ILLUSTRAZIONE
*ROBERTA ZETA

by Le Cornacchie della Moda

Intervista a metà per una doppia emozione

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Ragazze poetiche, fashion e piene di cose da raccontare, queste sono le protagoniste delle illustrazioni di Roberta Zeta! E proprio come le fanciulle che ritrae, anche Roberta è una cornucopia di emozioni e parole. Ecco a voi un’intervista… a metà! Già, perché come scoprirete dalla numerazione delle domande, abbiamo deciso di (con)dividere l’intervista in due, DATE*HUB da una parte, Le Cornacchie della Moda dall’altra. Siamo sicuri che arrivati alla fine vi fionderete a leggere quelle “mancanti”! Buona lettura…

1) Come è iniziato il tuo percorso, quando è stata la prima volta che hai preso in mano una matita per creare una tua illustrazione e perchè?
Il mio percorso di disegnatrice è iniziato presto, a due anni circa, appena ho potuto tenere in mano un pastello a cera, per usarlo sui muri di casa, ed è rimasto il gioco che ho fatto ore e ore ogni giorno per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Il percorso di illustratrice è invece iniziato molto più tardi. Paradossalmente non credevo che un gioco potesse trasformarsi in un lavoro vero, e per anni ho fatto tutt’altro. Tipo studiare legge.

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3) Da quali artisti trai ispirazione e quali sono quelli che ti toccano di più?
Farei un elenco lunghissimo, con i nomi più disparati, quindi dirò gli ultimi in ordine di tempo: Joanna Concejo, illustratrice polacco-spagnola, che mi lascia di sasso per la poesia con cui riesce ad unire matita e colore, immaginazione e realtà, e la libertà incredibile della sua ispirazione; Sara Fanelli, che ha uno stile fatto di collage e tratto infantile, difficile da definire con poche parole ma incredibilmente espressivo. David Hockney, che ha sperimentato tutte le nuove tecniche, e a quasi ottant’anni dipinge nuovamente su tela con la gioia e l’entusiasmo di un ragazzo. Attualmente spero di diventare come ognuno di loro.

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7) In passato sei stata coinvolta in alcune scene musicali, a tua volta hai suonato in un gruppo, come senti la musica nella tua vita attuale, ci sono influenze sul tuo lavoro?
Una volta la musica mi influenzava molto, ascoltavo tutto quello che potevo, ero costantemente alla ricerca di conoscere passato e presente, di capire come e perchè. Da quando il mio lavoro è diventato esclusivamente l’illustrazione, è come se un capitolo fosse chiuso e tutte le energie si fossero automaticamente spostate al campo delle immagini. Dopo anni a tutto volume, concerti, dischi, strumenti, adesso ascolto e apprezzo infinitamente il silenzio, ho dimenticato tutto, nomi, date, album, che prima conoscevo benissimo. Da quanto ho capito è avvenuto un mega trasloco di “files” dall’archivio del mio cervello al cestino, per fare posto a quelli nuovi. In parallelo alla mia stanchezza però ho notato nel panorama musicale un esaurimento progressivo della novità, un appiattimento verso la continua corsa a ripescare le quattro solite logore tendenze del passato, considerandole assurdamente nuove. Ci sono molti fattori a determinare questa situazione, ma per me, salvo pochissime eccezioni, suona tutto molto noioso. Spero che quando finalmente nascerà una nuova scena i miei vecchi files siano ancora tutti interi nell’hard disk…

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8) Qual è il tuo rapporto con la moda? Quali sono i tuoi punti di riferimento e perché?
Come donna e illustratrice concentrata sulla figura femminile, non posso non amarla: seguo i designer, le riviste, alcuni blog, cerco di conoscere la storia del costume e dei marchi che l’hanno cambiata, guardo le tendenze. Alcuni degli artisti che più amo sono illustratori fashion, come David Downtown, che con una sola pennellata riesce a farti sentire l’abito, il taglio, il tessuto, persino il profumo di chi lo indossa. Tra gli stilisti che ammiro Alexander McQueen, purtroppo scomparso, e Miuccia Prada, che trovo straordinaria, talmente “avanti” da risultare quasi incomprensibile nel presente, non fosse che è in grado di influenzare la percezione di ciò che è bello, dopo ogni collezione. Applicare tutto questo su di sé lo trovo molto più difficile, ma ci sto lavorando.

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10) Hai un tuo motto personale o una citazione che ti piace e ti rappresenta?
Sì, “Homo sum. Nihil humani a me alienum puto”.

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Ed ora non vi resta che correre a leggere le altre domande, diverse come lo sono le opere ad accompagnarle, su Le Cornacchie della Moda… e ancora: buona lettura!

zanzabout-350BIO* I’m a designer & illustrator.
Accidentally graduated in law, I work
at editorial, advertising and fashion related projects
and currently live in Padua, Italy.

WEB* robertazeta.com

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