ARTE
*ANIA TOMICKA

by Rossana Calbi

«La solitudine è fondamentale.»

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ania_tomickaSe sposta i capelli sottili Ania Tomicka ha uno scoiattolo che le sussurra all’orecchio, forse è lui che le ricorda i riferimenti barocchi e che gioca con lei ai videogames.

Gli scoiattoli e altri animaletti buffi sono i protagonisti della pittura dell’artista d’origine polacca, sono i sinceri confidenti di un’arte che affonda le sue radici nello studio dell’antico e che cerca leggerezza nei colori dei cartoons. Gli occhi tristi e spalancati dei volti incorniciati dai capelli impalpabili sono resi ancora più drammatici dai colori accesi incastrati nelle sfumature, ma la Tomicka non cerca il dramma: la sua arte è carica di IRON-Y.

Fino allo scorso 4 giugno Ania ha rivestito di IRON-Y la galleria che l’ha scoperta: Mondo Bizzarro. Nel 2010 il team della galleria romana l’ha presentata in diverse collettive inserendola nella ricerca di Italian Pop Surrealism e nel 2013 ha aperto la stagione estiva con la sua personale curata da un’altra artista: Erica Calardo.

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Sei stata lanciata con The New Lost Generation nel 2011 da Mondo Bizzarro Gallery, poi i tuoi lavori sono stati ospitati nelle gallerie australiane e statunitensi; sei tornata da Mondo Bizzarro per festeggiare i diciott’anni di attività della galleria, cosa significa per un’artista “tornare a casa”?
Mondo Bizzarro è la galleria che mi ha aiutata a realizzare quello che da sempre è stato un mio sogno: esporre le mie opere al pubblico, parlare attraverso loro e poter vivere facendo solo la pittrice. Essendo stato il mio trampolino di lancio ci sono legata, quindi “tornare a casa” è stata una delle scelte più ovvie e ne sono veramente felice.

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Il tuo mondo artistico è molto legato ai canoni più rigorosi del Pop Surrealism e del New Pop, quali sono le forme estetiche più facilmente riconoscibili nei tuoi quadri che ti legano a questa corrente artistica che ha riportato in auge il figurativo, ma che conserva tutto il substrato del percorso surreale del secolo scorso?
Le forme sono quelle dell’infanzia, dei testoni, degli occhi grandi e dei mostriciattoli che popolano i miei quadri. Non posso nascondere che ormai queste forme viste e riviste mi fanno venire voglia di trovare altro ma nonostante io continui a studiare, a provare e a cercare pare che rimangano ancorate al mio essere e per ora non credo riuscirò a distaccarmene. Mi rendo conto che l’arte nasca sempre dall’arte e che non ci sia nulla di nuovo ma vorrei trovare una voce più personale e più riconoscibile.

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Qual è stata l’ultima mostra che hai avuto modo di vedere che ti ha lasciato a bocca aperta?
Ultimamente sono tornata agli Uffizi e non credo che ci sia qualcosa che può lasciare a bocca aperta come le opere che si trovano lì. Mi sento molto ispirata dagli autori del Rinascimento e sto cercando di studiarne la tecnica.

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La tua arte richiama la magia dell’illustrazione e la poetica pop dei manga, ci sono forme d’arte non legate al disegno che ti ispirano e che ti invitano a creare dei nuovi quadri?
Non mi sento molto ispirata dalla poetica dei manga, piuttosto lo sono dal kawaii, ovvero tutte quelle cose carine che i giapponesi fanno, soprattutto piccoli mostriciattoli. La forma d’arte che più mi ispira a creare oltre al disegno è sicuramente la musica, un “luogo” in cui mi posso perdere e immaginare nuovi mondi.

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I tuoi protagonisti spesso sono circondati da paesaggi lunari, quanto è importante la solitudine per la realizzazione di un’opera?
La solitudine è fondamentale. Essendo una persona molto riservata e introversa farei fatica a condividere questo momento con qualcuno.

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Nonostante la dichiarata aspirazione alla solitudine, l’artista fiorentina di adozione riesce a farsi raccontare da una sua collega, la Calardo: “Guardare e riflettere sul lavoro di Ania mi ha aiutato a capire molto anche sulla mia arte”. E con la sua timida riservatezza Ania ormai ha fatto innamorare anche gli States che in autunno la ospiteranno in diversi spazi: dal 2 settembre nella Potters Wife Gallery, grazie alla mediazione di Aunia Kahne Dan Hudson, Ania troverà L’innamorato. La sua arte passerà dall’Indiana al caldo losangelino con la sua personale presso la Swoon Gallery di Los Angeles, prevista sempre per l’inizio di settembre, e ancora California fino a novembre grazie alla collettiva curata dall’artista e curatrice italiana Ixie Darkon che l’ha coinvolta in un progetto espositivo presso la Flower Pepper Gallery di Pasadena.

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WEB* aniatomicka.com

  • akartist

    Outstanding <3 Love the emotions you show in your Art