FESTIVAL
*FUOCHI FATUI 2014 • MUSICA

by Redazione DATE*HUB

Feltre balla con il festival Fuochi Fatui

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Ritorna il festival Fuochi Fatui e DATE*HUB è di nuovo in prima linea per promuovere questa clamorosa tre giorni fatta di illustrazioneartemusicavideo arte e workshop! La kermesse di video-animazione e musica, votata allavalorizzazione del contesto storico urbano del piccolo borgo medievale come palco di eccellenza per la sensibilizzazione alle arti, giunge alla terza edizione e rilancia con nuovi ambiziosi progetti.

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Riscoperta del tessuto urbano come luogo di socialità, valorizzazione dell’identità storica della città di Feltre, legame con il contesto naturalistico in cui il Castello di Alboino è incastonato, spazio alla sperimentazione artistica. La terza edizione del Fuochi Fatui Festival nasce e prende forma attorno a queste tematiche.
Il programma musicale attingerà, come da tradizione, alla scena indipendente italiana e internazionale, mentre è affidato alla sensibilità artistica degli illustratori coinvolti in questa edizione 2014 il compito di dare forma a riflessioni legate al tema della follia, per dare voce e contributo al dibattito in corso sulla riqualificazioni degli spazi che un tempo ospitavano l’ex ospedale psichiatrico della città.
Una tre giorni dedicata alla sperimentazione artistica in contesto urbano e alla valorizzazione, attraverso moderne declinazioni, di figure e peculiarità storico sociali della cittadina. Accanto al form ormai riconosciuto e apprezzato la compresenza di musica e video-animazione, tra e sulle mura del Castello, sono in programma quest’anno altre prestigiose collaborazioni.

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Fuochi Fatui
4-5-6 Settembre 2014
Feltre (BL)
WEB* fuochifatuifestival.it

Ecco a voi la lista e le biografie dei musicisti coinvolti in questa edizione!

Bob Corn * folk/songwriter
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Un sound suggestivo e parole che arrivano al cuore. Questi è Bob Corn, l’uomo con la chitarra. S. Martino Spino è una frazione di Mirandola, comune del modenese immerso nel verde e luogo di nascita (nel 1968) di Tiziano ‘Tizio’ Sgarbi in arte Bob Corn. Nonostante la dimensione rurale in cui cresce, il ragazzo individua subito nel mondo della musica la strada da intraprendere, inizialmente dietro le quinte come organizzatore di show, festi- val e tour per band emergenti, e poi come discografico indipendente con l’etichetta Fooltribe, che negli anni successivi scopre e lancia diversi artisti. Ma il ruolo di addetto ai lavori apprezzato e rispettato non basta a Sgarbi, che presto sente l’esigenza di comporre personalmente la propria musica. I suoi primi scritti e componimenti risalgono al 2001 ed è proprio in quel periodo che nasce Bob Corn, l’alter ego che soddisfa le sue urgenze creative, mentre il più regolare Tiziano continua a rivestire le funzioni di sempre. Con la sua inseparabile chitarra acustica e i suoi testi sull’amore e sulle persone, Bob inizia ad esibirsi in giro per l’Italia dividendo il palco con gruppi quotati come One Dimensional Man e Xiu Xiu. Nel 2003 l’artista incide su disco quello che lui stesso definisce ‘sad punk’ anche se di punk ha davvero poco. Nasce così “Sad Punk And Pasta For Breakfast”, un album genuino e puro in cui voce e chitarra emozionano in modo spontaneo e diretto, con echi non troppo lontani di Will Oldham ma anche di Damien Jurado e Devendra Banhart. Dopo molti concerti, anche all’estero, Bob Corn torna in studio di registrazione per “Songs From The Spiders House” (2006), che riprende il discorso introdotto dal primo disco e lo sviluppa con pezzi folk buco- lici e brani country, parole semplici che si muovono su una chitarra pizzicata con maestria.

