ART
*ALESSANDRO CALIZZA

by Rossana Calbi

Funghi e tentacoli

Non resta molto tempo!

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L’ho conosciuto mentre mi preparavo a un’intervista, lui, prima di me, chiese a Glenn Barr quanto si debba essere diversi nel panorama dell’arte pop-surrealista. Alessandro Calizza ti consiglia sempre la mostra più interessante da vedere nella Capitale, si circonda di artisti di talento e con me litiga su Picasso. Tra urla appassionate, come quelle dei più accesi tifosi, è nata una collaborazione: il 16 ottobre chi scrive e Alessandro Calizza cureranno la loro prima mostra assieme, Bel Ami. A furia di litigare sulle linee africane che fanno troppo il verso al Futurismo, è nata una bella amicizia. Prima della sua partenza per la Bretagna, per tre mesi nature morte pietrificate su fondi avio e vermoni viola irromperanno dentro Les Ateliers du Plessix-Madeuc, è il premio speciale del concorso artePerOGGI 2013, Alessandro Calizza racconta cosa lascerà nella sua città: Roma.

The Sunday Lunch

Sei uno degli artisti che il 21 settembre ha invaso il quartiere romano di San Lorenzo durante il Bizzarro 2013 Festival diffuso di arte ipercontemporanea. Mondo Bizzarro Gallery presenta l’arte nei locali e per strada, quanto la Capitale ha bisogno di arte fruibile?
Moltissimo, e per diversi motivi.
In primis per recuperare quel rapporto con le persone e il contesto sociale di appartenenza sempre più svilito e messo in secondo piano a favore di elitari circoli chiusi dove di arte ne resta ben poca, ma in cui tutti se ne riempiono la bocca. Anche perché è dal quotidiano e dal rapporto con la propria realtà che prende vita la ricerca e la produzione di un artista.
Inoltre perché credo che sia un’ottima occasione per avvicinare e “educare” le persone all’arte, a differenza di quanto avviene in spazi asettici dove spesso chi non è addentro al “mondo arte” si sente escluso ancor prima di entrarvi. Inoltre l’idea di arte fruibile e gratuita scardina logiche di mercato per cui spesso troviamo in importanti musei: mostre blockbuster in cui di grande c’è solo il nome dell’artista ma poi la mostra il più delle volte è davvero scadente, e serve solo a battere cassa. Al Bizzarro 2013 hanno esposto decine di bravissimi artisti di fama nazionale e internazionale, il quartiere è stato animato da mostre, open studios, estemporanee e performance. Si è potuto godere di ottima arte divertendosi e senza preoccuparsi di quale vestito mettersi per il vernissage.

The Kindergarden

Sei il curatore e organizzatore dei mercoledì artistici del nuovo locale romano Officine Beat, l’arte dimostra di essere un’esigenza costante anche in un luogo non adibito all’esposizione, che tipo di progetto artistico stai costruendo per Officine Beat?
Il progetto dei “mercoledì delle Officine Beat” è nato la scorsa primavera quando grazie al sostegno e alla disponibilità di Flavio, Alessandro e Luca (i creatori delle Officine) ho avuto l’opportunità di realizzare dei momenti artistici all’interno del locale. Ciò che mi ha spinto a dar vita a questo progetto è stata innanzi tutto la voglia di avere un luogo di incontro e confronto per tutti gli amanti dell’arte, artisti e non. Mia esigenza personale che però ho riscontrato subito in molte altre persone.
Per far ciò quindi è stato naturale pensare all’ideazione di mostre, reading e presentazioni di libri che potessero aiutare a far conoscere tale realtà e soprattutto a definire dei momenti più o meno regolari in cui incontrarsi. Grazie all’ottima qualità dei progetti presentati, alla bravura degli artisti che hanno partecipato e al sostegno dei media, fortunatamente i “mercoledì delle Officine Beat” si sono affermati fin da subito come una nuova importante realtà del panorama artistico romano, e questo credo lo confermi anche l’ottima affluenza di pubblico.
E così che è nata anche Bel Ami, la mostra che riapre la stagione espositiva, e che vede la partecipazione di sette artisti che negli ultimi anni stanno riscuotendo un grande successo sia in Italia che all’estero (aggiungerei che è un successo più che meritato). In mostra ci saranno i lavori di Cecilia Agostini, Paolo Assenza, Erica Calardo, Luciano Civettini, Gerlanda Di Francia, Anastasia Kurakina, Luisa Montalto, Marco Rea. Inutile dire che è un appuntamento da non perdere!

È rimasto solo un fungo

Anche il tuo laboratorio non è più solo uno spazio creativo, ma un luogo di incontro tra artisti, oltre ai tuoi maestosi SNUB quali creature dell’immaginario invadono le pareti del luogo in cui crei?
Da tempo ormai sulle pareti dello SNUBaddicted Studio si sono affiancati a SNUB nuovi personaggi. Quelli che hanno conquistato un posto da protagonisti sono principalmente dei vermoni dai colori allucinati e funghi monoculari. Insieme questi personaggi danno vita di quadro in quadro a storie ogni volta diverse e, grazie alle peculiarità di ognuno, a seconda di ciò che voglio esprimere mi basta chiedere l’aiuto di uno o più di loro; preparare il personaggio per la parte (per dirla alla Stanislavskij) e il gioco è fatto.
Da sempre mi affascinano le fiabe e il loro linguaggio. L’idea di poter traslare su un piano fantastico la nostra quotidianità è sicuramente alla base della mia poetica, ma ciò che è importante per me è appunto affrontare tematiche che ci riguardano da vicino e realtà che ognuno di noi vive in prima persona.

A Noble Drama

La collaborazione tra le arti e tra gli artisti è la chiave di lettura del tuo rapporto con l’ingegno e la fantasia. Cosa significa fare rete quando le strutture pubbliche non sostengono il nuovo?
Proprio in questi ultimi tempi sto sperimentando quanto la collaborazione e il confronto con altri artisti sia davvero fondamentale per me. Sia perché ricevo ogni volta nuovi stimoli su cui riflettere e ho la possibilità di vedere il mio lavoro da diversi punti di vista, sia perché questa collaborazione porta a volte occasioni che magari da solo non avrei avuto.
Questi ultimi mesi si è creato a San Lorenzo un gruppo che ha, con mia grande gioia, l’aria di una vera e propria factory. Il tutto è nato dall’incontro tra me, Alessio Paiano, Danilo Cannone e Angela Gatta (già da tempo animatori dello SNUBaddicted Studio) e alcuni artisti vicini alla realtà dello studio dello scultore Bruno Melappioni, che sono nello specifico quest’ultimo, Sabrina Dan e il musicista Luca Romano.
L’ispirazione che trovo nelle nostre discussioni o nelle opinioni che ho la fortuna di ricevere sul mio lavoro e l’energia che si genera nello stare insieme sono, per un artista, qualcosa di impagabile. Inoltre, per tornare al problema dell’assenza di aiuti da parte del pubblico, realtà come queste sono sicuramente soluzioni ideali in quanto determinate questioni economiche sono decisamente più semplici da affrontare in gruppo che da soli; senza contare il fatto che chiunque di noi abbia un’esposizione o altro in vista ha la certezza di poter fare affidamento sul sostegno degli altri. Sostegno che può andare dal “semplice” ritrovarsi il pranzo pronto mentre si finisce un quadro in ritardo (come sempre!) fino all’aiuto nella diffusione della mostra o nel coinvolgimento di pubblico, stampa e collezionisti (operazioni in cui appunto le strutture pubbliche sono totalmente assenti).

Don't Let Them Catch Us!

WEB* alessandrocalizza.it