FASHION
*AROMA30

by Modalità Demodè

Abiti caleidoscopio

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Aroma 30 nasce tra Roma e Londra dalla mente creativa di Michela Fasanella: dopo gli studi presso l’Accademia di Costume e Moda, un corso di Fashion Design and Marketing al Central Saint Martins College of Art and Design a Londra e la collaborazione con importanti brand del lusso italiano, la giovane stilista decide di dar vita e forma al suo immaginario privato.

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Creando abiti complessi e minimali allo stesso tempo, concentrandosi sui dettagli e sulla manualità delle lavorazioni, riducendo al massimo la palette di colori per esaltare le forme e le linee,  Michela ha presto attirato l’ attenzione della stampa specializzata, arrivando ad essere segnalata come nuovo talento da alcune importanti voci del web.
Basta osservare le foto per capire che ogni abito è il frutto di una ricerca, di uno studio sartoriale mixato con nuove soluzioni e tagli originali, di un amore per il tessuto che si presta a pieghe, drappeggi e volumi inaspettati.
Conosciamo Michela con qualche domanda.

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Hai studiato e lavorato tra Roma e Londra. Impressioni e differenze?
Le scuole di moda italiane sono più teoriche, mentre in Inghilterra l’approccio al design è più pratico: gli studenti sanno realizzare da soli la loro collezione e hanno più dimestichezza con le tendenze.
Il peso della differenza tra i due Paesi è forte quando si ha già un proprio marchio.
La burocrazia e il sistema di tassazione inglese sono molto più semplici mentre in Italia ogni passaggio è macchinoso, incomprensibile e costoso. Ma c’è un motivo per cui l’Italia è forte nel settore: la qualità della manifattura è unica ed il capitale umano è un vero valore.

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Come nasce un capo Aroma 30?
Il primo passo è la ricerca di immagini. È il mio momento preferito del processo creativo, serve a focalizzare l’immagine che voglio esprimere e a decifrare gli elementi che possono comporla. Dopo c’è la fase di design, la scelta dei tessuti e delle lavorazioni. Poi la modellista comincia a lavorare alla costruzione del cartamodello. L’ultima fase è la costruzione dei dettagli sul manichino e la manifattura completa.

Le tue ispirazioni: arte, musica, cinema..
Nell’arte adoro la solennità: Canova, Caravaggio, Schiele, Anselm Kiefer. La musica più ispirativa : Current 93, These New Puritans, Angelo Badalamenti. Per il cinema David Lynch, Federico Fellini, Lars Von Trier, Bertolucci. Ho un’ossessione per l’iconografia cristiana e la fotografia classica.

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Cosa ti emoziona?
I contrasti, l’equilibrio che si costruisce sull’imperfezione, la fragilità.

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Prima di fondare Aroma 30 hai lavorato presso Salvatore Ferragamo e Valentino. Quali sono i tuoi stilisti preferiti?
Principalmente Riccardo Tisci, il duo Chiuri-Piccioli (Valentino), Alber Elbaz (Lanvin).

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I tuoi luoghi.
Più che un posto un momento: la notte. Nelle ore notturne cambia la visione di tutte le cose.

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Posti/Locali preferiti.
A Londra vado al Cafè Oto a Dalston e al Jaguar Shoes a Shoreditch, nella zona est. Spietalfields Market e Camden passage Market per trovare oggetti e gioielli antichi, Savile Row per spiare i sarti che tagliano e imbastiscono completi da uomo, e la riva sud del Tamigi, dove ci sono delle costruzioni bellissime! A Roma aperitivo all’aperto in Piazza della Madonna dei Monti, quartiere dove ci sono anche negozi artigianali e laboratori; oppure al Cargo al Pigneto, di fronte al laboratorio orafo Iosseliani che merita una visita. I vicoli di Trastevere e le Chiese del centro storico sono un classico.

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Chi vorresti vestire?
Tilda Swinton, per via della sua femminilità androgina.

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Il talento di Michela si è concentrato in una sintesi concettuale per la collezione estate 2014 Sacral Technics. Linee asciutte e femminili con tessuti di fibra nobile affiancati a tessuti tecnici. Ispirazioni differenti come l’iconografia cristiana e gli elementi tribali convivono. Dettagli barocchi di chiese, natività cristiane e simboli voodoo, insieme alla simmetria dell’architettura berlinese e alla firma stilistica di architetti come Louis Kahn, Daniel Libeskind e Tadao Ando. Le stampe rivisitano in chiave modulare la geometria di edifici in cemento e paesaggi industriali o presentano in trasparenza immagini religiose e geometrie eteree. I capi sono realizzati in quantitativi limitati su richiesta, ed è possibile ordinarli nella propria taglia direttamente in studio o via email, con disponibilità di personalizzazione per lunghezze, colore o dettagli. Quando non è nel suo atelier/studio in zona Pigneto a creare le sue collezioni, Michela insegna presso l’Accademia di Costume e Moda e sviluppa progetti con il collettivo di architettura O/R/A.

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Come hai scelto di conciliare paesaggi urbani e arte sacra?
Mi sento attratta da canoni estetici opposti, in particolare dagli elementi che riflettono modernità e passato. Volevo contrapporre materie diverse, tecniche e nobili, in equilibrio. L’architettura è stata la maggiore influenza, ho voluto affiancare le strutture dalle quali sono più affascinata: l’austerità degli edifici in cemento e la sacralità delle chiese barocche.

Entusiasmi e Drammi di avere un proprio brand emergente.
Lavorare a un proprio progetto è bellissimo: puoi seguire la tua evoluzione, dare voce a diversi aspetti della tua estetica e gestire ogni cosa in totale libertà. I lati negativi sono legati agli agenti esterni: le difficoltà di crearsi uno spazio nel mercato, la burocrazia italiana, il fisco poco cosciente delle difficoltà di una piccola impresa.

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Progetti futuri.
Sono una persona molto razionale ma ho una sola scaramanzia: non parlo mai di progetti futuri per non vederli sfumare in mille parole! baci

montato

WEB* www.aroma30.it