D.A.T.E. REPORTER
*CANNES 2014

by D.A.T.E.

Yes D.A.T.E. Cannes!

Cartellone ufficiale

foto di Fabrizio Guida

Per un cinefilo andare al Festival di Cannes è come per un bambino entrare a Disneyland o per un appassionato di calcio assistere alla finale dei mondiali. All’inizio, però, c’è un problema: se non si è mai avuta l’occasione di partecipare ad un festival di grandi dimensioni, capire dove sia effettivamente possibile entrare con un misero badge studenti risulterà un po’ più complicato del previsto.

Red Carpetryan 1

La gerarchia era così organizzata:
Proiezioni al Grand Théâtre Lumière (ovvero le première dei film in concorso, con tanto di entrata dal red carpet): impossibile entrare/ non ce la farai mai/ sei solo un misero studente o un cinefilo/ dove credi di andare.
Soluzione: elemosinare degli inviti per le proiezioni ufficiali (in media almeno un’ora al giorno era dedicata a questa attività) cercando di far pena a qualche giornalista o professionista del settore con doppio biglietto.
Totale première viste con questo sistema: quattro (non male!).

Proiezioni alla Salle Débussy, dedicata esclusivamente ai film della sezione  Un Certain Regard: per entrare basta avere un badge, anche il più infimo (il mio, insomma).

Unico problema? Prima di te entrerà tutta la stampa, tutta la gente che lavora nei festival, tutti i professionisti del settore, le persone con gli inviti e infine tu, che dopo 4 ore di coda sotto il sole/pioggia/vento che nemmeno a Gardaland, ti ritrovi a dubitare fortemente di riuscire ad entrare.

Proiezioni del giorno dopo nei cinema periferici: alcune persone del settore avevano avvertito me e i miei compagni di avventura del fatto che con il nostro badge avremmo fatto fatica ad entrare alle proiezioni ufficiali. Proprio per permettere a tutti di guardare i film, però, sono previste delle proiezioni del giorno dopo in alcuni cinema dislocati nelle aree più periferiche della città. Il problema di questi luoghi alternativi era che non sembrava assolutamente di essere immersi nel Festival di Cannes ma piuttosto di ritrovarsi a far la coda nel piccolo cinema di provincia in un giorno qualunque. Un po’ una tristezza.

Tra i lati positivi, invece, c’è che Cannes ti monta la testa. Ad un tratto, quella barriera che generalmente divide il pubblico dalle star del cinema sembra come annullarsi e i registi e gli attori che da anni segui con religiosa devozione appaiono all’improvviso molto più raggiungibili. Capita di incrociarli soli mentre passeggiano per la Croisette o mentre aspettano qualcuno per un appuntamento importante nell’area del porto o più semplicemente, durante un assalto da parte dei paparazzi che li aspettano all’uscita del loro hotel o di un bar.

Inoltre, sapere di trovarsi nello stesso luogo in cui i più importanti critici e giornalisti cinematografici, oltre a direttori di festival e professionisti del settore, stanno guardando per la prima volta un film che poi dovranno giudicare fa un certo effetto. Sentirsi parte di questo è veramente magico.

Jim Sturgess

Jim Sturgess subito dopo la première di Lost River, opera prima di Ryan Gosling

Per chi non l’avesse ancora capito, i vincitori della 67° edizione del Festival di Cannes sono stati:
Palma d’oro: WINTER SLEEP – Nuri Bilge Ceylan
Grand Prix: LE MERAVIGLIE – Alice Rohrwacher
Miglior sceneggiatura: LEVIATHAN – Andrey Zvyaginstev and Oleg Negin
Miglior regista: Bennett Miller – FOXCATCHER
Miglior attore: Timothy Spall – MR. TURNER
Miglior attrice: Julianne Moore – MAPS TO THE STARS
Premio della giuria ex- æquo: MOMMY – Xavier Dolan ; ADIEU AU LANGAGE – Jean-Luc Godard
Palma d’oro per il Miglior Cortometraggio: LEIDI – Simón Mesa Soto
Cortometraggi – Menzione speciale ex-æquo: AÏSSA – Clément Trehin- Lahanne; JA VI ELSKER (Yes we love) – Hallvar Witzø
Caméra d’or: PARTY GIRL – Marie Amachoukeli, Claire Burger, Samuel Theis (Un Certain Regard) 

Purtroppo, molti dei film vincitori non sono riuscita a vederli (tra i film in concorso, la sezione Un Certain Regard e la Quinzaine des Réalisateurs, la scelta quotidiana era veramente ampia) e cercherò di recuperarli prossimamente. Posso dire, però, che nel mio palmarès il vincitore sarebbe stato assolutamente Mommy di Xavier Dolan perché è stato il più bel film che ho visto al festival e, a giudicare dai 15 minuti di applausi che si è guadagnato a fine proiezione, non devo essere l’unica a pensarla così! Inoltre, ancora faccio fatica a capire come un regista di soli 25 anni possa avere una tale sensibilità e un tale genio da riuscire a realizzare un film più bello dell’altro. Da vedere non appena uscirà in Italia.

collage Mommy

Didascalia: Io e alcune compagne di avventura con il protagonista di Mommy, Antoine-Olivier Pilon.

Sono molto felice per il Grand Prix della Giuria conferito ad Alice Rohrwacher (si tratta del primo premio vinto da una regista donna italiana) che ritengo una delle personalità più promettenti per il cinema nel nostro Paese, mentre non riesco proprio a capacitarmi di come Foxcatcher possa aver vinto il premio come miglior regia. Un film inutile, lungo e a tratti privo di sviluppo e logica.

Anche Incompresa di Asia Argento, l’altro film italiano nella sezione Un Certain Regard, è stata una piacevole scoperta, con un Gabriel Garko che fa morire dalle risate e una piccola protagonista (Giulia Salerno) molto a suo agio davanti alla telecamera.

Tobe Hooper

Nicolas Winding Refn

I registi Tobe Hooper e Nicolas Winding Refn in occasione della proiezione di Non aprite quella porta (1974).

Ma il festival non è fatto solo di film in concorso, red carpet, paparazzi e feste glamour. Durante tutta la settimana era possibile assistere anche a grandi classici del cinema, proiettati in varie sale lungo la Croisette o su un mega schermo sulla spiaggia; è così che mi è capitato di rivedere Pulp Fiction, in occasione del ventesimo anniversario dalla sua Palma d’oro, a pochi metri da Quentin Tarantino, Uma Thurman e John Travolta, visibilmente emozionati.

tarantino

foto sono di Fabrizio Guida

Cannes Plage
Uma e Quentin

Ed è proprio in queste occasioni, quando sopporti qualsiasi tipo di attesa, coda, levataccia o agente atmosferico pur di vedere un film e poi un altro e un altro ancora che capisci che il cinema è veramente un collante forte che accomuna moltissime persone. Arrivederci all’anno prossimo, yes we Cannes!