NEW ART
*ERICA CALARDO

by Rossana Calbi

Echi perduti

04_vanishing_point

erica_socrate

Fino al  1° dicembre 2013, le dive del cinema muto sono le eco di una grazia antica e sofisticata, di una bellezza diafana e delicata: a Los Angeles sui fogli di Erica Calardo rivive il cinema dei primi del ’900. La galleria californiana Swoon Gallery presenta lo splendore che non aveva bisogno di abbagli, di un silenzio che riusciva a farsi sentire. Lost Echoes è il suono disperso sui fogli bianchi della bellezza del cinema muto, di chi fece innamorare Crepax tanto da trasformarla nell’eroina di un fumetto, è l’omaggio che Erica Calardo fa all’incanto dei lunghi capelli che trasformavano quelle bellezze in ninfee. I pastelli dell’artista bolognese d’adozione si mescolano agli acquerelli e si rinchiudono in un’elegante pastiglia francese, la bellezza torna alla natura in un ricordo malinconico dell’Art Nouveau che Erica Calardo rivitalizza con un’attenzione classica e uno spirito d’osservazione incantato. Questo è ciò che la “logica” professoressa Calardo riesce a fare ogni volta che impugna una matita, Erica rende la bellezza incanto. Ecco perché quest’artista riuscirà sempre a regalarci stupore.

annalisa

La galleria Mondo Bizzarro ti ha lanciato nel panorama artistico internazionale del pop surrealism, il tuo tratto era riconoscibile e il tuo immaginario era vicino a una sensibilità artistica che ormai ha preso piede anche in Italia, e tu hai scelto di cambiare. Cosa c’è di nuovo nella tua arte?
Non credo abbia senso parlare di scelta consapevole. Non si sceglie di cambiare. Si cambia. Un giorno ci si alza e ci si accorge di essere più alti di cinque centimetri, di avere più seno e più curve, di essere un po’ più adulti di prima… Il cambiamento accade ed è necessario. Non amo chi rimane attaccato con le unghie e con i denti a certi stilemi in nome di un fantomatico “stile”, all’ombra di un successo facile basato sull’idea di marchio, di logo, di ripetizione. Forse è per questo che non amo definire “pop” quello che faccio. Cerco, per quanto possibile, di liberarmi dai miei demoni, di creare il mio mondo, non di timbrare le tele con un marchio riconoscibile e carino.

rossana_web

Ci vuole coraggio per abbracciare il cambiamento? Il pubblico sulle prime rimane deluso se non riconosce ciò a cui tu stessa lo hai abituato, ciò che si aspetta da te. Ciononostante credo si debba uscire dalla zona di conforto calda e protetta di un’estetica ormai acclamata e accolta. Nella mia arte non c’è proprio niente di nuovo. Ci sono sempre io, solo io, con le mie idee, il mio senso estetico, i miei colori. Sto solo andando più a fondo, procedendo verso l’abisso in cui si ripara, arretrando, ciò che cerco. Quello che cambia, a livello macroscopico, è la modalità, la forma in cui si manifesta la mia ricerca. Le bamboline con gli occhi grandi hanno lasciato il posto a figure più mature e realistiche, gli sfondi piatti e neri si sono mutati in giochi materici in cui le trasparenze si rincorrono. Sto esplorando il confine dell’assenza, della contrapposizione, del convivere antinomico dei contrari. Fusione e scontro di Umano e Natura, di Definito e Indefinito. Ricerca al limite fra iperrealismo e astratto. Il reale magico che trasmuta nel sogno.

06_past_future

La tua formazione culturale, una laurea in filosofia e un dottorato di ricerca in logica, è palese nei tuoi lavori che cercano un ordine nell’iperuranio platonico, ogni tuo lavoro è una ricerca estetica. Da dottoressa in filosofia qual è la tua ricerca nelle forme?
Questo mi fa un po’ sorridere: mi rendo conto di quanto i miei studi influenzino profondamente tutta la mia vita. È vero, sto cercando l’Ideale, l’immobilità di uno stato d’animo cristallizzato in uno sguardo. Non cerco azione e narrazione, ma l’intensità di certi momenti, riflessioni, scoperte che avvengono dentro e ti rapiscono completamente. Quando studi Filosofia e Logica sei sola, ma sola nel Tutto.

03_foretold 

Spesso i critici usano l’aggettivo illustrativo per raccontare di un’arte che ha poco a che fare con il pensiero e si limita a raccontare, forse è così, ma spiegaci quanto è difficile narrare un pensiero?
Il “critichese” è una lingua complessa e io non sono bravissima. A volte però ho l’impressione che dietro “illustrativo” si celi l’aggettivo “figurativo,” ma in accezione dispregiativa. Strano però. Illustrare etimologicamente significa dare luce, far brillare, rendere luminoso un semplice fatto: la materia, l’accaduto, il narrato si trasfigura in luce grazie all’Arte. Spesso la lingua forbita e la forma aulica hanno la funzione di un tappeto vistoso sotto cui si nasconde, polvere, la povertà di un lavoro artistico di scarso o nullo spessore. La figurazione classica, l’Illustrazione narrativa, sono modi onesti. Molti lavori sono davvero brutti e concettualmente poveri, è vero, ma almeno non si mascherano sotto i damaschi della retorica. Perché sì, narrare un concetto, illuminarlo, è cosa difficile. Ma è quando questa impresa riesce che avviene la magia.

calardo2
13_binoh

La tua prima personale alla Swoon Gallery di Los Angeles, raccontaci l’eco del tuo arrivo nella città che ha visto nascere il pop surrealism?
Swoon Gallery, il 31 Ottobre, ha inaugurato Lost Echoes, la mia personale di soli disegni dedicata alla bellezza femminile (perduta) del primo Novecento. Un tributo semplice, ad acquerello e matite, a Maude Fealy, Evelyn Nesbit, Louise Brooks. Figure ricreate e reinventate, classiche, un po’ in polemica con lo stereotipo femminile mortificato propinato da troppo tempo. Ho voluto narrare la magia di un’epoca malinconica e perduta, della sensualità incantata, passata.

calardo1
calardo3

Forse è un po’ un azzardo, non so: i ritratti che ho proposto hanno lineamenti antichi, diafani, sfumati, colori delicati, niente tripudio di forme e colori sgargianti, e poca ironia. Sto preparando anche una personale più impegnativa, fatta principalmente di quadri ad olio. Ne pubblicherò a breve un’anteprima sul numero di dicembre di «Miroir Magazine». È il punto di arrivo di una lunga ricerca e il punto di partenza per una nuova avventura. Di questa impresa, però, non svelo ancora nulla.

01_in_bloom

WEB* ericacalardo.com •  swoongallery.commondobizzarrogallery.commiroirmagazine.com