DATE*HUB TRIPPIN’
*LECCE

by Silvia Umelesi

Rotolando verso Sud.

4.Dove-divertirsiUna delle più elementari leggi della fisica d’Agosto stabilisce che, alla popolazione italiana di età compresa tra i 17 e i 60 in attesa ai gates di partenza per Ibizia e Formentera, esiste una forza uguale e contraria di turisti stranieri che invade il nostro ridente Paese per godere delle sue bellezze.
Mossa da una sferzata di italico orgoglio, ho deciso di remare controcorrente, pubblicizzando una meta turistica nostrana nella speranza di convertire al dietrofront il numero più alto possibile di compatrioti d’esportazione.
Il Salento è a mio avviso un pianeta a sé stante ricco di fascino, una Mecca Made in South in cui tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero perdersi vagando dall’entroterra contadino, tra ulivi secolari e vigneti di Negramaro e Primitivo, alle coste frastagliate dell’Adriatico e a quelle sabbiose dello Ionio.
Se il vostro pensiero corre in automatico verso Gallipoli, neanche a dirlo la “Ibiza d’Italia”, risalite la cartina di almeno 36 chilometri: Lecce, capitale del Barocco, è un concentrato di storia, cultura e tradizioni che può regalarvi la vacanza ideale al di sopra delle aspettative.
Per essere più precisa mi sono affidata ai consigli di chi, in questa città, c’è nato e cresciuto.

*COSA VISITARE*
Resettate le noiose lezioni di storia dell’arte sul Barocco: coglierne la bellezza dal vivo è mille volte più efficace.
Punto focale della cittadina è il centro storico circondato dalle mura del castello Carlo V a cui si accede da tre varchi principali: Porta San Biagio, Porta Napoli e Porta Rudiae.
Da qui si snodano una miriade di stradine incastonate di meraviglie architettoniche: il municipio Palazzo Carafa e quello della provincia Palazzo dei Celestini, la basilica di Santa Croce (simbolo per eccellenza del Barocco salentino), il Duomo a due facciate con il suo campanile a piani decrescenti, l’anfiteatro romano, piazza Sant’Oronzo, la Villa della Lupa e il teatro Paisiello.
Da non tralasciare il museo Sigismondo Castromediano, nel quale sono conservati resti delle popolazioni etrusche, messapiche e bizantine che abitarono la penisola salentina.

2.Cosa-visitare

*DOVE MANGIARE*
Tra botteghe artigiane in cui viene lavorata la tipica pietra leccese e la cartapesta, spuntano bistrot in cui rifocillarsi con ottimi bocconcini locali (rustico leccese e puccia a volontà) e un calice di ottimo vino. Tra gli altri il Vinagre, il Joyce, il Ristoro Dei Templari, la Trattoria Fiori di Zucca e la Vecchia Osteria.
Per il vero turista che non teme l’approccio street-style, è d’obbligo un pasto veloce nei tipici baracchini, praticamente delle macellerie ambulanti, camioncini street-food dove degustare dei panini con vasta scelta di prodotti a km 0 dalle fettine di carne di cavaddhru alla salsiccia con rucola e peperoni: esplosioni di gusto!

2.Dove-Mangiare

*DOVE DIVERTIRSI*
Imbarazzo della scelta. Porta San Biagio e piazza Santa Chiara sono i punti di riferimento per la movida cittadina. Capatina all’ALIBI, dove degustare ottimi cocktails al ritmo di una house music selezionatissima.
Spostandosi verso la costa adriatica, il litorale è pieno di lidi beach\bar dove si susseguono occasioni festose e ottimi aperitivi. Se volete gustare piatti a base di ricci e frutti di mare fermatevi al QUINTERO, per poi proseguire la serata in locali sulla spiaggia come il BONAVENTURA il sabato o il CHICALINDA la domenica… vi sembrerà di essere ai Caraibi!

1.Must-Do

*MUST TO DO*
1) Camminare tra i vicoli della città e chiedere indicazioni a qualche vecchio mesciu.
2) Bere litri di caffè con ghiaccio e latte di mandorle.
3) Entrare nel mood popolare: proprio ad Agosto, nella cittadina di Melpignano, si tiene la Notte della Taranta, l’importante festival della musica salentina. A Lecce le serate estive sono movimentate da esibizioni di tango o canti popolari (impossibile non incantarsi davanti alla pizzica proposta dal chiringuito Barroccio).
4) Lasciare a casa il superfluo e portare con voi solo una dose di easy-going attitude to life. Consiglio per i più avventurosi: in caso vi perdiate tra masserie e fichi d’india, affidatevi con rassegnazione ai cartelli stradali recanti la dicitura “tutte le direzioni”, un modo amato dai salentini per togliersi dagli impicci.

Un ringraziamento particolare ad Alessandro e Aida, i miei ciceroni.