Yakamoto Kotzuga * eletronic/post-dupsteb/abstract
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Giacomo Mazzucato, classe ‘94, è un ragazzo di Venezia. Melodie rarefatte, beat avvolgenti, frequenze calde chitarristiche nei freddi meandri di un’elettro- nica viscerale fatta di progressioni mozzafiato ed improvvise esplosioni.Sebbene giovane ha già all’attivo due EP di assoluto rispetto, una produzione per Ghemon e svariate collaborazioni di cui forse vale la pena nominare la scelta della sua “Your Smell” come colonna sonora per un reportage di Vogue alla Fashion Week di Parigi.Se proprio lo dovessimo posizionare da qualche parte nello sterminato universo musicale, Yakamoto Kotzuga starebbe esattamente tra gli XX e XXYYXX (e detta così, se non li conosci, ti può sembrare un nonsense che ha a che fare con i cromosomi). Attualmente, sotto l’ala de La Tempesta, sta lavorando al suo album di debutto, anticipato dal singolo “All These Things I Used To Have”.

Stev * music for daydreaming
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Nato e cresciuto in una città sul mare, affascinato dalla natura e con una forte indole da sognato- re, Stèv compone musica che unisce emozioni ed influenze differenti, indagando le svariate sfac- cettature tra strumentale ed elettronica, cogliendo ispirazione praticamente da ogni cosa.
Polistrumentista e produttore, costantemente impegnato ad affinare le sue abilit‡ musicali, ha anche studiato come tecnico del suono per consolidare le sue conoscenze tecniche a livello profes- sionale, attratto non solo da melodie ed armonie ma anche dal suono e dalla sua manipolazione (spesso va in giro con un registratore portatile alla ricerca di rumori da integrare nei suoi lavori). Quello che ne deriva sono brani che uniscono strumenti musicali, strumentazione analogica / di- gitale, percussioni fatte in casa e field recordings ad un’intricata programmazione elettronica, oscillando tra future sounds e minimalismo strumentale.
Oltre al suo lavoro in studio, Stèv offre un live che combina un variegato setup di strumenti musi- cali e live electronics suonando, editando e sovrapponendo tutto direttamente di fronte al pubbli- co utilizzando una loop station ed altri stratagemmi di live looping.

Three Lakes & the Flatland Eagles * folk/songwriting
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War Tales è il disco che sancisce il passaggio dalla dimensione acustica di ThreeLakes ad un impatto più maturo e completo senza sacrificare la dimensione intima e personale di Luca Righi, grazie anche al supporto di quei “musicisti amici” che prendono il nome di The Flatland Eagles: Andrea Sologni (Gazebo Penguins e produttore di War Tales), Raffaele Marchetti, Lorenzo Catta- lani, Marco Chiussi e Paolo Polacchini (Three in One Gentleman Suit).
Contribuiscono inoltre all’album: Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò), Francesca Amati (Coma- neci, Amycanbe), Capra (Gazebo Penguins) e Luciano Ermondi (Tempelhof).War Tales racconta le mille sfumature di chi le guerre le fa e di chi le subisce. Fotografie di guerra. War Tales racconta della luce e del buio. Dove puoi nasconderti ma dove poi rischi di non trovarti più. Questo disco è inevitabilmente ispirato ai racconti di un nonno, quell’accordion player che scappò dai tedeschi con fisarmonica in spalla, tanto affascinante quanto atroce, soprattutto in riferimento ad una ge- nerazione che protesta per guerre lontane e lascia scomparire i piccoli conflitti quotidiani. Con War Tales, ThreeLakes vuole essere quel nonno che racconta la guerra quotidiana, affascinante nella sua atrocità.

