ARCHITETTURA
*VICINO, PIÙ VICINO

by Redazione DATE*HUB

A tale of two cities

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La Triennale di Architettura di Lisbona è un’associazione la cui missione è la ricerca, favorire e promuovere il pensiero e la pratica architettonica. Essa detiene un importante forum ogni tre anni per il dibattito, la discussione e la diffusione di architettura attraverso i confini geografici e disciplinari. La prima Triennale, “vuoti urbani”, ha avuto luogo nel 2007, con un programma di mostre internazionali, concorsi e conferenze di disegno 52.000 visitatori e partecipanti. Nel 2010, la sua seconda edizione “Let’s talk About Houses” consolidata presenza della Triennale nel circuito di eventi dedicati all’architettura con una stima di 154.000 partecipanti.

CLOSE, CLOSER  è il tema per i progetti associati della terza edizione della Triennale di Architettura di Lisbona che si svolgerà nella capitale Portoghese dal 12 Settembre al 15 Dicembre 2013.

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FIRENZE – Capitale del Rinascimento italiano, culla della cultura e della sensibilità artistica italiana, ha sempre avuto una propensione all’internazionalità. La sua storia architettonica ed artistica da sempre attira personalità culturali di spicco e turisti da tutto il mondo. Proprio a causa di questa vocazione internazionale, e dell’indiscutibile fascino culturale, Firenze è stata scelta come partner intellettuale della manifestazione e sarà virtualmente connessa a Lisbona attraverso due strutture temporanee, che interagiscono tra di loro con il suono.
LISBONA – Capitale del Portogallo e sede della manifestazione, ha una storia antichissima e stratificata. Città di contrasti, ma soprattutto di emozioni, ha una vivace geografia architettonica che rappresenta la sua lunga storia. Città cantatrice di Fado ha dato forza all’attività portoghese costituendo una delle mete più visitate del mondo. Architettura storica con lo stile manuelino e barocco, ereditato da molti popoli tra i quali gli arabi che hanno dato vigore alla città portoghese.

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IL SUONO E LA TRADIZIONE
Sia il portoghese che l’italiano sono lingue accomunate da una sacralità del suono causata dalla discendenza di entrambe dal Latino. Entrambe sono infatti lingue romanze, insieme a francese, spagnolo, allego, catalano e romeno. L’italiano in particolare è considerata una delle lingue neolatine più conservative, poiché richiama la lingua di provenienza soprattutto a livello fonico, ed è inoltre la lingua in cui la grafia lascia meglio prevedere la corrispondente pronuncia. Il portoghese, pur essendo una lingua romanza, ha conosciuto una storia diversa, essendosi diffuso anche in America Latina ed in Africa. Il portoghese infatti ha una complessità fonetica che deriva dalla libertà di accentuazione. In questo contesto di analisi storica il progetto «Vicino, più vicino» sottolinea i collegamenti non solo temporali ma anche spaziali che la tradizione linguistica latina ha creato. All’interno delle strutture temporanee poste a Lisbona e Firenze verranno propagati suoni legati al Latino, sottolineando così le convergenze che da sempre contraddistinguono le due nazioni ed i loro popoli.

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IL BLU DEL PORTOGALLO, IL VERDE DELL’ITALIA
Pensando all’architettura storica portoghese la prima immagine che sovviene è il blu incantato degli azulejos. La ceramica, la geometricità delle decorazioni, le forme poligonali ed il colore del mare portoghese caratterizzano moltissime delle ville tradizionali, non ultimo il Palacio del Vila, a Sintra. L’azulejo rappresenta la stratificazione culturale portoghese, ed è interessante sapere che queste piastrelle non possono essere staccate dall’ architettura alla quale appartengono diventando così segni spaziali indelebili, e non meri rivestimenti.
Allo stesso modo anche Firenze è connotata fortemente dall’utilizzo dei materiali architettonici. Il marmo bianco di Carrara, già utilizzato da Michelangelo per le sue sculture, richiama un forte legame con la tradizione toscana; ma anche il verde del serpentino pratese ricorda indiscutibilmente l’architettura toscana.  Architetture rappresentative del marmo di Carrara e del serpentino di Prato sono la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ed il Battistero, San Miniato al Monte e Santa Maria Novella, le cui facciate sono manifesto cromatico di una lunga storia.
I colori tipici dell’Architettura locale di Lisbona e Firenze vengono quindi utilizzati nel progetto «Vicino, più vicino» come correlativi oggettivi visibili all›interno delle strutture temporanee, che si presenteranno invece esternamente bianche ed identiche.La struttura temporanea posta a Firenze sarà internamente caratterizzata dal colore blu delle azulejos portoghesi, mentre quella posta a Lisbona sarà caratterizzata dal verde del serpentino pratese, questo scambio cromatico permetterà al visitatore di avere l’impressione di trovarsi nella città gemella.

