YOUNG ART
MISS SALOPETTE

by Rossana Calbi

Tokyo dance

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Lo scettro iridescente e colorato si alza e i suoi lunghi capelli biondi diventano rosa fluo, Mary Sinatra si trasforma in Miss Salopette. La super girl ha il potere di creare bambine arrabbiate che urlano e si disperano di tutta quell’aggressività che nascondono in atteggiamenti pacati e conformi.

I suoi personaggi si liberano di una prepotenza adolescenziale che rimane perenne in una generazione che non ha modo di crescere e imparare a donare. Colorata e imbronciata, come le bimbe che disegna, Miss Salopette impasta sul suo tavolo da lavoro i manga giapponesi e l’estetica Superflat, espressione artistica ancora di nicchia qui in Italia.

La milanese Mary ha studiato Takashi Murakami riconosciuto, nel 2008, dal TIME come uno degli artisti giapponesi di maggior rilievo e qui in Italia associato soprattutto per la collaborazione con Louis Vuitton; ha acquisito tutta l’influenza degli occhi arrabbiati dei personaggi di Yoshitomo Nara che sovrasta le copertine feltrinelliane di Banana Yoshimoto, e dopo gli studi artistici, diventando Miss Salopette, ha trasformato la sua passione in vera ricerca artistica. Attenzione, però, aprendo il suo bento box potreste trovare dei nigiri un po’ particolari fatti di zucchero filato e piccole ossa…

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Il mondo cute e la cultura giapponese invade il tuo tratto che riesce a essere comunque aggressivo e violento nei messaggi, come coniughi questi due aspetti?
I personaggi che dipingo e disegno sono solitamente bambini, a volte ragazze. Hanno corpi morbidi e occhioni tondeggianti, la loro forma in teoria ha il tratto rassicurante dell’infanzia. La dolcezza è un elemento imprescindibile e in questo ricordano molto il concetto giapponese di kawaii o cute: l’essere carino, dolce a tutti i costi, ma si nota subito un contrasto tra il loro essere e il loro stato d’animo. Sono infanti nell’aspetto e adulti nel sentimento.
Questa è la maggiore contraddizione che si percepisce nel mio lavoro. Il loro sguardo è vacuo, sono alienate, spesso arrabbiate, talvolta violente. Attraverso loro cerco di esprimere una condizione di disagio che vive la mia generazione, ma in realtà più che un messaggio voglio trasmettere delle precise sensazioni. A mio supporto uso anche elementi “inquietanti” (come i loro “animali guida” disgustosi per la società: scarafaggi, larve, o spazzatura, dinamite, coltelli) che rafforzano questo continuo contrasto che convive tra kawaii e raccapriccio come fosse yin e yang: enza l’uno non potrebbe esistere l’altro.

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Quali sono gli artisti a cui fai maggior riferimento e quali quelli totalmente diversi da te che suscitano la tua ammirazione?
Gli artisti contemporanei giapponesi sono molto vicini alla mia estetica, sono affascinata da Yoshitomo Nara, Aya Takano, Junko Mizuno e la scuola Kaikai Kiki di Murakami, sia per le tematiche proposte che per il tratto e la tecnica che utilizzano in pittura, davvero interessanti e di continua ricerca. Allo stesso tempo, vivendo da occidentale e artista italiana, sono in continuo contatto con la corrente artistica sviluppatasi grazie all’ondata lowbrow e newbrow arrivata dall’America, estremamente vicina alle tecniche illustrative. Mi confronto con gli artisti italiani coinvolti e inevitabilmente ne sono influenzata (anche inconsciamente) e devo ammettere che questa fusion di tecniche e tematiche diverse è davvero stimolante. Totalmente lontani dalla mia estetica, dalla tecnica e dal mio ambito di lavoro, ci sono parecchi artisti che in quanto poetica non posso che ammirare: Jenny Saville, Mike Kelley, Miranda July, Jenny Hozler, Banksy.

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Il personaggio della cultura giapponese, antica o anche uscita dalle pagine di uno scrittore contemporaneo che più ti ha stupito?
Più che un personaggio della cultura giapponese, sono affascinata dalle innumerevoli creature della mitologia giapponese tra cui gli yōkai: apparizioni-spiriti-demoni-mostri da sempre presenti nella letteratura, nell’arte e nella cultura popolare, possono essere sia entità cattive che buone. Ogni yōkai ha una sua leggenda con tanto di storie e testimonianze inquietanti e un po’ horror, devo ammettere che ne sono attratta da sempre e non perdo occasione di leggere libri e storie al riguardo.

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Un progetto su cui stai lavorando da tempo e che vorresti finire quanto prima?
Stando in tema “Giappone”, sto lavorando insieme all’illustratrice italiana Laura Anastasio a un diario illustrato della nostra esperienza a Tokyo, appunti e curiosità: un carnet di viaggio autoprodotto. L’idea esiste da tantissimo tempo, ma la realizzazione sta prendendo forma solo adesso. Sarà estremamente divertente ripercorrere con i ricordi quei bei momenti, speriamo possa essere di aiuto e di ispirazione per tutte le persone che hanno intenzione di andare a visitare questo bellissimo paese.

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WEB* missalopette.com