MUSICA
*DOUGLAS DARE

by Triste©

La Poesia che nasce nel Dorset

Tale padre, tale figlio.  No, non è una commedia del 1987 con l’allora famosissimo Kirk Cameron, ma piuttosto quello che avrebbero potuto pensare gli abitanti di Bridport, Dorset, un paesino di circa 13,000 anime in cui il padre di Douglas Dare era contadino.

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Invece no, la storia di DD nasce a 14 anni, quando ispirato dalla madre insegnante di pianoforte, capisce che la vita agreste non fa per lui e, influenzato probabilmente anche dal vivere a 20 metri di distanza da una leggenda vivente del rock inglese che a Bridport ci è nata (PJ Harvey), decide di iniziare la carriera da musicista.

Una carriera che, in modo singolare viene vissuta schizofrenicamente. Douglas infatti ci tiene a precisare che le sue canzoni nascono dalla volontà di evadere dalla realtàto whelm – e soprattutto che il processo creativo oltre ad avere una connotazione catartica, viene costantemente scisso in due: da una parte la creazione delle liriche, dall’altra la creazione delle musiche. Il fine ultimo è quello di creare due elementi che siano al contempo individualmente solidi e complementari.
Inutile precisare che tutto questo si nota a prima vista nelle sue canzoni.

C’è una tensione cosmica nelle composizioni di Whelm, a volte trova sfogo in un ispirato intermezzo di pianoforte, a volte in rime elettro-soul da manuale; sfiora la sensibilità di James Blake e la fiera maestria di Thom Yorke.

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Attuale e conseguentemente post-moderno, Douglas Dare non è certamente un’artista facile, ma è impossibile non restarne affascinati.

“Take in a breath and treasure the light, don’t let them see you. You’ve got nothing to prove”.

Whelm è il primo LP e contiene 10 brani da antologia: il dub-soul di Nile, la solenne Caroline, la creativa e ispirata Lungful e si chiude con la profonda Swim e la toccante London’s Rose, canzone che parla della metropolitana di Londra usata come rifugio dalle bombe durante la seconda guerra mondiale.

Un’opera prima talmente bella che ci verrebbe da scomodare alcuni mostri sacri, ma fortunatamente, ho imparato a controllare il mio entusiasmo.