HAND MADE
*POLLAZ

by Redazione DATE*HUB

Mi ha detto mio cuscino

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Si dice che solo quando ci addormentiamo diventiamo veramente noi stessi, lasciamo nel mondo degli “svegli” tutte le maschere che indossiamo e ci confrontiamo finalmente con il nostro vero “Io”. Chissà cosa direbbe Freud davanti ai divertenti cuscini cuciti a mano – con santa pazienza e tanta fantasia – da Pollaz, in arte Paola Colombo (o era il contrario?): sono i ritratti dove le guance diventano guanciali, ognuno diverso ognuno un pezzo unico. Ci hanno colpito per l’originalità e la freschezza semplice che emanano, ecco come si racconta Pollaz a DATE*HUB, con la testa sul cuscino

«Mi chiamo Paola Colombo, alcuni anni fa alcuni amici hanno iniziato a chiamarmi Pollaz, non ho mai capito perché ma questo soprannome mi è subito piaciuto quindi oramai è così che tutti mi conoscono. Sono nata a Brescia ma da una decina d’anni vivo a Verona dove mi sono laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti

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«L’amore per il cucito è nato grazie a mia mamma ed è cresciuto quando con una cara amica abbiamo iniziato a cucire borsette, astucci, accessori, ecc. che poi portavamo nelle distro dei concerti della scena punk/hc un po’ ovunque.»

pillow face

«Il progetto si chiamava Domestica ed è proprio in quel momento che credo di aver capito che passare un sacco di tempo davanti alla macchina da cucire facesse proprio per me

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«Durante gli anni dell’Accademia invece, la forma d’arte che in qualche modo sentivo più vicina era quella della staged photography, dei diorama e delle miniature. Cercando di unire le mie passioni, quella per il cucito, quella per le miniature e più in generale quella per il D.I.Y ho iniziato a creare personaggi che si muovevano in minuscole scenografie che realizzavo, fotografavo e di tanto in tanto esponevo

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«Ho sempre disegnato e scarabocchiato senza sosta ed in qualche modo la macchina da cucire mi è sembrato lo strumento migliore per dare vita a tutti i miei disegni.»

guanti

«Pur continuando ad amare le miniature e sperando di poterle riprendere in mano, prima o poi, da qualche anno ho iniziato a creare, sempre con ago e filo, complementi d’arredo, spesso legati alla cucina come guanti da forno, tovagliette e presine

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tovaglietta

«Oltre a questi prodotti lavoro da tempo ad un altro progetto a cui sono molto legata, quello delle Pillow Face: cuscini (che volendo si possono appendere) che rappresentano in stoffa e tessuto, personaggi più o meno reali che mi passano per la testa. Inizialmente le pillow face erano esattamente la rappresentazione in tre dimensioni degli scarabocchi che riempivano i mie quaderni ora sono anche ritratti di persone che chiedono la loro versione cuscino e, da poco, anche personaggi del cinema, delle serie tv e di tutta la cultura Pop a cui sono legata

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«La rete è stata il principale mezzo attraverso il quale il mio lavoro ha avuto la possibilità di raggiungere persone e luoghi che mai avrei immaginato. Ho esposto le mie opere in mostre, personali e collettive, e grazie ai miei negozi online ho la fortuna di avere acquirenti provenienti da tutto il mondo.»

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«Come dicevo tutti quanti i miei progetti nascono da centinaia di schizzi, disegnati (e spesso persi) su un qualsiasi pezzettino di carta mi passi sotto mano. Ancor prima l’ispirazione arriva, un po’ senza che me ne accorga, dalle piccole cose di ogni giorno… dal signore in coda in posta con le orecchie pelose per esempio

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«Spesso l’ispirazione per un nuovo lavoro/progetto può nascere anche semplicemente da un tessuto particolare. Sono una compulsiva acquirente di tessuti e sono proprio questi spesso a far crescere e nascere un’idea di prodotto.»

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«Non ho idee del tutto chiare per il mio futuro. Negli ultimi anni le cose si sono mosse un po’ senza che me accorgessi e senza cercare un qualcosa di ben definito. Quello che so per certo è che disegnare/cucire/creare è quello che mi piace fare e che mi fa star bene e quindi voglio continuare a farlo per più tempo possibile. Sono felice poi che anche in Italia il sottobosco dell’handmade stia crescendo sempre di più e grazie a questo negli anni ho avuto modo di conoscere artigiani ed artisti di incredibile talento e con alcuni di loro condivido progetti per prossime collaborazioni come Milk Tooth’s Rain, Giada Montomoli e Filippo Olioso.

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ricamo

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  • Giadavsgiada

    Ma uno di quei personaggi non si chiamava Gustavo con Garbo? E’ ancora esposto al Malacarne se non sbaglio! 🙂

  • pollaz

    @giadavsgiada:disqus è proprio lui! 😀