EXHIBITION *WINSHLUSS SOLO SHOW PARIS

by Rossana Calbi

Il mondo meraviglioso di Winshluss

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Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni”. Il grillo parlante aveva avvisato Pinocchio, ma sappiamo come finisce la storia, o forse non ci piace ricordarlo. Anche quando le favole sono stravolte, irrise e riutilizzate in altri messaggi, comunque ci troviamo di fronte a un insegnamento che non riesce a entrarci in zucca. Forse un giorno decideremo di trasformarla in un mezzo di trasporto per una principessa in ritardo, nel frattempo la utilizziamo così poco da aver trasformato un “mondo meraviglioso” in un libro degli orrori a cielo aperto.

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Scusate se l’affabulazione è arrivata prima della fine della storia, stravolgendo le cose magari si riesce a trovare un nuovo modo di comunicarle, un po’ come fa Winshluss, in mostra con un mondo che è meravigliosamente colorato e spaventoso quasi quanto quello fuori dal musée des Arts décoratifs di Parigi.

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Fino al 10 novembre alle spalle della Gioconda c’è un Barbapapà che utilizza la sua massa multiforme per distruggere aerei militari. Il simpatico “confettone” disegnato nel 1970 da Annette Tison e Talus Taylor ha la stessa età di Vincent Paronnaud, in arte Winshluss, e solo un suo coetaneo poteva capire la frustrazione di un “blob” francese di colore rosa di fronte a un mondo che non è rassicurante e tranquillo come lo avevano disegnato i suoi “genitori”. Normale la reazione dell’artista che aggredisce la sua cultura ed entra nei confini dei personaggi che hanno fatto parte della nostra infanzia per raccontare una visione che confonde quotidianità a immaginifico.

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Un monde merveilleux è stato presentato per la prima volta al Toy Comix del 2007, in occasione della mostra nel département des jouets del musée des Arts décoratifs lo sceneggiatore e regista, che ha firmato il film Persepolis con Marjane Satrapi, ha aggiunto un nuovo diorama per dare la sua spiegazione sull’estinzione dei dinosauri e la scomparsa degli animali fantastici. Nella sua Arca di Noè, i posti sono terminati, troppi pinguini e volpi, i giganti della terra sono arroccati su una roccia mentre nel mare affoga un liocorno: una realtà che non protegge i sogni; questa nuova opera del cartoonist francese rientra in un progetto di ricerca dedicato alla reinterpretazione delle favole.

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A pochi metri dalla Piramide dei Louvre una mostra in cui i protagonisti sono i pupazzi in vinile e i disegni di favole che fanno parte della tradizione culturale occidentale con personaggi entrati a far parte del quotidiano infantile grazie alla televisione, se questa ha già cambiato il linguaggio favolistico e lo ha utilizzato a suo uso e consumo, Winshluss fa la stessa cosa, ma usando provocazione e humor forte. Come nelle trasmutazioni dello statunitense Ron English, Winshluss plasma l’immaginario dei cartoons più classici e ribalta le rassicurazioni che non avevano un reale appiglio con le favole originali, l’interpretazione dell’artista francese è forse più centrata di quella spacciata ai bambini degli anni ’80 che si ritrovano adulti in un mondo che non riconoscono. Le favole non sbagliano, se sono lette e ascoltate in toto, ma il revisionismo le ha traslate in un luogo di menzogna più pericoloso del bosco in cui si nasconde il lupo cattivo.

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Winshluss gioca con i miti che hanno cresciuto la sua generazione e che l’hanno illusa, gli chiede una verità che non riescono a dire, e allora li costringe a vivere in una realtà che è quella di un “mondo meraviglioso” solo per chi ha gli occhi chiusi dalle braccine rosa del Barbapapà che, però, ora è pronto a ribellarsi e a diventare il nuovo Godzilla.

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Il fumettista e illustratore non fa un lavoro di ricerca nel linguaggio antico delle favole, usa ciò che è riconoscibile e pop, così aveva fatto nel suo albo Pinocchio, dove la favola collodiana aveva perso ogni suo connotato, Winshluss guarda Disney: se bisogna stravolgere un linguaggio si fa in modo che sia ben chiaro al pubblico quello che si sta facendo. Dopo il suo Pinocchio, premiato nel 2008 al Comics Festival di Angoulême, in questa mostra Winshluss continua la sua rivisitazione delle favole classiche nella loro diffusione cinematografica, usando le tecniche del fumetto, al paese dei balocchi non toglie la maschera colorata, ma la carica di un sorriso di plastica forzato e inquietante, un nuovo modo per rientrare nelle teste dei bambini e prepararli a incontrare il gatto e la volpe senza farsi più prendere per il naso.

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Un monde merveilleux
Winshluss solo show
a cura di Dorothée Charles
presso musée des Arts décoratifs
dal 17 aprile al 10 novembre 2013
107 Rue de Rivoli, Parigi
WEB* lesartsdecoratifs.fr

Photo: Rossana Calbi