ARTE
*EL GATO CHIMNEY

by Rossana Calbi

«Certe sfide non le deve raccogliere solo l’artista…»

L'antenato_40x50cm_AcrilicoTela_2013

flyer_chimneyFigure antropomorfe che tornano a diventare simboli dei vizi e delle virtù umane, quella di El Gato Chimney è una rappresentazione artistica che sembra legarsi più alle tematiche di Bosch che a quelle contemporanee.
Aiutato dalla figura, che però è traslata nella metafora, lo spettatore deve scoprire un messaggio che parla attraverso canali atavici e che rifiuta l’imperante semplificazione pubblicitaria.
Il linguaggio di El Gato Chimney riprende dall’inquietante pittura fiamminga il parossismo e lo riporta in un mondo che continua a dimostrare le sue assurdità. Il pubblico contemporaneo è paradossalmente meno pronto a capire i contrassegni simbolici che l’artista sviluppa nei suoi lavori e questa, forse, è la sfida che più interessa El Gato Chimney che dal 26 di settembre è in mostra per confondere ancora di più lo spettatore con indicazioni che non portano verso una direzione certa, ma che impongono una sacrosanta riflessione.
Nessuna indicazione in Crossroad, mostra a cura Michela D’Acquisto: l’artista milanese presenta nella sua città una rappresentazione che non è onirica e non ricerca la bellezza dichiarata, è piuttosto una realtà mentale e logica che si costruisce come il linguaggio. El Gato Chimney ha l’intento di incuriosire lo spettatore per questo abbandona le idiosincrasie contemporanee e cerca quegli archetipi che spiegano la nostra umanità da secoli.

Giocare col fuoco_50x60cm_AcrilicoTela_2013

Dalla street art all’arte istituzionale, un passaggio che tu hai fatto anni fa e che è stato l’iter di Haring prima di te e ormai anche in Italia è diventato il comune denominatore per gli artisti emergenti. Può dipendere dall’imposizione che la street art impone? Una violenza che decreta un gusto, un po’ come altre forme di comunicazione.
Non credo che sia una cosa derivante dalla street art, ma più dalla volontà personale di inserirsi o semplicemente avvicinarsi ad altri contesti. È indubbio che la street art per quanto mi riguarda ha giocato un ruolo importantissimo nel mio percorso artistico, tecnico e soprattutto di ricerca personale, che mi ha portato a fare quello che faccio oggi, ma non credo che siano dei punti costanti per tutti  e che si possa generalizzare.
In fin dei conti la street art non è una tecnica, un supporto o uno stile, è un attitudine e un modo come un altro di fare arte, che sia considerata istituzionale o meno non ha importanza, ha una sua storia, un suo percorso e una sua importanza a prescindere da tutto il resto.
E poi diciamolo chiaramente, sono più gli street artists che sono stati voluti da chi tratta arte istituzionale che viceversa.

Il responso_60x70cm_acrilico-su-tela_2013
La scoperta del miele_80x90cm_acrilico su tela_2012

Il tuo immaginario è colorato, nonostante la realtà dei tuoi quadri abbia legami con una cultura inquietante, hai ambizioni cromatiche alte e un immaginario che sembra rifuggire la realtà. Come vedi il mondo che ti circonda?
Bello e inquietante. Bello perché ci sono veramente tante cose che vale la pena scoprire, vedere, conoscere e realizzare, ma nello stesso tempo accadono quotidianamente nel mondo vicino e lontano da me fatti che mi turbano e mi danno da riflettere non sempre in maniera positiva, ma penso che sia un male che accomuna un po’ tutti in questo momento storico. Credo che sia naturale che nel mio lavoro traspaiano queste sensazioni. Un artista può esprimere il benessere e il malessere della società in cui vive anche solo con le sensazioni che riesce a far trasmettere ai suoi lavori, anche se a livello superficiale e visivo possono apparire anacronistici o visionari.

El-Gigante_200x130cm_AcrilicoTela_2013_web
Le-altre-stagioni_100x110cm_AcrilicoTela_2013

I tuoi lavori rielaborano visioni e contorsioni mentali, il simbolismo si lega allo strano e ricorda la forma dell’arte fiamminga. Puoi svelare qualche tuo insolito legame simbolico?
In verità, il processo che voglio instaurare non è quello di rivelare, ma di far scoprire e riscoprire. Le mie ricerche attuali si basano su simbolismi, credenze, costumi e rituali dell’uomo in diverse epoche ed etnie. Per quanto io carpisca tutto questo e lo rielabori nella mia personale visione e interpretazione, rimangono delle radici riconoscibili che il nostro subconscio più primitivo percepisce ma che magari non sa interpretare coscientemente. Tutto questo provoca molto spesso delle domande e delle sensazioni che spingono a soffermarsi davanti al lavoro e fare delle riflessioni. Non è importante la risposta, che potrebbe essere soggettiva, giusta o sbagliata, ma essere riusciti a far smuovere qualche cosa dentro di noi. Per me è questo che un’opera d’arte deve dare, insieme ovviamente a un notevole godimento estetico.

Memorie di una riflessione_50x60cm_acrilico-su-tela_2012
La casa della polvere_50x60cm_acrilico-su-tela_2012

portrait-by-RIccardo-Ferri

foto di RIccardo-Ferri

La tua arte nasce libera e priva da decisioni precostituite su tema, dimensioni e legami di toni e gradazioni, come si è evoluta la tua produzione in rapporto alla curatela?
Devo dire in maniera abbastanza serena e senza troppi stravolgimenti, ammettendo che non amo moltissimo costrizioni e imposizioni di questo tipo nel mio lavoro, anche se indubbiamente capisco alcune problematiche e necessità curatoriali, che per quanto mi è possibile cerco di assecondare. Ovviamente credo che bisogna anche trovare un giusto compromesso tra le parti, perché sostengo che certe sfide non le debba raccogliere solo l’artista, che a ragion del vero ha già le sue normali problematiche da affrontare nella realizzazione del suo lavoro.

Luce silenziosa-50x60cm-AcrilicoTela-2012
La congiunzione del tempo-60x70cm-AcrilicoTela-2012

CROSSROAD
El Gato Chimney Solo Exhibition
Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano
dal 26 settembre al 9 novembre 2013
a cura di Michela D’Acquisto
Jean-Pierre Girolami introduce il catalogo della mostra

WEB* steambiz.comcolomboarte.com