C+C=Maxigross * psychedelic
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L’avventura del collettivo psichedelico C+C=Maxigross è iniziata nel 2009 quando la banda deci- se di registrare nella loro casa di montagna un pugno di canzoni composte in compagnia, durante serata passate tra amici davanti al camino o a spasso per i boschi della Lessinia. Non si aspet- tavano minimamente che, dall’uscita dell’EP Singar (Vaggimal/42Records, 2011), il loro nome sa- rebbe rimbalzato di blog in blog, di rivista in rivista, portandoli a girare l’Italia da Bolzano alla Sicilia, a vincere Arezzo Wave 2012 e facendoli infine atterrare negli Stati Uniti per un minitour, che comprendeva una tappa nel prestigioso CMJ Music Festival di New York. In questi due anni pienissimi la banda è salita sul furgoncino bianco comprato a fatica con tante tante rate, ha suo- nato ovunque senza sosta e ha conosciuto musicisti splendidi, ampliandosi a quintetto e rendendo imprevedibili i propri show, che partono da cosmiche armonie vocali e da atmosfere totalmente acustiche per arrivare a improvvisazioni elettriche lisergiche e dilatate.In più di 80 concerti in un anno e mezzo hanno condiviso il palco con Yann Tiersen, Matt Elliott/The Third Eye Foundation, Emeralds, Jennifer Gentle (feat. Verdena), IOSONOUNCANE, Grimoon, Samuel Katarro e King of The Opera, Honeybird & the Birdies e moltissimi altri.
A due anni da “Singar”, che in Cimbro (antichissima lingua morta della Lessinia) vuol dire sem- plicemente “cantare”, i C+C=Maxigross tornano con il loro primo vero album, “Ruvain”, che invece significa “rumoreggiare”. Le 14 canzoni che componogno “Ruvain” sono il risultato di una spremitura ottenuta nel corso di due anni di “neverending tour” (la band è stata impegnata in un lungo giro di concerti) affrontati con l’attitudine in costante evoluzione delle grandi live band degli anni ‘’60 e dei ‘70 come Grate- ful Dead e Neil Young & Crazy Horse. La base delle composizioni prende le mosse dalla musica corale e dalla coralità compositiva della band (tutti i membri della band cantano, compongono e suonano svariati strumenti), dalle lingueusate (Inglese, Italiano, Spagnolo e ovviamente Cimbro!) e trae linfa dallo spirito magico e misterioso delle loro poco conosciute montagne veronesi dove provano, compongono e registrano.

Non voglio che Clara * Pop/rock/songwriting
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Non voglio che Clara inizia a farsi notare nel 2004 grazie a “Hotel Tivoli”, esordio discografico sa- lutato da molta stampa di settore come miglior disco italiano dell’anno. Nel 2006 esce il secondo disco del gruppo, omonimo: un disco sul disincanto, sul non-amore, sulle angosce relazionali che finisce fra le nomination del premio Tenco.
Nel 2007 il gruppo pubblica un 7” contenente una rilettura di “Bene” di Francesco De Gregori e l’inedito ‘Non torneranno più’. Nel 2010 esce “Dei Cani”, terzo disco del gruppo. Prodotto da Fabio de Min e Giulio Ragno Favero, l’album viene accolto in maniera entusiastica da pubblico e critica. Dopo l’uscita di “Dei Cani” la formazione del gruppo cambia per tre quarti: assieme a Fabio de Min, fondatore del progetto e fino ad oggi autore unico delle composizioni del gruppo, arrivano Marcello Batelli, Martino Cuman e Igor de Paoli.
“L’amore fin che dura” è il titolo del nuovo disco, in uscita il 21 gennaio 2014 per Picicca / Sony, prodotto ancora con la collaborazione di Giulio Ragno Favero, che compare fra gli ospiti assieme Rodrigo d’Erasmo e Paola “Dilaila” Colombo. La band bellunese guidata da Fabio De Min, che insieme a Baustelle e Virginiana Miller ha se- gnato per prima il rinnovamento di certa sofisticata tradizione musicale italiana, parte in tour per presentare il nuovo atteso album “L’amore fin che dura”, anticipato dal singolo Le Mogli, in uscita per Picicca Dischi con distribuzione Sony il prossimo 21 gennaio. Un album caratterizzato da una bellezza algida ma dai suoni densi, dove ogni strumento e ogni soluzione stilistica sembrano mira- re verso un obiettivo preciso. Dieci brani, dieci storie disincantate di cui “Le mogli” è perfettamen- te compiuta rappresentante.

