INTERVISTA
*BRENTON SEE

by Siriana F. Valenti

Australian Skate of Mind

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Photos by Emma Mackenzie for Six Thousand

Vive a Perth, in Australia, la città famosa per il surf e per aver sfornato negli ultimi anni un bel po’ di talenti dal punto di vista artistico. Brenton See è di sicuro un talento, i suoi splendidi e splendenti deck dipinti a mano mi fanno venire voglia di lanciarmi in una delle tante azzardate e spericolate peripezie in cui mi cimento e che finiscono, a volte, in scatafascio totale. Lui, invece, con lo skate ci fa gli ollie, disegna in modo appassionato, ha da poco inaugurato la sua personale alla Kurb Gallery e in questa intervista abbiamo chiacchierato di animali, tatuaggi, qualche trick del mestiere e ovviamente di skateboard.

Photos by Emma Mackenzie for Sixthousand

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Sappiamo che hai iniziato ad appassionarti all’arte quando eri piccolo. Cosa ti piaceva di più da bambino? Cosa disegnavi? Qual’è la prima mostra che ricordi di aver visto?
Da piccolo scarabocchiavo di continuo, le mie mani erano in perenne movimento. Oggi mi piace guardare al passato e disegnare tutte quelle cose che mi divertivano allora, come i dinosauri, gli animali e i mostri. A parte le gite con la scuola, non ho memoria di aver visto da piccolo mostre d’arte. Le mostre sono diventate parte della mia vita intorno ai vent’anni quando ho capito che gli artisti potevano vivere attraverso le proprie opere.

Photos by Emma Mackenzie for Sixthousand

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Cosa ti ha portato a produrre i tuoi magnifici skate dipinti? Hai un background da skater suppongo…
Da adolescente fare skateboard era la parte più importante della mia vita. Era l’unica cosa che pensavo di fare e e su cui mi concentravo maggiormente. Collezionavo e leggevo tutte le riviste possibili di settore ed ero affascinato dalla grafica delle tavole.

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©BrentonSee3Parliamo di processo creativo. Dallo sviluppo dell’idea fino alla realizzazione finale. Leggevo da qualche parte che per un periodo ti sei forzato a usare solo 4 o 5 colori al massimo. Perché?
Mi piace variare, a volte so da subito quale sarà la resa finale di un pezzo mentre altre volte è un vero e proprio working in progress. Inizio a fare gli schizzi basandomi sulle fotografie, creo l’aspetto che mi piace semplificando il soggetto il più possibile così da impattare maggiormente al primo sguardo, al contempo mi concentro sulle linee e in particolare alcune aree della composizione.
La tavolozza di colori è a volte minimal, a volte audace, ma continuo a sfidarmi sempre per rimanere sul “pezzo”.  Da 4/5 mesi mi sono concertato, in particolare, su alcuni colori. Spesso ne cambio due o tre e li utilizzo per una mostra. Questo fa sì che nel tempo, pur mantenendo la stessa tecnica nelle linee e lo stesso tratto puntinato, i vari pezzi diventino delle piccole collezioni riconoscibili dai colori usati. Cambiare la tavolozza, in questo modo, mi porta ad un impegno costante nel lavoro senza annoiarmi mai.

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Osservando le tue opere, in particolare gli skate, è come se ci trovassimo di fronte a dei totem in miniatura. Il mondo animale è per te fonte di grande ispirazione. Penso ad esempio ai T-Rex, ai Blue Marlin, alle Tarantole, alle Pantere e ai Lupi… Cosa rappresentano a livello simbolico e qual è il tuo rapporto con la natura?
Sì quello che produco è in relazione con gli animali. Da bambino ero incuriosito dal mondo animale e mi piaceva guardare i documentari sulla natura. Non ho mai amato ritrarre le persone o il corpo umano mentre gli animali sono così misteriosi, non sai quasi mai quello che pensano o quale potrebbe essere realmente la loro personalità. Mi piacciono anche perché il mio modo di disegnare si adatta bene a riprodurre le texure dei capelli, della pelliccia, del piumaggio e della pelle.

