quella di mia sorella sin da quando siamo nati e in casa ci sono sempre state macchine fotografiche e rullini pronti all’uso. Ricordo che da piccolo “rubai” una di queste macchine fotografiche e per un paio di mesi i miei persero ogni traccia della macchina finché mia madre la trovò nascosta dentro uno dei cassetti di un mobile della mia stanza. Quando portarono il rullino a sviluppare trovarono una lunga serie di ritratti dei miei peluches. A turno li avevo messi su una sedia e fotografati. Quando mia madre mi chiese spiegazioni risposi che “dovevo fotografare i miei figliuoli”. Questo credo che sia il ricordo più lontano. Le foto sono conservate in uno degli album di famiglia.

Mauro Caruso (Barcelona)

Mauro Caruso (Barcelona)

Anche la passione che ti ha trascinato verso lo skate è nata molto presto. Ripensando ai primi timidi tentativi sulla tavola, ripensando alla tua prima tavola da skate e comparando il tutto a oggi, cosa ti manca di allora e di cosa invece oggi vai fiero?
Credo che una delle cose più belle dello skateboarding sia il modo in cui questo abbia naturalmente condizionato fin da subito la vita di ogni giorno. È una cosa normale per uno skateboarder. Come è normale l’idea di non volere smettere mai. Ricordo che da ragazzino vedevo quasi negativamente quelli che mettevano da parte le loro passioni in vista di carriere lavorative o percorsi di studio. Fin da ragazzino l’idea di smettere di fare skate corrispondeva all’idea di rinunciare ai sogni e alle cose in cui credevi. Dallo skateboarding, circa dieci anni fa, mi sono avvicinato alla fotografia e oggi, oltre a studiare medicina, sono contento di riuscire ancora a trovare il tempo per tutto.

Lenni Burmeister (Siracusa)

Lenni Burmeister (Siracusa)

Ground Control (Messina)

Ground Control (Messina)

Hai passato gli ultimi anni fotografando skaters grandi e piccoli, esperti o alle prime armi in visita dalle tue parti. Da qui è nato il progetto “The Recent History of Sicilian Skateboard Tours”. Ti va di raccontarci un po’ questa storia?
“The Recent History of Sicilian Skateboard Tours” è un progetto nato inconsciamente cinque anni fa quando ho iniziato a documentare gli skateboard tours internazionali che si susseguivano qui in Sicilia. Entrare in contatto con gente di fuori ed esplorare la mia isola con loro è stato un modo interessante per conoscere meglio la mia “casa” e scoprire cosa la rende una realtà unica. Il progetto è poi stato pubblicato su Desillusion Magazine ed è diventato una mostra.
Adesso sto lavorando alla seconda edizione della mostra in Sicilia e, spero presto, anche ad una piccola pubblicazione indipendente del lavoro in cui oltre alle foto fatte da me vorrei includere un po’ di storia di skateboarding siciliano analizzando, attraverso le testimonianze dei primi skateboarders dell’isola, il modo in cui lo skate è arrivato qui da noi.

Mauro Caruso (Catania)

Mauro Caruso (Catania)

L’altro mio progetto legato allo skateboarding è “Mustarjancu Kids: last days of being children”. Tre anni fa ho iniziato a documentare la vita di piccoli skaters di un paesino della Sicilia. Quello che mi ha interessato molto fin dall’inizio è il modo in cui loro costruivano le loro strutture da skate con tutto quello che trovavano in strada. È un progetto che parte dallo skateboarding, ma abbraccia tematiche più ampie legate all’essere dei teenagers in realtà più isolate della Sicilia. Dallo skateboarding ho iniziato a documentare le loro vite di ogni giorno.
È un progetto di fotografia documentaristica a lungo termine. Mi piace l’idea di seguire una storia per tanto tempo e costruire una testimonianza di una realtà sociale odierna.

Dan Magee and Tom Harrison Nike SB UK Sicily Tour

Dan Magee and Tom Harrison Nike SB UK Sicily Tour

C’è un momento, o più di uno in particolare, legato alla fotografia che rimarrà per sempre impresso nella tua memoria?
Ogni volta che un progetto si concretizza dopo mesi di ricerche e lavoro è sempre un bel momento ed è quel breve momento che ripaga di tutti gli sforzi. Uno dei miei ultimi lavori mi ha portato a conoscere da vicino una realtà della mia isola difficile da capire fino in fondo finché non la si vede con i propri occhi. Qualche mese fa mi è stato chiesto di fare un lavoro sull’immigrazione clandestina in Sicilia e, in particolare, documentare la vita all’interno di uno dei centri di accoglienza.
Dopo due mesi di ricerche, e-mail e telefonate sono riuscito ad avere l’autorizzazione per poter fotografare una delle realtà più interessanti presenti sull’isola. Si tratta di un centro di prima accoglienza per minori non accompagnati presente ad Augusta (Siracusa).
Il centro, che oggi non esiste più, ospitava 120 minorenni provenienti dal Mali, Gambia, Senegal, Egitto e Bangladesh. Stare con loro, sentire le loro storie attraverso le interviste e documentare la loro vita al centro è stata un esperienza davvero forte. La maggior parte di loro per essere qui ha vissuto esperienze che nessuno dovrebbe vivere come guerre di religione, rapimenti o naufragi.
Una selezione delle fotografie è stata presentata ai Tech Awards 2014 del Tech Museum of Innovation di San Jose, California. Il lavoro completo è in attesa di pubblicazione.

Martino Cattaneo

Martino Cattaneo

Il mondo dello skate è, di base, un mondo colorato. La scelta del bianco e nero nelle tue foto ha un significato specifico che va oltre l’estetica e si connette forse di più a tematiche sociali. Ti corrisponde e, se sì, ce ne vuoi parlare?
Il mondo è colorato in generale, non solo quello dello skateboarding, ma tanti fotografi vedono il bianco e nero quasi come una necessità. È un interpretazione non del tutto vera della realtà. In un certo senso è anche una contraddizione fare fotografia documentaristica o di reportage non a colori. Del resto nulla è in bianco e nero. La scelta credo che sia legata al fatto che vedo ancora il bianco e nero come un mezzo per veicolare un messaggio in modo più diretto. Pur non sentendo la fotografia a colori ancora particolarmente “mia”, non escludo futuri lavori. Credo che si tratterà di un approccio graduale.

Old Men in Sicily

Old Men in Sicily

Se venissimo a trovarti dove ci porteresti?
Per quanto riguarda lo skateboarding la scena street, non essendoci mai stati grandi skatepark, è da sempre stata molto solida e Catania e Siracusa sono oggi le città con più skateboarders. Nell’ultimo anno si sono iniziate a concretizzare anche piccole ma interessanti realtà legate al DIY. Per tutto il resto in Sicilia c’è tantissimo da vedere ed è un ottimo posto per le vacanze!

Make them last longer (jeans in Catania, Sicily)

Make them last longer (jeans in Catania, Sicily)

Un tuo personale saluto ai lettori di Date-Hub.
Grazie a voi per lo spazio sul vostro sito e grazie anche a chi sta leggendo!

A sinistra Nick Jensen Lakai Sicily Tour e, a destra Tom Harrison checking his bruises

A sinistra Nick Jensen Lakai Sicily Tour e, a destra Tom Harrison checking his bruises

WEB* www.claudiomajorana.com