UNDERGROUND
*VVIM

by Marco Taddei

La fanzine delle ragazze.

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Sono due. Le ho incontrate una volta per caso e poi più e più volte ma sempre in condizioni critiche o semicritiche. Si chiamano Annalisa Trapani (wrrrrrrrrr!!!) e Laura Nomisake. Sono due astronaute della fanzine, pioniere e avventurose come Gagarin; anarchiche e autarchiche come Laika. Non sono esattamente delle innocenti, anche se la loro colpa più grande è di essere nate a Rimini. La loro primizia autoconfenzionata si chiama Vieni Verso il Municipio (usano l’acronimo VVIM solo per darsi un tono) e vi garantisce la dipendenza fisica e psicologica immediata come il migliore piscofarmaco recuperato al mercato nero.

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Per prima cosa le presentazioni: avete 8 parole per descrivervi. Chi comincia?
Annalisa Trapani: impulsiva, indecisa, filocaotica, scienziosa, sciantosa, ciclotimica, adattabilissima, passionale.
Laura Nomisake: brodo primordiale. Testarda , svampita, procrastinatrice e ansiosa, proesaltata, bipolare. Elegante (elegantissima ndr)

Vieni Verso il Municipio è una fanza che si fabbrica o si fa?
AT: Si fa da sola, noi la fabbrichiamo mentre lei ci pensa. Emerge dai discorsi e si ferma sulla carta.
LN: Si autoproduce ma per mezzo dei nostri corpi e forse anche dei cervelli. È un incantesimo lanciato dal sindaco FILIPPO: nel momento in cui decidiamo un tema entriamo in un tunnel, diventiamo autistiche a gravitazione attorno esso, tutto è in funzione di… e vediamo solo collegamenti. Ci viaggiamo sù, biglietto sola andata.
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Momento momento momento: chi è il “sindaco FILIPPO”?
LN: Non sono tenuta a darle questa informazione.
AT: Nella stanza dei bottoni non si parla d’altro ma prima che maturino i giorni non possiamo rivelare la sua identità.

Ok. Il vostro progetto è interamente homemade (ovvero fatto a mano) e selfpublished (ci mettete voi i soldi) oppure avete una macchina crea/colora/piega fanzine nel retrobottega ed un mecenate tutto pieno di dollari che vi fa regolari versamenti su vostri conti in Svizzera?
AT: Noi facciamo il Municipio, il quartier generale della gag, con le mani evidenziamo i bordi bianchi che lasciano le copisterie aperte di notte solo per noi, prima, poi con l’avvento della stampa i bordi li facciamo lasciare apposta per colorarli con gli evidenziatori. L’altro giorno ho rinvenuto una delle prime copie quando ancora non pensavamo al successo e la sua qualità laser mi ha commosso. Ma per rispondere alla tua domanda senza tergiversare: ogni copia è rifinita a mano, i soldi li rubiamo dove capita.
LN: Stiamo cercando finanziamenti alieni, per adesso ci limitiamo a sfruttare la scenza e mandiamo ogni giorno il nostro ologramma in un minimarket .
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Siete entrambe di Rimini. Parlatemi un po’ del rapporto che avete con la vostra città e soprattutto dell’impatto che ha avuto VVIM sui vostri cittadini…
AT: Siamo aperte ai K-rimini, come la nostra città ci insegna. I nostri cittadini ci amano e noi facciamo di tutto per non farci rispettare. Il Municipio (è così che lo chiamiamo noi, l’acronimo è per darci un tono) ha sconvolto i più perché non pensavano saremmo state in grado di portare avanti una fanza così bella con così tanta costanza. Ma noi aggiungiamo carne al fuoco e vino al vino e loro continuano a chiamarci per uscire la sera o per fare le gite e mangiare i gelati.
LN: Sono nata qua, e quando ho vissuto altrove, Rimini mi è sempre mancata. La romagna è ciclica e crea dipendenza. Qui l’estate e l’inverno, il bianco ed il nero , il caos e la quiete si alternano senza mezze stagioni. Siamo sempre molto vicine ai nostri cittadini, li studiamo attraverso lunghi people watching che s’impattano, cioè li impattiamo, siamo sempre sul campo… 10 secondi stimati per l’impatto, dopo di che lo sblasto è imminente. Quando dico che vivo a Rimini, in certi circuiti, sento come un velo di pregiudizio che si srotola… lo considero un invito per stordire gli srotolatori ed arrotolarli nel loro tappetino che hanno avuto la gentilezza di srotolare. È l’attitudine romagnola, molesta, aggressiva ed incline ai danni, che mi spinge a far questo, ad essere kamikaze. Chiaro, c’è Rimini, il luna park d’Italia, ma c’è anche k-Rimini l’altra faccia della riviera, se non conosci e studi la prima non puoi accedere alla seconda. Devi sapere contro chi combatti. Join the east side.
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Cosa spinge delle persone serie che potrebbero avere un lavoro una famiglia ed una bella lavatrice lavasecco a diventare delle teppiste visionarie e fanziniste?
LN: Non me lo sono mai chiesto.
AT: Le due possibilità non si escludono, dipende dal significato che si dà ad ognuna di quelle parole, è quello che cercheremo di spiegare da qui al numero zero de il Municipio, in cui la verità sarà svelata. Siamo sempre state delle serie visionarie / lavoriamo con la teppa / laviamo i panni sporchi nella carta.

