PAPER
*ADRIANA NAPOLITANO

by Redazione DATE*HUB

La carta prende forma

2

Adriana Napolitano ha 30 anni e, oltre a essere una bravissima creativa, la sua simpatia e auto-ironia la rendono ancora più interessante. Noi l’ammiriamo molto e speriamo che, in questa intervista semiseria per conoscerla meglio, piaccia tanto anche a voi.

ADRIANA

Presentati ai lettori di Date-Hub.
Sono Adriana, ho 30 anni, e come potrete notare immediatamente non so parlare. O meglio, non so parlare di me, perché nel blaterare sono imbattibile. Sono italiana (non l’avreste mai detto), di Matera, mezza partenopea, romana di adozione e berlinese per scelta da un paio d’anni. Non so cosa potrei dire su di me senza correre il rischio di tediarvi irrimediabilmente, cos’è che vorreste sapere? Faccio davvero una gran fatica a prendermi sul serio, e di conseguenza credo che se continuassi a parlare, alla fine dell’intervista fareste fatica anche voi.

1

Parlaci di tecnica.
Ah! Tecnica. Penso ci sia bisogno di fare una distinzione tra quello che faccio per quanto riguarda il lavoro di scenografia, per dei clienti, dove la tecnica c’è, è reale, e per quanto riguarda la mia parte più, oddio sto per dirlo, artistica (passatemi il termine, ve ne prego). Nei miei lavori personali la parola tecnica forse è un po’ fuori luogo. Sicuramente c’è un bagaglio di conoscenza dei materiali, una certa predisposizione alla manualità (grazie mamma, grazie papà!), una base teorica da cui non si prescinde, ma più che tecnica, forse sarebbe più opportuno utilizzare le parole scoperta e curiosità. Quello che amo di tutto questo è la possibilità di trovare ogni giorno una strada diversa, la necessità di dover aguzzare l’ingegno per riuscire a ricreare qualcosa che altrimenti mi resterebbe incastrato in testa. Ho cominciato ad usare la carta perché avevo la necessità di concentrarmi su qualcosa, di arginare un’indole forse un po’ troppo curiosa e dispersiva.
E ho scoperto che la carta, che diamo così per scontata, è una fonte infinita di possibilità ancora (almeno per me) inesplorate. Quanto è affascinante?

3

Fonti di ispirazione.
Anche se forse non sembra (o almeno, mi auguro!), le mie fonti di ispirazione sono davvero banali. Clima, film, telefilm, amici, sensazioni (e non parlo di sensazioni tormentate e profonde come quelle che starete immaginando. Parlo semplicemente di fame, sonno, sindrome premestruale). Sono molto razionale da questo punto di vista. Persino i miei sogni sono noiosi, ieri ho sognato di far la fila alle poste. Non credo che siano le fonti di ispirazione a dover essere necessariamente straordinarie o particolari. Credo che sia il modo in cui guardiamo le cose a fare la differenza. E soprattutto, almeno nel mio caso, una buona dose di ironia è fondamentale.

4

Una giornata tipo nel tuo mondo creativo.
Sono una freelance! Magari avessi giornate tipo! Non saprei, davvero. Non sono abbastanza metodica da avere una routine creativa.
Diciamo che passo molto tempo a fissarmi i piedi per farmi venire un’idea e poi una volta deciso cosa fare comincio e non mi fermo più. E casa mia, per la gioia del mio compagno, diventa un ammasso informe di colla, pezzettini di carta, scotch e cerotti. E a pensarci bene anche io divento un ammasso informe di colla, pezzettini di carta e pigiama.

www.adriananapolitano.com
5