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Il progetto Vicino, più Vicino ideato da Giovanni D’Angelo, Luca Ponsi, Olivia Giorgi e Paolo Gaeta, Architetti italiani ma cittadini del mondo, è stato selezionato dalla giuria della Triennale di Lisbona.
I periodi di studio e lavoro all’estero, che hanno permesso al gruppo di pensare al concetto di spazio in modo trasversale, sono stati l’input per capire che la nozione di vicinanza (o, al contrario, di lontananza) è dominata essenzialmente dalle sensazioni. Da qui nasce l’idea di costruire due strutture temporanee formalmente identiche, composte da tubi innocenti e rivestite da tessuto, da porre rispettivamente a Lisbona e a Firenze.
I visitatori che entreranno nella struttura temporanea posta a Lisbona non avranno soltanto le stesse percezioni visive dei visitatori di Firenze, ma saranno strettamente connessi attraverso i movimenti nello spazio: i movimenti dei visitatori che interagiranno con la struttura di Lisbona saranno trasformati, attraverso l’uso di sensori, in suoni che verranno emessi nella struttura di Firenze, e viceversa. Le città prescelte in questo modo saranno collegate virtualmente.
Utenti distanti, visitando le strutture temporanee spazialmente lontane, avranno temporaneamente la sensazione di trovarsi vicini. Come gli innamorati, che da sempre per non percepire la reciproca assenza guardano la stessa luna, le scatole comunicanti permetteranno ai visitatori di interagire con lo spazio, di diventarne protagonisti e di modificare il progetto stesso attraverso il proprio corpo.
In questo senso è quindi interessante il ruolo che lo spazio, il colore ma anche la sensibilità dello spettatore che diventa utente, svolgono in questo gioco interattivo. Il concept del progetto è quindi il collegamento di due realtà diverse (Lisbona-Firenze) ma in alcuni tratti parallele. Attraverso l’utilizzo del suono e dell›interazione con le strutture temporanee gli utenti diventeranno il mezzo che permetterà alle due città di connettersi e creare punti di tangenza nelle rette parallele della loro storia.

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ESSENZA DELL’ARCHITETTURA
Lo scheletro della struttura temporanea progettata sarà formato da tubi Innocenti. I tubi Innocenti, elementi storicamente poveri, i rappresentano lo scheletro strutturale dell’architettura, diventano manifesto di quella progettazione che ha fatto della semplicità la propria scienza, e che ha promosso una composizione dominata dall’essenzialità. Pensando a queste strutture, necessarie per il completamento dell’edificio vero e proprio, la prima immagine che viene in mente è la chiarezza compositiva della griglia: i tubi innocenti conferiscono una razionalità alla temporaneità della costruzione in fieri.
Nel Novecento-grazie alla creatività di Architetti come Carlo Scarpa- anche come elementi compositivi impiegati in raffinati allestimenti, trasformandosi da elementi funzionali per la creazione di altre strutture, a strutture essi stessi. In Asia d’altro canto le strutture temporanee rappresentano temporaneamente la pelle dell’edificio inglobando l’oggetto architettonico come un bozzolo, nell’attesa che esso diventi farfalla. I tubi Innocenti in questo senso sono un impalcato che racchiude e avvolge l’edificio vero e proprio, facendone solo intravedere le forme ed intuire il contenuto.
Sono due, perciò, le filosofie che all’interno del progetto «Vicino, più vicino» svolgono i tubi innocenti: quella di essenza, scheletro e griglia promossa dall›architettura occidentale del Novecento; quella di pelle, promossa inconsciamente dalla tradizione orientale.

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PELLE DELL’ARCHITETTURA 
La struttura temporanea formata da tubi innocenti sarà ricoperta da stoffa bianca, simbolo di purezza. Come un vestito che copre la pelle (tubi innocenti) la stoffa coprirà lo scheletro. Il bianco, colore comune sia alla tradizione portoghese (ceramica delle azujelos), sia a quella toscana (marmo di Carrara), sarà il colore esterno della struttura. Un colore neutro, che tuttavia permetterà alla nostra architettura di diversificarsi dagli edifici contemporanei che troppo spesso vengono contaminate dal caos cittadino. Già Christo e Jean Claude, grandi artisti francesi del Novecento, impacchettarono oggetti di diverse dimensioni e fattezze.

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Impacchettare in questo contesto progettuale significa preservare: salvare i linguaggi della tradizione linguistica latina, salvare le tradizioni architettoniche di due città europee, salvare -soprattutto- le connessioni umane tramite spazio e suono.

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