Scusate, ma non siete già uscite con il numero zero? 
AT: No, lo zero sarà l’ultimo numero.
LN: Emuliamo i gamberi, andiamo all’indietro. Lo zero è del resto l’ultimo numero che è stato scoperto, anche quello che ha reso possibili i grandi calcoli dei maya, quando uscirà il numero zero saremo già nel futuro.

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Che rapporti avete con gli edifici abbandonati?
AT: Non resistiamo alla tentazione di esplorarli e sottrarre oggetti rotti che puntualmente dimentichiamo nei nostri rispettivi ripostigli. Le vestigia sono il pane del catastrofismo e siamo sempre affamate di sognarne l’imminente avvento.
LN: Sempre avuto un rapporto magico. Da bambina con gli amici avevo la base in parecchie case abbandonate ed in costruzione. In adolescenza ho continuato ad usarle in solitaria per nascondere cose, segreti e per praticare la quarta disciplina dell’hip hop. Ho scoperto l’anno scorso che una di queste case, una delle mie preferite, appartiene ai nonni di un amico che conosco da qualche anno, i muri che non erano coperti dall’edera sono stati coperti da me, glie l’ho confessato e lui ha capito! Lo spirito d’esplorazione non si è mai placato, non appena ho potuto usufruire di un mezzo di locomozione ho espanso il mio territorio di conquista approdando in tutte le colonie marine, edifici maestosi, pieni di sorprese e souvenir provenienti dal trapassato e dal passatello.

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E con il Campari?
LN: Sereno variabile.
AT: Personalmente ci siamo lasciati ma a volte cado nella tentazione di sporcarci il vino bianco, mmm, quel vizietto amarognolo… Quando ci amavamo alla follia spesso ne cantavo la pubblicità (“Quest’è un’ora senza pariii / questa è l’ora del Campariiii”)

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Mi parlate un po’ dei vostri collaboratori? Chi vi piacerebbe tirare dentro la vostra famigliola? Chi è la pecora nera?
AT: Tiriamo dentro tutti quelli che ci piacciono e quelli che ci piacciono di più ricevono un adeguato assessorato. Alcuni li chiamiamo perché ci colpisce il loro tratto per l’immaginario del tema episodico, agli assessori di solito basta leggere l’editoriale o sentir parlare del tema per fornirci il materiale giusto e scoppiettante. Loro sono nel flow. La pecora nera è OliodiCane aka Fakema Avengers aka Dama, lui, essendo assessore all’inadempienza e alla sparizione a volte si cela nel buio ma è sempre nei nostri cuoricini come ogni pecora nera che si rispetti (o no).
LN: Non siamo una famiglia.La famiglia non la scegli, ci nasci e basta, noi invece scegliamo e mandiamo i nostri messi a rapire materiale da coloro che sono stati prescelti. Per ciascun  numero è la tematica che ci spinge, come su di una tavoletta ouija, verso chi e non chi. Sia chiaro che in questa selezione le amicizie non contano, è indispensabile svincolarsi da queste storiacce, noi usiamo il balsamo, lo so è difficile ho fatto un disegno bellissimo per Celeste (un’altra autoproduzione della zona) e poi non mi hanno scelto… Li ho incontrati ad un festival e nonostante questo gli ho detto CIAO lo stesso. Però ci sono dei collaboratori base, ovvero le nostre armi segrete: Elena Rapa, Flavio Scutti, Lapis Niger, Flavio Zampa, Inserirefloppino, Hurricane sempre sull’attenti. Altri si alternano, altri intermittenzano, altri o adesso o mai più, altri c’erano una volta. Pecore nere… penso a Kyon, l’abbiamo perso per strada, ma le sue gesta sono memorabili ed incise nei nostri database: in piena redazione (giugno 2013 episodio Nuove Barbarietà) alzò la testa e disse : “Ma siamo ancora nel 2012????” Nei momenti difficili ci nutriamo di questo flashback alla seconda. Io e Hurricane siamo in corsa pari merito per il monopolio del ritardo, ma in quanto Assessore alla Pressa posso dire che sono sempre troppo impegnata a pressare lui per consegnare in tempo a mia volta.


