CINEMA
*INDEX ZERO

by Siriana F. Valenti

2035 – Stati Uniti d’Europa.

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Immaginate un futuro per niente distopico e non troppo lontano. Immaginate una terra diventata arida e abbandonata a causa della crisi economica globale. Immaginate un uomo e un donna che cercano disperatamente il loro Paradiso terrestre negli Stati Uniti d’Europa.

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Visualizzate la coppia in questione che, ignara di un sistema chiamato Indice di Sostenibilità per il quale ogni cittadino viene valutato in grado allo stato di salute e alle capacità produttive, si ritroverà presto divisa perché lei, Eva, è incinta e per questo considerata individuo da allontanare.

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Mi piacerebbe dirvi che è solo un film. Ma Index Zero ricalca, con forza neorealista e guizzi fantascientifici, alcune cronache a noi, purtroppo, contemporanee.

Per saperne di più ho fatto una chiacchierata con Lorenzo Sportiello, regista e co-sceneggiatore di quest’opera che verrà presentata il 24 ottobre prossimo al Festival Internazionale del Film di Roma.

Semplicemente guardando il teaser di Index Zero, si percepisce che il racconto più che di fantascienza vuole essere uno spaccato dei giorni che stiamo vivendo. Come a dire: «L’Apocalisse non arriverà. L’Apocalisse è già qui». Parlaci di questa scelta sia stilistica che narrativa.
Esattamente, il futuro è qui, ora. Index Zero, infatti, non vuole essere una rappresentazione distopica del futuro, ma una proiezione realistica del nostro presente distopico. Nulla è inventato nel film, sono solo esagerazioni di ciò che già succede. Per questo motivo anche la messa in scena è sempre molto realistica e intima, una sorta di fantascienza umanista.

A destra il regista in una foto di scena.

A destra il regista Lorenzo Sportiello e, sul fondo, i protagonisti di Index Zero.

Il tuo film è anche una storia d’amore. Un uomo, una donna, un figlio in arrivo e la volontà, antica, di proteggere la propria famiglia. È una visione nobile della vita e dell’Uomo, ma non credi che ai giorni nostri sia un po’ utopica?

Beh, per quanto complesso, credo che stiamo parlando di un’esigenza ancestrale degli esseri umani in quanto mammiferi. Gli stravolgimenti socio-culturali, purtroppo o per fortuna, non riusciranno in nessun modo a distruggere le basi della nostra essenza animale. È il concetto di famiglia che forse può mutare, ma non la necessità di proteggere la trasmissione dei propri geni.

Durante le riprese del film. © Gianluca Sportelli

© Gianluca Sportelli

Da giovane filmaker sei abituato ad auto-produrre i tuoi lavori. La domanda che segue è retorica ma d’obbligo. Come si lavora in Italia e quali sono i problemi maggiori che, nella tua esperienza, hai dovuto affrontare e risolvere?
La mia forza di volontà. Non è retorica, è l’unica cosa che ci blocca ad arrivare a risultati impensabili. Io sono un tipo che si annoia a telefonare alle persone, a rompere le palle, a chiedere favori, a correre a destra e sinistra, a spingere il carro in salita. Ma con questo film ho imparato a farlo, ed è l’unico blocco che ti separa dalla riuscita del tuo progetto. Un sacco di volte mi sono svegliato con la frase «ma chi me lo fa fare, tanto che cambia…» Capita a tutti di pensarlo. Ma poi fai una doccia, focalizzi il tuo obiettivo, ti fai prendere dalla passione e capisci che, o sei nato leone o sei nato gazzella, devi comunque iniziare a correre.
Riguardo specificatamente all’Italia, invece, l’unico problema è che viviamo in un Paese profondamente conformista, dove avere una personalità è un disvalore. Tutta l’educazione scolastica è fondata su questo concetto. Vi siete mai chiesti perché alcuni secchioni al Liceo prendono voti altissimi e poi nel mondo professionale non funzionano? All’estero si stimolano le persone a pensare out of the box, fuori dal comune, e non per filantropia ma perché questo genera ricchezza. Per il resto, l’Italia è un grande Paese, molto più di quanto crediamo.

L'attrice rumena Anna Ularu durante una pausa dalle riprese. © Anna Kalcheva

L’attrice rumena Anna Ularu sul set di Index Zero. © Anna Kalcheva

Qual è il tuo Indice di sostenibilità?
Uno striminzito ma borghesissimo +4. Se solo facessi un po’ più sport…

Il regista e parte del cast durante una pausa sul set. © Gianluca Sportelli

© Gianluca Sportelli

Prima dei titoli di coda, concludi per noi questa frase: «E vissero tutti…»?
Felici e scontenti.

Il regista Lorenzo Sportiello

Il regista Lorenzo Sportiello

INDEX ZERO
Prima Ufficiale
24 ottobre * ore 20.00 * Sala Petrassi (Auditorium)
Repliche
25 ottobre * ore 15.30 * Cinema Barberini
25 ottobre * ore 18.00 * Teatro Studio (Auditorium)

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