POP ART
*PEP MARCHEGIANI

by Rossana Calbi

Benvenuti nel Circo ItaGlia

PAPA CESCO
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Un Superpope e Lucio Dalla che invita a essere chiamato frocio. Le opere di Pep Marchegiani sono immediate, dirette e di facile comprensione perché il messaggio ha l’urgenza di essere compreso, i colori sono forti e netti perché devono rimanere impressi nella mente. L’arte di Pep Marchegiani è veloce, quindi contemporanea. L’artista abruzzese ha portato nel padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011 la nuova visione dell’arte popolare, nel senso più vero del termine. La sua arte usa lo stesso linguaggio di ciò che sconfessa e risponde all’imperativo del sociologo canadese McLuhan: “il compito dell’intellettuale è esplorare il massiccio inconscio dell’uomo collettivo”. Per farlo, Pep Marchegiani usa il linguaggio di ciò con cui è in discussione e lo porta sulle magliette, oggetti di design e cover di cellulari: frasi brevi e dirette che diventano le dichiarazioni di volti conosciuti, sponsor di realtà assurde e ironicamente quotidiane. La satira è la sua arma più diretta, usando colori accesi rispolvera anche i paradossi teatrali ottenendo un linguaggio visivo che arriva senza troppa difficoltà, un lavoro di ricerca che spiega perché Warhol diceva che “la Pop Art è un modo di amare le cose”.

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La Pop Art si è evoluta usando le impressioni del Surrealismo mischiandosi al fumetto, quali sono i riferimenti più velati della tua arte?
L’ispirazione dell’arte contemporanea passa sempre attraverso l’osservazione della realtà, ma in un mondo che gira a 10 megabyte al secondo nello scorrere delle immagini e delle informazioni il processo creativo diventa volatile. Gli spunti sono tantissimi: la politica, la moda, il mondo dell’informazione: basta un flash, un click e si parte.
Sono critico rispetto alla convinzione tutta italiana che la Pop Art si sia fermata ad Andy Wharol, ci sono tantissime realtà in crescita anche qui, basti pensare alla Cultural Farm di Favara. In Italia il movimento è vivace, ci sono tanti artisti, il passato è icona, l’oggi una scommessa.

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Neo Edizioni ha pubblicato una raccolta di centrotrenta tavole in cui l’arte legge i titoli di giornale. Circo ItaGlia deforma i volti per raccontare l’assurdità di una quotidiana alla quale ci siamo assuefatti. L’arte riesce ancora a scuotere le persone?
Sono fermamente convinto che l’arte sia uno strumento politico che gode del vantaggio di non essere censurabile e quindi potente e ideale mezzo di divulgazione. Le mie opere fanno sicuramente discutere, ma sono nulla di fronte al comportamento, le gesta e quant’altro dei soggetti ritratti. Io cerco di cogliere l’attimo o se preferisci di coglierli in “flagranza di reato”. Di certo invertirei il concetto in “la politica ha perso la voglia di fare politica”. Le coscienze sono vigili e lo si scopre nei social e nei blog, l’arte potrebbe contribuire a illustrare i pensieri di massa.

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VatiGun è l’opera presentata nel padiglione Italia a Torino della cinquantaquattresima Biennale di Venezia ed è diventato un progetto artistico carico di significanti forti, il tuo è un attacco diretto al pubblico, perché usare lo stesso linguaggio della pubblicità?
Rispondo con le parole di un personaggio di Mad Men [serie TV cult in onda su Rai 4, N.d.R.]: “la chiesa cattolica sa stare sul mercato”.

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Lo spazio Pep Marchegiani, nel borgo di Montesilvano in provincia di Pescara, è un luogo in cui si ha modo di presentare la nuova linfa vitale dell’arte italiana, quali sono i giovani artisti in cui vedi una giusta forza espressiva?
Se nel rinascimento gli artisti si ritrovavano alla corte dei potenti e dei mecenati, oggi la corte moderna è internet. La maggior parte delle mie collaborazioni, con Fra.Biancoshock, ad esempio, nascono da contatti nei social. Però avere un luogo fisico, un tavolo di legno, la vista sulla Maiella, alzare un calice ha sempre un grandissimo valore. Io ho scelto di tornare in Abruzzo, vivo a Montesilvano, il mio progetto è dare vita in una città con un alto tasso di speculazione edilizia, corruzione a un’officina di bellezza e arte dove potersi guardare e confrontare. In realtà ci siamo quasi, vi terrò aggiornati.

WEB* pepmarchegiani.it