Go Dugong * eletronic/chill-step/Hip Hop instrumental
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Go Dugong è il progetto solista di Giulio Fonseca (ex Kobenhavn Store). Suoni che attraversano delicatezze chillstep, beat muscolari, profondità acquatiche e solide radici hip-hop. Dopo alcuni remix e brani pubblicati in free download, AMDISCS licenzia il suo primo EP, “White Sun”, chiac- chierato su decine di blog, webzine e radio da tutto il mondo. Inizia così un’attività live che lo porta a suonare al fianco di Sun Glitters, Holy Other, Slow Magic, XXYYXX, Giraffage, Blackbird Black- bird e Shigeto. Nell’estate del 2013 pubblica il suo primo 7” per l’etichetta portoghese LebensStras- se, che contiene il singolo “Carry a Flag”, realizzato in collaborazione con il duo italo-americano Life & Limb (ex Populous e MC Short Stories / Morr Music), e arricchito da un video realizzato dai ragazzi di Feel Good Lost (già al lavoro con Sigur Ròs, Passion Pit, Mmoths, etc.). Continua a collezionare applausi e numerose richieste di remix (tra i tanti, Fortune Howl, Slow Magic e Sun Glitters). A fine 2013, sempre sotto l’egida di LebensStrasse, pubblica un nuovo EP, in free downlo- ad, “WAS”. La release viene accolta positivamente, e tra i tanti apprezzamenti spiccano le pagine di XLR8R.

Demis * elettronica
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La prima fiamma si accende nel 1989 quando quindicenne rimane folgorato dall’ondata house, techno, garage e newbeat; la febbre negli anni non si placa e matura nei novanta il passaggio a piatti e mixer. L’interesse porta nel frattempo ad integrare gli ascolti con jazz, black music, industrial, new/no wave, classica, minimalismo, musiche tradizionali ed altri generi ancora, che si inseriscono cosi nei set piu’ eterogenei anche se il lato per la musica da ballo resta quello istintivamente dominan- te.
Negli anni duemila, alla tromba ed elettroniche, collabora e partecipa ai progetti Cupobeat ,Ent e Nodolby. Mai senza: Arthur Russell, T.Parrish & K.Dixon, jr Coil, Sun Ra, Miles Trane Cherry, S.Walker, Maurizio Basic, Channel, M.Feldman, Larry Levan, Ron Muzic, Box Hardy, BushGraceSade, Mr. Fingers, W. Basinski, Japanrock & Krautrock, Terre Thaemlitz e ancora e ancora.

Quasiviri * math metal/caypso – kraut/anthemic vocals
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Due italiani e un canadese, i Quasiviri, nati a Milano alla fine del 2006, fondono math-metal mo- nolitico con techno-calypsokraut robotica, brutalizzano il prog e inneggiano con cori solenni, inne- stando melodie trapanacervello su armonie nude e crude ma soprattutto distorte. Sono Roberto Rizzo, Chet Martino e André Arraiz-Rivas.
Chet al basso a 8 corde, fece parte degli indimenticati mathrockers Pin Pin Sugar (“Latex Duellos” 2003 Bar La Muerte / Megaplomb) e ha militato per dieci anni nei Ronin di Bruno Dorella (“Lem- ming” 2007 Ghost Records, “L’Ultimo Re” 2009 Ghost Records, “Fenice” 2012 Santeria). Roberto al synth, negli ultimi quindici anni ha suonato e cantato nella freak-rock band R.U.N.I. (“Il Cucchiaio Infernale” 2001 Wallace/ Bar La Muerte, “Ipercapnia in Capannone K” 2003 Wal- lace, “Fula Fula Fular” 2008 Wallace/Megaplomb, “RRRRUUUUNNNNIIII” 2010 Wallace/Bar La Muerte/Megaplomb).
André alla batteria, prima di trasferirsi a Milano, ha militato nella scena jazz contemporaneao a Toronto con il suo quintetto e nel progetto Breaking Sounds project capitanato da Robert Piilonen. In Italia ha suonato nei Satan Is My Brother (“A Forest Dark” 2011 Boring Machines) e porta avan- ti il suo quartetto Mondongo con Piero Bittolo Bon, Francesco Bigoni e Giacomo Papetti (“Tran- sparent Skin” 2010 Megaplomb).
Il loro album di debutto “The Mutant Affair” uscito a giugno 2009, coprodotto da Wallace Records e Megaplomb, è stato registrato allo Specktrum Studio di Zeccone (PV) e masterizzato da Giusep- pe Ielasi a Milano. Il successivo “Freak of Nature” esce nell’aprile 2012 con l’etichetta To Lose La Track a unirsi a Wal- lace Records e Megaplomb.
“Super Human” esce nel febbraio 2014 per Wallace Records, To Lose La Track, Bloody Sound Fucktory, HysM?, FalloDischi, Morte Records.

