DATE*HUB TRIPPIN’
*LA SPIAGGIA DEL PERSICO

by Triste©

«Scalinatèlla longa, longa, longa…»

Socrate diceva: «io so di non sapere». E il problema aggiungo io, è quando invece sai.

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Sai che ad esempio, nelle calde giornate afose di Agosto, non c’è niente di più bello di camminare per un paio d’ore, discendendo delle mulattiere ricavate sul fianco di una collina che si tuffa nel mare più bello che si possa immaginare. Senza dubbio quello con più storia del mondo: il Mediterraneo.
Lo fa a modo proprio, con orgoglio, fierezza e riservatezza, caratteristiche comuni alla gente che è nata e vissuta in quella terra benedetta dal destino. O anche no, come nel caso del cartografo Luigi Garavoglia che, nel 1888, cadendo dallo Scoglio Ferale, perse la vita.

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Una discesa verso il mare che premia solo i più tenaci, i bimbi di 10 anni coi nonni di 70 che la fanno per gioco tutti i giorni e quelli come noi quando vengono inseguiti da uno sciame di api mentre risalgono i ben 2000 scalini.
Ve lo giuro, io stavo davanti e vi posso raccontare la scena: uno scatto felino alla George Weah che anziché finire con un «Tutto Bene?» come in un famoso spot pubblicitario, si trasforma in una rivisitazione piuttosto personale del grido di Tardelli dopo il gol del 3 a 0 nella finale di Coppa del Mondo del 1982. Insomma, vista da davanti (al sicuro quindi), una scena splendida.

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Ma per quale motivo al mondo una persona dovrebbe mai farsi 2000 scalini sotto il sole cocente e l’aria afosa di Agosto? E soprattutto come mai ne sto parlando come se fosse una cosa splendida da fare? È per i Saraghi.
Quelli che ti trovi di fronte quando ti immergi nelle acque cristalline della spiaggia del persico. La pace che si può trovare solo in una spiaggia poco invitante per chi al mare vuole essere comodo. Una spiaggia che premia quelli che amano il sale.

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E poi, soprattutto perché siamo TRISTI©, amanti di un mondo che è in continuo tramonto (o sunset come meglio preferite) e la storia, la fierezza e la semplicità di questi posti mi fa riavvicinare al mio mondo. Quello che conosco.

Ed è questo il problema. Il problema è che io lo so, e quest’anno non sarò in grado di esserci, causa: cause di forza maggiore (perdonatemi l’allitterazione). Quindi voi, voi che potete, fatelo, non ve ne pentirete.

PS: per accompagnare la vostra discesa/risalita, abbiamo pensato di regalarvi una playlist da ascoltare durante il viaggio. Buona camminata.