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photoUn altra fonte di ispirazione è di sicuro il mondo del tatuaggio, come ti ci sei avvicinato? Hai mai tatuato e/o sei tatuato?
Dopo il liceo ho studiato per un po’ di anni grafica al Tafe, ma è bastato poco per realizzare che volevo le mie mani, e non la tastiera, parte integrante del processo creativo. In quel periodo disegnavo molto e stavo cercando di capire su quale fronte muovermi. Allo stesso tempo la mia vita era piuttosto presa anche dallo skate e questo mi portò naturalmente ad entrare in contatto con uno studio di tatuaggi e il mio primo tatuaggio: uno skateboard sul polso. Appena tornato a casa chiesi ad alcune persone più grandi e con più esperienza che cosa, secondo loro, potevo fare per diventare tatuatore. Creai così il mio primo portfolio e iniziai a fare apprendistato in uno studio di tatuaggi e grazie all’influenza delle persone intorno a me, il mio modo di disegnare migliorava di giorno in giorno… ma con il passare del tempo capivo anche che ero sempre meno interessato alla modalità di realizzazione dei disegni, oltre al fatto che alcuni soggetti proprio non mi piacevano. Per un po’ la mia carriera entrò in una fase di stallo. A quel punto decisi di lasciare lo studio per concentrarmi sulle cose che veramente volevo creare e per sviluppare uno stile autentico e più “sentito”. Ora il mio stile è un mix tra  Traditional Tatto e Arte e sono molto fortunato perché spesso alcuni tatuatori mi commissionano delle opere.

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Il periodo economicamente parlando, a livello mondiale, non è dei migliori. A seconda del campo “artistico” in cui siamo coinvolti, ognuno di noi lotta ogni giorno per i propri ideali e le proprie passioni… faticando non poco. Come immagini il tuo futuro dal punto di vista lavorativo? Cosa ti aspetti dal mercato? E a cosa aspiri?
La cosa più difficile del mondo è fare ciò che si ama e al contempo sperare di ricavarne qualche soldo. Quando sei un artista non sai mai quando potrai permetterti di pagare le bollette, mangiare o comprare i materiali che ti servono. Da una parte questo mi spinge a lavorare sodo e a trovare il modo di creare opere dai prezzi accessibili e che posso produrre con regolarità.  Quando si riceve una commissione si è sempre molto grati e riconoscenti perché a qualcuno piace talmente tanto il tuo lavoro da spenderci del denaro. Se sei un artista a tempo pieno la lotta più grande è con la totale incertezza sul futuro e la paura che un giorno magari potresti non vendere più. Le mostre servono anche a garantire le vendite perché in quel caso le persone possono vedere dal vivo le opere e rimanerne più colpiti rispetto alla riproduzione fotografica. In futuro spero di fare un sacco di mostre sia qui che all’estero e mi piacerebbe anche iniziare a fare murales per vedere i mie pezzi su larga scala.

Photos by Emma Mackenzie for Sixthousand

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Se volessimo fare un viaggio in Australia, passando un po’ di tempo a Perth, innanzitutto dove potremmo trovarti? Hai uno studio o un negozio dove poter acquistare le tue opere? E poi cosa ci consiglieresti di fare/vedere? Immagina una mini-guida ideale a firma Brenton See per una giornata da passare a Perth…
Perth è una piccola  città ma ci sono un sacco di cose fiche da fare se sai come trovarle. Il mio studio è a Northbridge, in pieno centro, ed è molto vicino ad una serie di gallerie d’arte alcune delle quali vendono i miei pezzi. Sei sei interessato all’Arte e ti piacciono i murales puoi fare un salto alla ricerca dei vicoletti dietro le maggiori vie dello shopping, tipo Northbridge, Leederville e Subiaco. Passare una giornata a Freemantle è sempre il modo migliore per immergersi nell’arte e la cultura di Perth, oltre al fatto che si possono trovare i migliori pub della città. Penso che il percorso migliore per chi viene da fuori sia quello di prendere il treno e fermarsi nell’ordine a Leederville, Subiaco, Claremont e Fremantle.

Ultima domanda, cosa ti piace ascoltare quando disegni?
Mi piace guardare qualsiasi cosa di David Attenborough oppure ascoltare un po’ di alternative e punk rock.

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We know you started to be passionate about art when you were a child. What did you like most? What did you use to draw? Which is the first exhibition you can remember from that days?
When i was a child i would always be scribbling wherever i was, i was always doing thing with my hands. Nowadays i like to revisit my childhood by drawing things that were fun then and are still fun for me now like dinosaurs, animals and monsters. I dont remember going to exhibitions as a child, besides the odd outing to the state gallery. Exhibitions became a part of my life once i hit my late teens and twenties when i began to understand that artists were living off the work they sold.

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What push you to create your wonderful painted skateboard? I suppose you may have a skater background…
Through my high school years skateboarding was the biggest thing in my life at the time. It’s all i could think about and it’s what i focused my time on. I was collecting and reading skateboard magazines regularly and i always loved the graphics used on each decks.

