TATTOO
*HANGAR TATTOO STUDIO

by Rossana Calbi

Intervista a Cecilia Agostini

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Novembre 2012 apre l’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery; dopo un anno di attività del primo studio di tatuaggi e galleria d’arte a Roma sfogliamo le tavole e l’agenda di Cecilia Agostini: la direttrice.
Cecilia inizia a disegnare la pelle da 1992, il suo spirito punk e i suoi studi all’Accademia di Belle Arti la conducono nell’organizzazione delle prime cinque edizioni di Crack! Fumetti dirompenti, il festival dell’illustrazione indipendente della Capitale. L’Hangar Studio racconta il suo mondo e la sua passione: un’arte che si imprime sulla pelle e che rifiuta ogni convenzione definita.

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Sulle pareti dello studio nel quartiere di San Lorenzo ci sono i fogli di visionarie artiste come Bambi Kramer e i preziosi cammei di Silvia Inno di Indelebile Shop e chiuse nell’Hangar, assieme a Cecilia: Valentina o più semplicemente Tinka, che disegna tratti spessi sulla pelle e sul vinile per sottolineare con un atteggiamento ironico un’attenzione ai dettagli più particolari; e Cristiana Vari, Lady Crime, i suoi crimini sono quelli di “trasmettere energia positiva e sperimentare ogni giorno piercing su pelli diverse e anime diverse”, così racconta la piercer che collabora con lo studio di tatuaggi. Nell’Hangar Tattoo Studio & Art Gallery si esprime una visione nettamente poco inquadrata del prodotto artistico: Cecilia Agostini racconta come le linee nell’arte si possano e si debbano incrociare.

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Le macchinette ronzano tra le mani di due tatuatrici e Lady Crime fa entrare il metallo nella pelle. Come nasce questa combinazione al femminile?
È una scelta. Non è casuale ma è naturale. Quando ci troviamo di fronte ad un gruppo di uomini al lavoro non ci chiediamo il perché. Per me combinarmi con altre donne è normale e bellissimo. Il prodotto del pensiero creativo femminile è ancora fuori dalla grande porta della cultura, penso al ‘600, ad Artemisia Gentileschi che si vestiva da uomo per sapere di esistere. Abbiamo l’esigenza di godere di più spazio per ricordarci chi siamo e qui ce n’è.

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Il segno che preferite è l’old school rivisitato da una vena romantica che addolcisce le linee marcate tipiche del genere, quali sono le vostre prospettive in questo stile?
Mi piace giocare con gli elementi grafici del tatuaggio old school o traditional, quello che tu interpreti come una vena romantica è il mio modo di riappropriarmene, di filtrare attraverso il mio sguardo. La prospettiva è il desiderio realizzato.

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Il vostro spazio è anche una galleria d’arte che ospita illustratori emergenti, quale la mostra dello scorso anno che più vi ha dato soddisfazione?
I lavori che esponiamo ci piacciono tutti, sono frutto di una selezione nata dalla relazione che instauriamo con la persona che espone: sono le cose che ci piacciono. Forse sono molto legata alla prima expo che abbiamo fatto nel novembre dello scorso anno, per inaugurare lo studio, con un’artista italo-inglese, Conny Prantera, con la quale ho anche in comune un sodalizio politico e artistico di più di venticinque anni.

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poster expo conny prantera

Quali sono le prossime mostre che ospiterete nella stagione 2013-14?
Per le mostre all’Hangar peschiamo dall’underground, tra nomi noti e sconosciuti, prediligendo l’idea della riproducibilità mai uguale a se stessa, della stampa in ogni sua forma, del tatuaggio naturalmente, al femminile preferibilmente. In cantiere per la prossima stagione le mostre dei ragazzi di DolceQ, Luisa Montalto, Susanna Campana una delle componenti del collettivo Serpe in seno e By All Means Necessary, collective show a cura del tatuatore Andrea “Gallo” Gallinini.

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