YOUNG PHOTO
*DIANA DEBORD

by Redazione DATE*HUB

“Sono pessimista con l’intelligenza, ma ottimista per la volontà” – Gramsci

ritrattoDiana Debord nasce a Novara nel 1984. Si avvicina alla fotografia grazie ad una vecchia macchina a pellicola e se ne innamora. Inizia a osservare i lavori dei grandi fotografi, a studiare avidamente e a sperimentare prima con la pellicola e poi con il digitale.

Si dedica in questo primo periodo alla realizzazione della serie Ophelia’s Dream con l’intento di rivisitare il personaggio shakesperiano con l’autoritratto: a questo periodo risale la sua prima mostra personale tenutasi a Novara. La ricerca e la cura dei dettagli e dei colori che caratterizzano il suo lavoro richiamano chiaramente la Confraternita dei Pre Raffaelliti, così come le figure femminili che sono sempre ingentilite ed eteree.

La sua passione per la neurologia dei sogni e l’onironautica la portano a sviluppare uno stile che riprende anche temi surrealisti e simbolisti: la ricerca dell’Io e della follia, la morte ed il legame con il mondo naturale. Il continuo studio del colore contribuisce alla creazione di opere molto diverse ma sempre accomunate dall’atmosfera onirica, rendendo la produzione particolarmente varia. L’intento è quello di raffigurare istanti onirici, nella stessa maniera in cui al mattino ricordiamo i sogni.

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THE TRUE IMAGE OF YOURSELF
«Spesso utilizzo simboli per narrare delle storie, in questo caso volevo rappresentare la difficoltà ad accettarsi e soprattutto accettare l’idea che gli altri hanno di noi, visto che è  tutto soggettivo e instabile. Ecco perchè le piume di pavone che simboleggiano la rinascita spirituale, ma in araldica anche la vanità o l’umiltà a seconda che faccia la ruota o tenga la coda chiusa.»

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THE CELL
«Realizzata per una mostra presso la Galleria Sassetti di Milano in omaggio a Pablo Picasso, questa fotografia descrive una citazione del pittore spagnolo: “Noi artisti siamo indistruttibili, anche in un carcere, o in un campo di concentramento io sarò onnipotente nel mio mondo di arte. Anche se dovessi dipingere i miei quadri con la mia lingua bagnata sul pavimento polveroso della mia cella.”»

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VANITAS – BONES
«Tutto nasce dalla consapevolezza della morte, dallo scheletro che attende sotto la nostra pelle, i nostri trucchi, i nostri vestiti… trovo che sia inquietante e rassicurante allo stesso tempo, nonostante da agnostica non riesca a trovare conforto nell’idea di “aldilà”…»

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PAPER BOATS
«Questa fotografia è un tributo al mondo dei sogni e alla sua instancabile creatività. Oggetti semplici vengono trasformati in interessanti e la realtà quotidiana si trasforma in qualcosa da decodificare.»

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NO ONE KNOWS WHAT IT’S LIKE TO BE ME
«È una delle prime fotografie che ho realizzato, e ne sono molto affezionata perché nella sua semplicità e forse anche ingenuità credo descriva bene la sensazione che si prova quando gli altri cercano di affibbiarci delle etichette.»

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DEATH BY WATER – OPHELIAC – GOLD FISH
«Queste immagini fanno parte della mia prima serie, composta interamente da autoritratti e dedicata al personaggio dell’”Amleto”, Ofelia. Per realizzarle mi sono ispirata, come sempre accade nei miei lavori più alla pittura che alla fotografia, ed in particolar modo agli artisti Pre Raffaelliti. Ho fuso insieme diverse fotografie scattate a fiori, pesci, stagni, piante acquatiche per raccontare la storia di Ofelia in maniera onirica e surreale.»

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CAT FAMILIARS
«Queste immagini fanno parte di Cat Familiars, un progetto nel quale unisco la mia attività di fotografa fine art con la passione per i gatti. Nel folklore Europeo del periodo Medievale, gli spiriti familiari (alcune volte chiamati soltanto “familiari”) erano entità che si credeva assistessero le streghe durante le loro pratiche di magia; ho voluto utilizzare questo termine per sottolineare il misterioso legame che unisce donne e gatti fin dall’antichità. Ogni dittico è un ritratto spontaneo di una donna con il proprio gatto, e grazie a questo progetto ho conosciuto persone con una forza incredibile! È interessante scoprire come i Gatti, con la loro determinazione ed empatia, possano aiutare noi esseri umani: ecco perché è importante adottarli, anziché comprarli, e accudirli con amore.»

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WEB* www.dianadebord.com