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Let’s talk about creative process. From the idea ’till the final result. I read somewhere that, for a short time, you forced yourself to use just 4 o 5 colors. Why?
My creative process varies. Sometimes i will know exactly what a final piece will look like before i begin, and other times i will make it up as i go. I sketch up images from photo reference and create the look want an simplify the subject so it’s easy on the eye but also has a lot of detailed line work and amongst certain areas. My color palette has away been minimal and bold but i do try to challenge myself and keep things fresh. For a while now i have been working with certain colors in the space of 4 to 5 months. I often change two or three colors and then use them for an exhibition if i can. This means that i work in the same way as far as my line work and dot work goes but as time goes on there becomes small collections of pieces that flow together by their colors. Changing my colors in this way means that I’m constantly challenging myself with new ways to use my colors and also means i never get bored.

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Watching your artworks, particularly the skates, it’s like if we’re in front of miniature Totem. The animal world it’s for you, I guess, very inspiring. I think at the T-Rex, the Blu Marlins, the Tarantula, the Panthers and the Wolfs… What these animals represent for you (symbolically speaking), and which is your relationship with nature?
The artwork i produce are generally revolved around an animal reference. Ever since i was a child i have been interested in the animal world and wildlife documentaries especially have always kept me entertained. I have never found enjoyment in drawing people or the human figure and animals are so mysterious as we never know quite what they are thinking or what their personality would be like. I like to paint animals mainly because my line work and dot work work well with the texture of their hair, fur, feathers and skin.

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©BrentonSee_0You’re also surely inspired by the Tattoo world, how did you get in touch with it? Did you ever tattooed someone or/and are you tattooed?
After high school i studied graphic design for a few years at Tafe but soon discovered i wanted my hands to be a part of my career and not a keyboard. I was drawing quite a bit at the time and i was trying to find out what i could do to make a career out of art. At the same point of my life skateboarding was such a big part of who i was and it landed me in a tattoo studio and my first tattoo of a skateboard on my wrist. After the experience in the shop i then went home and asked a few older people what i took to be a tattoo artist. I created a portfolio of work an was asked to apprentice. My drawing skills increased by the creative influence of the people around me in the shop. As time went on and i realized a lot of the designs didn’t interest me at all and the hours put in to creating work that you didn’t always agree with, my career path was a unclear. I soon decided to leave the apprenticeship and focus my time on creating things that i wanted to create and develop my own versions of the tattoo flash i had been witnessing.
Now that I have developed a style that’s is my on mixture of traditional tattoo influence and fine art, i am lucky that I’m regularly asked by tattooists for commissioned paintings. I’m glad the tattoo industry is still a part of my life.

This era we live in, economically speaking, it’s a mess. Depending on the “artistic” field in which we are involved, each of us fights every day for ideals and passions, struggling quite a bit. How do you see your career in the future? What do you expect from the market? And what do you achieve?
Doing what i love and trying to make money from it is the hardest thing i have ever experienced. As an artist i never know when i will have money to pay bills, feed myself or buy materials. This pushes me to work hard and come up with new ways to create affordable art that i can produce regularly. When you receive commissions you are grateful that someone has enjoyed your work enough to pay money for it and trust that it will be worth it. The biggest struggle with being a full time artist is not knowing what your future holds and wether therewith come up time when your work no longer sells. Exhibitions are a good way to ensure sales of artwork as people can see pieces in person instead of a photo and therefore have a greater impact to the viewer. My future will be full of exhibitions both here and outside of Australia if possible. I would also like to create larger pieces and begin painting murals using my techniques data larger scale.

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If we want to plan a trip in Australia, stepping by Perth, first of all where do we find you? Do you have a studio or a shop where we can buy your works? And then what would you recommend to do / see? Imagine an ideal Brenton’s mini-guide for a day in Perth…
Perth is a tiny city but there’s cool stuff around if you know where to look. My studio is located in the heart of the city (Northbridge) close by to the art supplies shops and retailers that sell my work from their walls. If your an artistic person who enjoys murals, many of the lane ways behind main shopping streets in the city, Leederville, Northbridge and Subiaco is worth a look. Freemantle is always a good day out to experience the art and culture of Perth while stooping by one of many great pubs. I think the best way to spend a day as someone who is new to Perth would be to take the train from the city and hop off and look around the streets of Leederville, Subiaco, Claremont and finally Fremantle.

Last question, what do you like to listen while drawing?
When working i like to watch anything David Attenborough or listen to some alternative, punk rock tunes.

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