STREET ART FESTIVAL
*SUBSIDENZE

by Redazione DATE*HUB

Street Art a Ravenna

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Dall’1 al 7 settembre a Ravenna si svolgerà “Subsidenze”, primo festival della street art in città, promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili con l’associazione culturale Indastria, in collaborazione con numerose istituzioni e realtà cittadine. L’evento fa parte del calendario Prove Tecniche 2019.
L’associazione Indastria legge la street art come una forma d’arte che porta alla riqualificazione urbana di determinate aree, fruibile a tutti nella sua immediatezza, senza la mediazione di un museo. Ha chiamato sette artisti (in calce i loro curriculum) che utilizzano tecniche pittoriche differenti e che realizzeranno le loro opere su muri messi a disposizione da soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di creare un mosaico costituito da tante immagini diverse che racchiudono la visione di ognuno sulla realtà, l’aspetto che più lo colpisce. I muri sui quali si lavorerà sono quelli dell’Iti (via Cassino, angolo via Sighinolfi) dell’ufficio decentrato di viale Berlinguer (muro su via Punta Stilo), di via Oberdan e di viale Randi (civico 90). Inoltre sarà realizzata un’opera dedicata a Dante presso i chiostri della biblioteca Oriani, sono previste mostre, incontri con artisti, dj set, concerti, esibizioni di parkour e altro ancora. Nell’ambito del festival sarà anche ridipinto il sottopasso della stazione con i murales dei partecipanti a un concorso bandito dal Comune.

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“Grazie al lavoro dell’associazione Indastria – ha dichiarato l’assessore alle Politiche giovanili Valentina Morigi – siamo riusciti a contattare artisti di fama internazionale, abituati a lavorare per grandi commesse. Interpretando lo spirito della manifestazione e del lavoro che l’assessorato svolge da 15 anni per promuovere la street art hanno accettato di venire a Ravenna a fronte di un piccolo rimborso spese. Il che ci consente di realizzare tutto il festival con una 5.500 euro. Lo dico per ringraziarli e per chiarire al consigliere di Forza Italia Maurizio Bucci che non stiamo parlando della spesa per i murales del sottopasso della stazione, ma della spesa dell’intera settimana di festival.

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Venendo ai nuovi murales del sottopasso della stazione, mi piace definirli come un piccolo ma molto significativo evento nell’evento. Al nostro bando hanno aderito artisti e ragazzi di Ferrara, Bologna, Venezia, Rimini e Cesena, studenti del liceo artistico di Forlì, studenti universitari sardi residenti a Bologna e persino un bambino di 9 anni di Ravenna. Sarà un piacere vederli colorare e ridare vita al nostro sottopasso, dimostrando che l’arte e la cultura sono tali solo se sono partecipate e contribuiscono a far crescere la comunità”.

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IL PROGRAMMA
Lunedì 1 Settembre 2014
Arrivo degli artisti, inizio realizzazione muri del festival e sottopasso della stazione.

Giovedì 4 Settembre 2014
Ore 17:00 inaugurazione dell’opera di No Curves dedicata a Dante presso chiostri della Biblioteca Oriani Via Corrado Ricci 26.
Ore 18.00 inaugurazione mostra di Giò Pistone “Is animas”, a cura di Antonella Perazza, presso Galleria Mirada via Mazzini 83. La mostra sarà visibile dal 4 al 20 settembre con i seguenti orari:
mercoledì dalle ore 10 alle ore 13 e dal venerdì alla domenica dalle ore 15 alle ore 19. www.mirada.it

Venerdì 5 Settembre 2014
Ore 18:30 Incontro con artisti, dibattito con Claudio Musso, Davide Rossillo e Elettra Stamboulis, moderatore Francesco Farabegoli, video-proiezione di filmati sulla street-art presso il Planetario via Santi Baldini 4/A

Sabato 6 Settembre 2014
Ore 16:00 Inaugurazione collettiva delle opere degli artisti invitati e serigrafia live di Serimal, a cura di Marco Miccoli, presso Bonobolabo via Centofanti 79.

