GRAPHIC TREND
*CHE PIXEL!

by Rubens Cantuni

4 passi nel delirio di pixel

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Da anni ormai i pixel dominano le nostre vite. Atomi del mondo digitale, un tempo noti solo ad un manipolo di geek (quando ancora un pixel era grosso come un’arancia) sono entrati nella vita dell’uomo della strada grazie all’ormai noto quanto sopravvalutato termine di “megapixel” che i vari megastore di elettronica non esitano a sbatterci in faccia. La concezione è che più ce n’è meglio è, “Sono 18 megapixel, che faccio? Lascio?”.
Ma in quest’abbondanza di pixel, quando essi si fanno ancora più piccoli grazie ai nuovi display retina, quando i design sono sempre più “pixel perfect”, c’è qualcuno che invece vuole farceli vedere. Pixel grossi, mattoni e non più atomi, pesanti e quasi violenti nella loro ostentata rigidità e geometria. 

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Qualcuno, come il pittore tedesco Peter Buechler, inverte il processo e al classico passaggio analogico-digitale preferisce l’opposto, portando ad olio su tela foto erotiche a bassissima risoluzione e fortemente ingrandite, fino a mettere a nudo non i corpi, ma i pixel che compongono l’immagine. Effetto mosaico su tutta la tela, ma attenzione, per il vostro capo che sta 5 scrivanie più indietro questo contenuto è NSFW!

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WEB* peterbuechler.com

Il fotografo francese Jean Yves Lemoigne ha convertito questo effetto mosaico in 3D, dando vita a questi “gran pezzi di pixel” per una campagna pubblicitaria per Amusement Magazine.

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WEB* jeanyveslemoigne.com

Altri hanno voluto immaginare l’incontro tra analogico e digitale come se fosse avvenuto all’epoca in cui i pixel muovevano i primi passi, o meglio, i primi passi li muovevano i personaggi dei videogame composti di tali pixel. È questo il caso della collaborazione tra Jherin Miller e Black Box, dove foto simil-polaroid o instragrammat, se vogliamo parlare male, incontrano character fatti di pochi pixel che ricordano una versiona urbana degli omini che popolavano le prime avventure grafiche targate LucasArts.

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WEB* behance.net/jherinmiller

E se volete portare un po’ di pixel nella vostra vita reale potete sempre trarre ispirazione da questo showroom del designer giapponese Kunihiko Morinaga. La poltrona non so quanto sia comoda, ma è sicuramente il posto ideale dove dedicarsi all’ascolto di qualche chiptune d’annata. 

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WEB* anrealage.com