FOTOGRAFIA
*ILARIA MAGLIOCCHETTI LOMBI

by Viola Von Hell

Viaggiare di scatto

Dietro un paio di occhiali da vista si celano gli occhi chiari di una ragazza attenta, che di questa sua attenzione e maniera di vedere e percepire le cose intorno a se ha fatto la sua ragione vita.

A sinistra Zen Circus e a destra Davide Toffolo

A sinistra Zen Circus e a destra Davide Toffolo

Dente

Dente

Ilaria Magliocchetti Lombi è una fotografa, che ho conosciuto per un progetto di campagna pubblicitaria per Contesta Rock Hair a cui ho partecipato. Mi sono documentata sul background di Ilaria e ho visionato con attenzione i suoi lavori. È sempre bello scoprire chi ha la forza di impostare su una passione tutta la propria esistenza. Se dovessi associare una parola ad Ilaria, sarebbe AZIONE. Di certo non è una che dorme, amante della musica ha avuto il piacere di fotografare molti gruppi emergenti e non, quella che segue è la chiacchierata avuta di recente con lei.

Ciao Ilaria, come promesso eccoci qui. Ci racconti un po’ di te? Come hai iniziato a fotografare, e quali sono i lavori che ti vengono commissionati?
Ciao! Ho iniziato con i viaggi di famiglia credo, i miei hanno cominciato a portarmi in viaggio molto presto, soprattutto in Asia, mio padre scattava diapositive, io ricordo alcune usa e getta da ragazzina e quando poi ero un po’ più grande ha iniziato a prestarmi la sua macchina fotografica. Nell’adolescenza direi che ho iniziato a scattare in maniera più assidua, fotografando moltissimo, a mo’ di diario personale. Poi con la musica il tutto ha preso una forma più definita e io ho iniziato a prendere tutto sul serio, e a crederci di anche di più. Lavoro molto con i musicisti appunto, ma non solo, ultimamente mi commissionano anche ritratti di personaggi come registi o scrittori.

Calibro 35

Calibro 35

Il viaggio e la fotografia, come coesistono in te?
Il viaggio è per me alla base di tutto, ma per ora è più che altro un’ispirazione umana e visiva. Faccio foto durante i viaggi ma sono più appunti, diari. Per lo meno nei viaggi itineranti. Se sto per un po’ in un posto riesco a indagare di più, trovare degli argomenti che mi interessano e fare foto anche più strutturate.

Aaron Rush

Aaron Rush

Tra i tuoi lavori, quali sono quelli a cui tieni di più?
Spesso sono gli ultimi, il che credo sia una bella cosa. Ora come ora tengo molto ai ritratti che ho fatto a Coney Island dei freaks che si esibiscono al Side Show. È stato un passo in avanti per me come fotografa ed è stata un’esperienza che mi ha dato molto.

Mat Fraser

Mat Fraser

Krissy Kocktail

Krissy Kocktail

E quelli che ritieni siano stati i più prestigiosi?
Non lo so, sono agli inizi ancora, se si parla di prestigio forse fotografare Paolo Sorrentino, Dario Argento o Guccini è stato bello, sicuramente sono personaggi importanti, conosciuti da tutti e che hanno fatto, o stanno facendo, la storia dei loro rispettivi generi. Per il mio lavoro con i musicisti lavorare con gli Afterhours è stato un momento significativo, sono un gruppo che ho ascoltato tantissimo nella mia vita e sono sicuramente tra i gruppi più duraturi e di livello che abbiamo in Italia.

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino

A sinistra Dario Argento e a destra Niccolò Ammaniti

A sinistra Dario Argento e a destra Niccolò Ammaniti

Una professione da freelance, quali sono le agenzie con cui collabori?
Non lavoro con nessuna agenzia al momento. Lavoro Direttamente con le band e i loro uffici stampa, con le case discografiche, a volte con le Major, e direttamente con le riviste.

Afterhours

Afterhours

Essere donne e fotografe, com’è?
Non credo che nel mestiere del fotografo ci siano grandi differenze in generale, è più un fatto di approccio e di sensibilità che una questione di genere credo. Certamente alcuni lavori o situazioni specifiche sono più facili per un uomo ed altre per una donna, dipende un po’ dal contesto e dai campi di azione, la fotografia è un mondo vastissimo.

Massimo Volume

Massimo Volume

The Niro

The Niro

Cosa si apprende dalle persone che fotografi? Qualcuno ti ha mai lasciato qualcosa su cui riflettere?
Tantissimo. È il motivo principale per cui mi piace fare ritratti. Si apprende sempre qualcosa, sia che i soggetti siano disposti ad aprirsi con te,  sia che non lo facciano. Per me sono sempre degli incontri intensi a prescindere dal risultato finale della sessione fotografica.

Viterbini

Viterbini

WEB* imlphotographer.com