ART COLLECTIVE
*STUDIO PILAR

by Rossana Calbi

Ci vuole Studio

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Dal 2012 sei ragazzi hanno rivestito di carta le pareti di uno spazio creando Studio Pilar. Ma se avete la carta da parati del salotto che si sta sgretolando poco alla volta, non chiamate Patrizio Anastasi, Giulio Castagnaro, Andrea Chronopoulos, Alessandra De Cristofaro, Andrea Mongia e Giulia Tomai, loro non fanno tappezzeria: la carta la fanno solo più bella. Forse proprio per questo dovreste chiamarli. Le immagini pulite e rigorosamente delicate potrebbero far riposare la vostra testa dai chiassosi cartelloni pubblicitari che vedete dalle vostre finestre e che poco si intonano con qualunque pensiero perché lo sommergono.

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Studio Pilar nasce da due anni per decorare la carta, i sei illustratori utilizzano il computer, il torchio, i calchi e anche le classiche matite e penne, insomma tutto ciò che fino ad ora è stato inventato per disegnare, i fogli si diversificano in dodici mani e si allontanano dai colori ridondanti proponendo tratti diversi e originali. Studio Pilar è uno spazio in cui sei ragazzi continuano a fare disegni ma confrontando il peso di ogni foglio, forse è per questo che il loro lavoro è netto e sgombro da richiami chiassosi, il modo per trovare nuove strade ed evitare la ripetitività stucchevole è proprio nel raffronto.

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Sei giovani illustratori in un collettivo che si riuniscono in uno spazio e trovano il modo per raccontare storie con delle forme semplici, uno spazio per disegnare e un luogo per trovare un confronto e una crescita. Com’è nata l’idea di Pilar?
Pilar nasce dalla necessità di uno spazio di lavoro condiviso. Siamo sei illustratori, ognuno con una formazione diversa e ci piace lavorare insieme. Lo studio è una realtà utile per confrontarsi e per dare un luogo fisico al lavoro dell’illustratore-grafico freelance, che altrimenti lavorerebbe da solo, a casa sua. A questo col tempo si è aggiunto l’interesse verso le tecniche di stampa artigianali e l’autoproduzione. Questo ha reso Pilar non solo un luogo di scambio artistico, ma anche un laboratorio progettuale.

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Sei parole: una per ognuno di voi. Una parola che vi racconti e che in qualche modo possa disegnarvi.
Sintesi, ansia, galassia, baita, geometria, parquet.

patrizio

Qual è lo stato dell’illustrazione nella Capitale? Quali sono le case editrici più interessanti che disegnano sui libri romani?
Ci sono molti illustratori bravissimi e tante realtà di autoproduzione. È un panorama variegato che dà spazio a tante cose diverse. C’è un grande potenziale e voglia di fare, nonostante la mancanza di luoghi e eventi di riferimento. La casa editrice più interessante a Roma nel panorama dei libri illustrati per noi resta Orecchio Acerbo.

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Quali sono i progetti comuni a cui state lavorando? Cosa sta preparando Studio Pilar?
Varie cose. Al momento, oltre ai lavori personali, abbiamo iniziato una collaborazione con Flanerì, un collettivo che si occupa di libri, musica, cinema e narrativa. A breve uscirà il primo numero di Effe, una rivista che conterrà ogni volta una selezione di racconti di giovani scrittori emergenti, mentre grafica e illustrazioni saranno a cura di Studio Pilar. Sarà bellissimo e verrà distribuito nelle librerie.

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WEB*  studiopilar.it • flaneri.com