ART
*PAOLO PEDRONI

by Rossana Calbi

L’angoscia della perfezione

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I volti ovali delle bambole pallide di Paolo Pedroni arrivano dove sono nati: Los Angeles, capitale indiscussa del Pop Surrealism.

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Le gallerie losangeline accolgono anche gli artisti italiani che rientrano nelle prospettive di un’arte figurativa che ha saputo cogliere il sostrato dal lowbrow per dettare nel contemporaneo dei canoni estetici antichi e con riferimenti estetici molto alti.

Non è un movimento che detta delle regole, ma indubbiamente la forma ritorna a esprimersi fortemente, la tecnica pretende di essere espressa e si accompagna a una ricerca nei temi spiegati con docile morbidezza, i contenuti sono le ansie e le fobie di un pensiero turbato e attento alla realtà che vive a occhi chiusi.

Paolo Pedroni è un giovane pop surrealista italiano, parla con un linguaggio che è compreso dai suoi contemporanei e rifiuta stereotipi dottrinali accademici, ma la sua ricerca ha sempre uno sguardo al passato.

L’artista bresciano disegna volti dolci di creature spaventate e complici delle loro stesse paure, rinchiude nei loro vestiti composti tutta l’angoscia della perfezione e aspetta assieme allo spettatore che qualcosa si rompa.

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Prima abbozzi le tue idee su carta e poi le trasformi con l’arte digitale. Come la tavoletta digitale sostituisce la tavolozza nelle tue creazioni artistiche?
Esatto, lo schizzo su carta mi serve proprio per fissare le idee e a capire come posso svilupparle, una volta fatto quello mi lascio ispirare dal soggetto stesso per la scelta dei colori. Di fatto la tavoletta sostituisce sia la tavolozza che i pennelli ma a parte questo “piccolo particolare” è semplicemente un mezzo per il raggiungimento di un fine-stile.

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Il tuo mondo è onirico e legato a nuove interpretazioni favolistiche, quali sono i personaggi che stimolano maggiormente la tua fantasia?
Solitamente l’ispirazione arriva per caso, magari basta un accostamento cromatico o uno stato d’animo, per quanto riguarda invece i personaggi ho sempre avuto un debole per la mitologia, che sia quella classica o quella orientale. Sono sempre stato affascinato dalle leggende e dalle creature che le popolano.

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In Italia sei stato una delle ultime proposte della galleria MondoPop, quali artisti seguiti da David Vecchiato e Serena Melandri, i due ideatori del progetto MondoPop suscitano maggiormente la tua ammirazione?
Sono tanti gli artisti passati da MondoPop che ammiro, da Charlie Immer a Jana Brike, da Lory Earley a Ron English passando per Victor Castillo.

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Dopo la collettiva di gennaio alla Flower Pepper Gallery di Pasadena stai per affrontare un nuovo progetto nello stesso spazio con la curatela di Ixie Darkonn, cosa hai preparato per Mad Hatters che inaugurerà il 23 novembre?
In realtà quando Ixie mi ha parlato di questo progetto avevo da poco finito un pezzo che si addiceva perfettamente al tema della mostra, sono stato fortunato, lavorare con un tema non è sempre facile. Il pezzo in questione è Chrysalis e rappresenta una nuova vita che nasce grazie all’attesa e al sacrificio di un’altra.

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WEB* paolopedroni.com

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