La mostra sarà visibile dal 6 al 19 settembre con i seguenti orari: domenica 7 settembre dalle ore 14 alle ore 18 e  mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle ore 16 alle ore 19,30 – www.bonobolabo.com

 Domenica 7 Settembre 2014
Ore 18.00 inaugurazione sottopasso della stazione con dimostrazioni artistiche di: djset  a cura di Urban ResistDance di Bologna,  di Parkour a cura di Shine e con concerti a cura di CISIM: (Lato Oscuro Foundation), Sammy Boy e Henry Sharra (Commando Nuova Era) e CisimLab

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MANIFESTO

Il graffito è un’iscrizione calligrafica eseguita su pietra, metallo, o superfici simili, che adempie al ruolo di comunicazione concettuale sotto forma di pittura astratta e simbolica.
I primi interventi pittorici effettuati dall’uomo sull’ambiente sono databili 4200 anni a.C., ne sono un esempio gli oltre 5000 graffiti di Alta, sito archeologico nello stato norvegese di Finmark.
Se quel che brucia non ritorna, le tele di pietra sopravvivono.
Impongono una traccia indelebile del nostro passaggio sul tessuto urbano, ne modificano i connotati e si sottopongono a diversi piani di lettura.
Persuasi dal digitale a discostarci dall’outfit del presente, sottovalutiamo e temiamo ancora chi armato di pennello traccia la linea sulle figure architettoniche preesistenti.
La brutalità del gesto è avvolta nella gentilezza dei tratti delle immagini simboliche votate all’illustrazione.
Sono stati scelti per il nostro festival 7 artisti che utilizzano tecniche pittoriche differenti ma che possiedono una certa affinità cromatica. Il tema del festival non è stato loro rivelato nel tentativo di lasciare più spazio possibile all’espressività dei writers che verranno condotti nei sottopassaggi della stazione. Un chiaro segnale di come in qualche maniera si interpreti  un certo ruolo nell’ambito della nostra città. Il graffito nasce nelle caverne e li tornerà dal 1 al 7 settembre a Ravenna. Lasciando carta bianca sul tema delle opere, il Festival Subsidenze si aspetta di creare un mosaico costituito da tante immagini diverse che racchiudono la visione di ognuno sulla realtà, l’aspetto che più lo colpisce: questo è il nucleo della subsidenza.

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ARTISTI

No Curves • www.nocurves.ws

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“Il nastro adesivo è la materia, le forbici sono lo strumento, il taglio è il gesto. NO CURVES è lo pseudonimo dietro cui cela un artista internazionale specializzato nella tape-art, ovvero l’arte di disegnare con il nastro adesivo: un prodotto utilizzato in prevalenza come materiale da lavoro, diviene nelle mani del creativo uno straordinario elemento artistico e uno strumento per poter indagare nuove frontiere pittoriche , creando un immaginario futuristico fatto da linee spezzate e angoli che rimanda alle grafiche futuristiche e al mondo digitale.

Millo • www.millo.biz

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Millo nasce a Mesagne BR, nel 1979. Dopo gli studi in Architettura porta avanti una personale ricerca estetica nel campo della pittura, concentrandosi sul rapporto tra lo spazio e l’individuo muovendosi dalla micro alla macroscala. Riceve diversi premi e riconoscimenti in ambito nazionale tra cui il Premio Celeste. Partecipa a numerosi eventi di street art italiana: Pop up  (Ancona), Urban Area e Crack!  (Roma), Lumen (Salerno), Visione Periferica (Teramo), Il futuro nelle tue mani (Bra), Memorie Urbane (Gaeta). Roma ospita due delle sue mostre personali “Nell’aria c’è un mondo invisibile” nel 2011 e “Missing”  nel 2012.