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Perchè VVIM è a tema?
AT: Perché è un viaggio attraverso i massimi sistemi che parte dalla realtà e arriva alla completa astrazione: un viaggio con una meta che si sviluppa attraverso la meta.
In ogni numero viene sviscerato un concetto e distrutto in immagini e parole che lo ridicolizzano (vedi l’Oroscopo esperienziale della barista Zdora Romagnola del numero 14 “L’illusionismo l’età della ragione” o il Fumetto delle Barbare Cellule del numero 15 che antropomorfizzate pensano nella folla a gesti del quotidiano o il Bollettino del Municipio dell’ultimo numero dedicato al complotto, che ricalca un giornale, complotto per eccellenza, quarto potere che si verifica ma che viene vanificato per contenuti). Questo processo avviene anche grazie al layout e all’impaginazione che viene studiata per enfatizzare il tema, ad esempio per Compl8∞ abbiamo presentato una busta sigillata, segreta e insfogliabile da desigillare con cura.
LN: Ogni numero è a tema perché stiamo raccontando una storia, forse proprio la storia dell’umanità. L’abbiamo moltiplicata per sedici e divisa per quattro la ciclicità è importante garantisce un universo stabile. Una voce gridava: “VIENI VERSO IL MUNICIPIO!”, il fuoco ci ha svelato la via, il fuoco è la civiltà, la civiltà un serpente lungo millenni, da capo a coda, la verità ha l’oro in bocca, noi cavalchiamo. Tutto quello che sembra un caso un giorno si rivelerà un piano diabolico, tema dopo tema il mistero s’infeltrirà. Ci saranno sempre nuovi disegni, fumetti, QR code, video, documenti, racconti, quiz, che lavati alla temperatura giusta si smacchieranno e sveleranno la trama.

Quale sarà il tema del prossimo numero?
LN: FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO, DOVE STA ANDANDO SIGNORINA? Stavo andando a dormire, ho parecchio sonno, sono stata ad indagare e leggere scartoffie intrecciate di mistero sin ora, e adesso mi tremano gli occhi. ALLORA BUONANOTTE.
AT: Il numero 12 sarà “Buonanotte, i magnifici flop”, dopo tutto questo sulcesso e fame abbiamo bisogno di ridicolizzare noi stesse e lo star system underground. Abbiamo intenzione di presentarlo a Pescara alla Libreria K il 2 novembre, venite tutti altrimenti sarete colpiti dalla maledizione dell’insonnia perenne, altro che Nightmare mani di forbice IV!

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Senza usare metodi eterocliti come la magia nera o le percosse, se io volessi procurarmi un po’ di copie di VVIM cosa devo fare?
LN: Niente di più facile, sempre che tu abbia la grana.
AT: Dal nostro sito/blog, tra le gif ad epilessia c’è una pagina di BUY con i messaggi subliminali da gran soldi  e con una simpatica spedizione in agguato. Oppure nei più classici punti vendita, lìvi elencati.

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Ultima domanda: che diavolo sono le Velenoiser?
AT: Un’invenzione del maligno ovviamente: “La più grande truffa del rock’n’roll dai tempi dei Sex Pistols” ci hanno detto. Abbiamo sempre voluto suonare e dire “No, non possiamo stasera, abbiamo le prove!!!” e a volte chiamavamo i nostri amici per renderli partecipi. Immagina che stai mangiando e ti arriva questa telefonata: “Pronto?” “No, stasera non possiamo, abbiamo le prove!!!” click. Quindi, per soddisfare questo desiderio abbiamo requisito la strumentazione inutilizzata dei nostri amici e, con l’aiuto di un diadema, abbiamo acquisito le competenze necessarie ad interagire con le macchine in modo che esse suonino autonomamente, in uno stato alterato di coscienza in cui noi diventiamo ascoltatrici in perenne esaltazione. Da quando abbiamo raggiunto quest’estasi non riusciamo più a fare le prove senza registrarci e non riusciamo più ad ascoltare nient’altro. Il nuovo genere Black Goretex ci rende impermeabili ad altri suoni, vogliamo solo droni con le basse che sparano nelle casse.
LN: Intanto beccati questo copia/incolla dal nostro soundcloud. LE VELENOISER nascono da un fraintendimento e partono alla ricerca del diadema per trasformare ogni problema tecnico in suono. Il diadema lo trovano in un giorno di pioggia, completamente asciutto. Da quel momento appena lo indossano, il diadema emette onde proprie che modulano i suoni di qualsiasi strumento trasformandoli in Blackgoretex che appena li senti hai capito tutto. Il movente da parte mia credo sia stato capire che in una scheda tecnica tu puoi fare delle richieste! Volevo anche riuscire a superare la fobia per i cavi. Per il BLACK GORETEX questo ed altro!

Per capire dove sta la testuggine:
vieniversoilmunicipio.blogspot.it
soundcloud.com/levelenoiser