JEWELLERY
*IOSSELLIANI

by Rossana Calbi

Giamelli-Paolucci, il duo creativo di Iosselliani

Designer portrait

L’argento si fonde e si riveste di una doratura che scorre fluida sulla pelle e la fa risplendere; i gioielli Iosselliani hanno una peculiarità unica: la forza. L’impeto creativo nasce dall’eterogeneità di due visioni complementari l’una con l’altra: dal 1997 Roberta Paolucci e Paolo Giacomelli uniscono, confondono, mescolano e, quindi, creano oggetti che riconsegnano una visione antica della “preziosità”. Ogni gioiello ha la funzione di riempire una lacuna, una titubanza e un’indecisione, il brand Iosselliani dà priorità a ogni particolare e crea un bello nutrito di horror vacui.

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Collo, polso e dita aspettano di raccontare qualcosa di vistoso e importante perché diventa fondamentale porre l’attenzione con uno stile che sia diverso.

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I gioielli Iosselliani sono importanti perché ogni particolare è importante, sono decisi e riconoscibili perché rappresentano un made in Italy che si è costruito sui dettagli e si è formato nelle maisons Romero Gigli, Missoni, Fiorucci, Alessandro Dell’Acqua e Antonio Marras per trovare una sua unicità e un suo percorso che è partito da Roma e sta decorando il modo con uno scintillio la cui luce ci è mostrata da Roberta Paolucci.

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Avete fatto partire la vostra attività da un quartiere periferico della Capitale: il Pigneto e da lì siete partiti alla volta di Tokyo, Osaka e New York. La nuova sede a Roma nei pressi di piazza San Lorenzo in Lucina decreta la conquista del cuore di Roma. Un’idea stilistica forte e la capacità di guardare al vecchio e al nuovo in contemporanea, cos’altro decreta il successo di Iosselliani?
Ci piace il rischio insito nel percorrere nuove strade, la sorpresa che nuovi luoghi significano nuove sfide rende il nostro lavoro sempre stimolante. E ogni volta scopriamo risvolti inaspettati. Rimaniamo fedeli al nostro concetto di stravolgere la gioielleria tradizionale, creando gioielli a volte un po’ schizofrenici. Questa bipolarità diverte noi, i nostri amici e i nostri clienti.

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Come nasce la collaborazione Giacomelli-Paolucci?
Innanzitutto da una storia d’amore che trova nella complementarietà il punto di forza che si rispecchia successivamente nel nostro brand Iosselliani. Diversi elementi perfettamente amalgamati rappresentano le nostre due differenti caratteristiche. La forza e la dolcezza, la tradizione e la modernità, l’est e l’ovest. Un patchwork creativo di emozioni e attitudini che saldano la collaborazione e la vita dei Giacomelli-Paolucci.

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Liberty e art déco per ridisegnare, assemblare e riformulare un nuovo concetto di gioiello, cosa c’è di appassionante nel design di inizio ’900?
Il design anni ’20 rimane un punto di riferimento enorme per Iosselliani, siamo appassionati di quell’estetica così gioiosa, selvaggia, preziosa e scintillante. Ci rispecchiamo nei folli anni ’20, attingendo a quella gioia di vivere innocente e perduta non solo canoni estetici ma un po’ di stile di vita. Tra l’altro la tesi di laurea di Paolo era proprio sulla critica a The Great Gatsby.
“So we beat on boats against the current, borne back ceaselessly into the past”.
(“Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato”. Traduzione di Fernanda Pivano, per Mondadori, Milano,1950, n.d.r.)

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Roberta Paolucci è una collezionista della fotografia onirica di Jan Saudek da cosa nasce questa passione per l’artista praghese?
Sono una grande estimatrice di Jan Saudek per la sua capacità di ritrarre la vita reale con tutte le sue contraddizioni, le sue volgarità, tutto il divertimento, il sogno virato con una delicatezza sconfinata, commovente.

DazedConfused

WEB* iosselliani.com