Be forest * dream pop/shoegaze
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Nella primavera del 2011 l’album di debutto, Cold, provoca un terremoto nella stampa musicale in Italia e estera. Le riviste specializzate iniziano a parlare di “Pesaro- scene” : città che ha dato i natali a band come i Soviet Soviet , Altro, Brothers in Law. Be Forest sono nati come trio: al chitar- rista Nicola Lampredi si sono aggiunti Erica Terenzi alla batteria e voce e Costanza Delle Rose al basso e voce. Per il secondo album Earthbeat alla band si aggiunge Lorenzo Badioli che si occupa della parte elettronica del nuovo sound del gruppo. Se con Cold il loro suono era caratterizzato da atmosfere dark, con Earthbeat il sole sembra sorto. Le melodie dei Be Forest hanno sempre avuto come caratteristica portante una luminosità sognante ma ora è possibile sentire un nuovo caldo. Un tocco soft tra 4AD e i più recenti XX nel sound dei Be Forest si sente una nuova e coinvolta vivacità. Non è una sorpresa che heartbeat registrato a Pesaro da Paolo Rocci allo studio Waves è stato completamente prodotto dalla stessa band.

Tempelhof * eletronic/ambient
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Tempelhof è un duo di musica elettronica italiano fondato nel 2007 da Luciano Ermondi e Paolo Mazzacani. E’ del 2009 l’ album di debutto “We were not there for the beginning, we won’t be there for the end” su Distraction Records, riceve recensioni entusiastiche dalla stampa musicale italia- na ed estera mettendo Tempelhof sulla buona strada. I loro sorprendenti spettacoli dal vivo sono una sorta di esperienza mistica, un superbo mix di musica e visuals trovato e curato dal miste- rioso artista noto come Sorry Boy. Nel 2012 iniziano un rapporto di registrazione ancora in corso con Hell Yeah Recordings. Attraverso il marchio italiano hanno pubblicato due EP, “Tu K” e “City Airport”, mentre alla fine di ottobre 2013 esce il loro secondo full lenght, acclamato dalla critica, “Frozen Dancers”. “Hoshi”, un nuovo album scritto e composto con il “padrino dell’Ambient italia- na” Gigi Masin, è previsto per l’inizio dell’estate 2014 Hell Yeah Rec, nonché un EP su Aficionado Recordings.

Madteo * elettronica
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Nato e cresciuto in una piccola città del Veneto, questo appassionato filosofo/produttore ha trova- to se stesso nelle vivaci strade del Queens per l’ultimo decennio (che non ha intenzione di lasciare). Vanta uscite equamente distribuite su Workshop, Trilogy Tapes, Hinge Finger, Sex Tapes, Meaku- sma, Morphine e Nuearth Kitchen,ama l’arte del crate digging ed il sound design.