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Nel frattempo le sue opere sono esposte a Milano, Bologna, Firenze, Parigi e Lussemburgo. Nel 2013 Millo è a Londra dove dipinge diversi muri sulle strade di Shoreditch  ed è ospitato con la sua personale dal titolo ”Clumsy” alla Hoxton Gallery che, nel mese di dicembre, ospiterà anche “Nero”, una mostra di 30 lavori ogniuno dei quali realizzati a quattro mani con il giovane talento Benjamin Murphy. Diversi media nazionali ed internazionali si sono interessati al suo percorso, Ziguline, Dude Magazine, Rooms Magazine, Wanderland magazine.

Zed1 • www.zed1.it

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Zed1 è uno street artist, nel significato più genuino del termine, da più di vent’anni. Tramite un costante e variegato sviluppo della tecnica, il suo stile si evolve conseguentemente alla sua attività di writer, che lo porta a dipingere treni, muri e superfici di ogni tipo. Seguendo la sua predilezione per il figurativo, arriva a creare un mondo di burattini umanoidi, che, nella loro apparente asetticità, interagiscono con la realtà che li circonda, evolvendosi tanto nello spazio quanto nel tempo ( come nel recente ‘Second Skin’). Zed1 si muove , attraverso una una raffinata danza di forme e colori, in un surrealismo postmoderno, che anche nei suoi tratti più irrazionali rimanda a una lucida consapevolezza, a volte malinconica, a volte terribilmente ironica.

SeaCreative • www.seacreative.net

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Fabrizio Sarti nasce nel 1977 a Varese, dove dai primi anni Novanta comincia ad esprimere la sua creatività sui muri di varie città facendosi conoscere nel mondo del writing come Sea. Con il passaggio ad una maggior maturità artistica, Sea rimane affascinato dalle opere di Barry McGee e Phil Frost abbandonando così l’utilizzo di bombolette spray sostituendole con pennelli e colori acrilici. Muta anche il tratto che diventa più grafico, influenzato dagli studi di graphic design  e dalle esperienze lavorative in varie agenzie di pubblicità e studi grafici. Nel 2000 un altro passo per la sua maturazione prende forma con il progetto Sea Creative, dove le esperienze maturate in strada, sono trasposte su supporti più tradizionali, utilizzando vari materiali come smalti, acrilici e inchiostri. Oltre alla realizzazione di varie mostre e live performance in giro per l’Italia e all’estero, dal 2003 collabora con varie aziende che spaziano dallo street wear, al design. Nel 2006 l’artista partecipa con le sue opere alla fortunata collettiva di street artists taliani “Street art sweet art” al Padiglione d’Arte Contemporanea (P.A.C.) di Milano dove, grazie alla grande affluenza di visitatori, si fa conoscere anche al grande pubblico. Oggi, oltre ai circuiti espositivi convenzionali, Sea Creative dipinge e “espone” i suoi personaggi nelle aree industriali abbandonate, in un progetto artistico, dove la street art si allontana dalla strada, dai muri delle città, per fondersi invece con l’archeologia industriale, con quei luoghi pieni di storia, che emozionano solo ad entrarvi. Un artista con un suo stile ben definito: lineare ma attento ai particolari di un universo caotico in un mondo di personaggi grotteschi che incuriosiscono lo spettatore. Uno stile che esula dalla vera rappresentazione figurativa per allargarsi all’esperimento grafico/cromatico. Soggetti che emergono da fondi a volte piatti a volte pieni di parole dove le lettere smettono di avere la loro funzione comunicativa e diventano elementi decorativi. Un microcosmo di personaggi che non appartengono a nessuna città, a nessuno specifico panorama urbano; volti con espressioni stupite, attonite, assenti che appartengono solo alla mente dell’artista che rielabora esempi provenienti dal mondo reale lasciando allo spettatore varie chiavi di lettura interpretativa. SeaCreative oggi vive e lavora tra Milano e Varese, continuando la sua produzione artistica con mostre nazionali e internazionali e collaborazioni nei più svariati ambiti creativi.

