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*NEYTH

by Siriana F. Valenti

Tender in the Dark

autoritrattoLe immagini che seguono rappresentano il viaggio nell’intimità famigliare di una futura psicologa appassionata di fotografia. Elisa C, aka Neyth, si svela a DATE*HUB attraverso il racconto di 17 fotografie.
Parole e immagini si susseguono sui temi dell’amore, della paura, della vita, della morte e della rinascita utilizzando l’Indagine come unico file rouge.

Il bianco e nero, il colore, la storia di una sorella coraggiosa, l’innocenza dei piccoli fratelli e il senso di unità con il suo compagno la traghetteranno dolcemente, alla fine di questo percorso di Autocoscienza, verso una maggiore centratura del Sé.

Ecco a voi l’inno alla Vita di Elisa C.

1

«La morte di Ophelia, così ho nominato la foto sul mio stream di flickr. Una Ophelia moderna, una rivisitazione del celebre personaggio di Amleto e del dipinto di John Everett Millais a lei ispirato. La mia Ophelia annega nelle acque dell’apatia, uccisa da se stessa e da un mondo di cui da tempo non è più meravigliata.»

2

«La rinascita di Ophelia, una Ophelia bilanciata e innalzata verso l’alto, ispirata al raggiungimento di nuovi mondi, in momentaneo equilibrio tra terra e cielo.»

3

«Sono particolarmente affezionata a questa foto, perché segna l’inizio della mia scelta fotografica. Con questo scatto ho capito ed ammesso a me stessa quale fossero i miei desideri per il futuro.Ciò che mostro è una principessa addormentata o morente, come addormentata o morente è la natura che ci circonda. Siamo noi, osservatori, a deciderne il destino, noi osservatori attivi che coi nostri sguardi e le nostre azioni determiniamo la morte o la sopravvivenza di entrambe».

4

«L’importanza di crescere in un letto di conoscenza, un auspicio per i miei fratelli, affinché possano amare le parole, le immagini, le persone, il mondo e bramarne gli insegnamenti».

5

«Celebrazione della meraviglia negli occhi dei più piccoli quando insegni loro qualcosa di nuovo. Una meraviglia profonda e speciale, un interesse particolare che la maggior parte degli adulti pian piano sembrano perdere.»

6

«Scattando questa foto e quella successiva, ho cercato di ricreare le emozioni e le sensazioni che ho provato con la loro nascita. In questo scatto ciò che mostro è la quiete prima del parto, il momento in cui i bambini dormono sospesi tra il nostro e il loro mondo.»

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«Scattando questa foto e quella successiva, ho cercato di ricreare le emozioni e le sensazioni che ho provato con la loro nascita. In questo scatto ciò che mostro è la quiete prima del parto, il momento in cui i bambini dormono sospesi tra il nostro e il loro mondo.»

8

«Questa è la storia di un cuore fragile e di una cicatrice indelebile, lasciata su un corpo candido ed immaturo come monito quotidiano di una vita preziosa e fugace.»

9

«I due scatti mettono in risalto la cicatrice sul petto di mia sorella, cicatrice provocata da un’operazione al cuore effettuata quando aveva poco più di due anni. È una cicatrice che lei porta con orgoglio e di cui non prova vergogna, poiché le rammenta ogni giorno il valore, effimero, della vita.»

10

«Scattata con una fotocamera compatta. Il fiore, colto da me, e la fotocamera Kiev, donatami dal mio Dan, sono appoggiati sulle nostre lenzuola, sulla nostra culla d’amore. Rappresenta il nostro incontro, il nostro affetto, la felicità che condividiamo da quando ci siamo trovati.»

11

«Scatto ispirato da un sogno fatto una notte, sogno che ho ancora impresso chiaro nella mia mente e che parla di un popolo prigioniero a causa delle proprie azioni atte a distruggere il nostro pianeta.»

13

«Portata via dal vento, come un fiore colto su un prato, come le parole sussurrate alla luna.»

14

Foto scattata con la Kiev 4 A, raffigura un momento di rilassatezza colto al tramonto. Un momento in cui ci si lascia andare alla misticità della musica, ai piaceri dell’ascolto, ad attimi di esistenza in cui ci si concede una tregua dai problemi quotidiani.»

15

Osservando questa foto non posso che pensare alla morte, percepita come continuum della vita, come una candela che illumina nell’oscurità dell’ignoto.»

16

«Questa foto rappresenta il mio primo tentativo di scanner photography. Ciò che volevo creare e mostrare era il senso di paralisi e claustrofobia percepito quasi quotidianamente dalla maggior parte degli uomini, prigionieri della società e delle proprie paure.»

17

«Il ritrovato coraggio di scrivere, dopo aver letto, riletto, cancellato e riscritto. Il ritrovato coraggio di scrivere da sé il proprio destino.»

18

«Questa foto, che ritrae me e Dan, non rappresenta solo il nostro amore, ma anche il senso di protezione che percepisco standogli accanto. Rappresenta il mio bisogno di lui, il nostro affetto, la certezza che lui sarà li, pronto a proteggermi, a leccare le mie ferite. Rappresenta il nuovo cammino che abbiamo iniziato insieme, una strada che ci porterà all’interno di paure e mostri interiori. Un cammino del quale ho avuto paura ma che ora non mi spaventa più, poiché lo attraverserò al suo fianco, le nostre mani sempre intrecciate.»

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