Hope & Gig • hope-gig.blogspot.it

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Hope (1982) e Gig (1982) sono due artisti italiani. Attraverso una stretta collaborazione artistica, il duo ha sviluppato un linguaggio comune che assorbe le caratteristiche delle ricerche personali di ciascuno, dando vita ad una produzione caratterizzata dall’essere fortemente simbolica, talvolta surreale, in cui trapela l’amore per ogni elemento naturale, da quelli propriamente terrestri, le rocce, i vegetali, gli animali, fino allo spazio cosmico. Il tratto altamente dettagliato e minuzioso, costituito attraverso piccole pennellate di colore, sviluppa una trama visiva assolutamente realistica. A supporto di questa precisa scelta troviamo una soluzione cromatica che si affida unicamente al bianco ed al nero come unici interlocutori visivi.

DissensoCognitivo • www.dissensocognitivo.it

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DissensoCognitivo è un progetto di Street Art che indaga un domani remoto e oscuro, dove non c’è più traccia dell’Uomo ma solo dei suoi errori. Un futuro che potrebbe non essere così lontano. Le figure inquadrate in questo ciclo di graffiti hanno sembianze distorte, meccanizzate, implementate da modificazioni abnormi. Sono approssimazioni di forme viventi, esseri ormai adattati a un ambiente ostile dove le barriere tra organico e artificiale sono definitivamente crollate, in un contesto in cui la tecnologia satura l’ambiente e rende malleabile la realtà.

 Gio Pistone • www.giopistone.it

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Gio Pistone è nata a Roma ed ha girato l’Europa fino ai 25 anni assieme alla “Sindrome del Topo” gruppo di propagatori del sogno lucido, costruttori e inventori di strutture giocose con cui ha costruito un Labirinto mutante a Mostar in Bosnia Erzegovina. Poi torna a Roma con l’intento di fermarsi nella sua amata città e di viaggiare di più con la mente. Ci riesce con il collettivo SerpeinSeno, gruppo di disegnatrici finalmente comodamente sedute. Lasciato il gruppo, parte per un nuovo capitolo di viaggio finalmente sola. Le sue figure di fantasia ,stilizzate e pulite, sono a limite dell’astratto, hanno occhi, mani e gambe ma sembra che siano pronte a perderli ed a lasciare presto questa dimensione per esplorarne altre. Lavora dipingendo su muro, carta, legno, ferro e tutto cio’ che di interessante trova per strada. Ha lavorato per pubblicità, giornali e riviste (Drome Magazine, Liberazione, Illustrati – Logos, l’Unità, Corriere della Sera – io-Donna, Accattone, Dopress Books-China, Lucha Libre, STRA, Monsa Publications, Barcellona) e partecipato a mostre in Italia e oltre (presso il Museo MADRE di Napoli e l’Auditorium di Roma, Mondopop – Roma, Mostar – Abrasevic Mladima – Bosnia Erzegovina, TrueHateArt la Rochelle – Bordeaux, MF Gallery – Genova, MF Gallery New York, Cell63 – Berlin, Bologna – Spazio Barnum, Milano – Studio d’Ars).Partecipato a Festival come Scala Mercalli, Pop-up, Fra-Festival, MURo, Art in Progress, Crack, Ratatà.

Bonobolabo, Via Centofanti 79 • Nato come negozio dedicato alla vendita di skateboards e ad esposizioni artistiche è in breve tempo diventato importante punto di riferimento per la promozione di giovani artisti. Un luogo dove le nuove forme d’arte e di comunicazione hanno la possibilità di essere esposte e raggiungere il pubblico. Bonobolabo si è caratterizzato da subito come spazio collettivo che permette agli artisti di raggiungere la collettività in modo più libero da vincoli, rispetto a quello di una tradizionale galleria d’arte.

Galleria Mirada, Via Mazzini 83 • Mirada significa sguardo in spagnolo: risuona in questa parola la radice latina di miror, che significa anche stupirsi. I latini sul guardare erano maestri: avevano ben cinque verbi diversi per descrivere l’atto di vedere. Mirada vuole proporre sguardi, sensibilità visiva, immaginerie.

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