EXHIBITION
*SI PUÒ BUTTARE

by Redazione DATE*HUB

Ricordi che non si possono buttare

copertina

ILEX presenta una storia ispirata a tre album rilegati in pelle, recuperati accanto a un cassonetto dell’immondizia nel quartiere di Trastevere. In copertina, una striscia di carta scritta a mano avvisa che queste immagini possono essere gettate – Si può buttare.

2. (c) Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

© Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

All’interno dell’album, una vita in fotografie istantanee. La storia di una contessa che vive a Roma. Ritratti di una giovane ragazza allo sbocciare della sua femminilità, alla fine degli anni Quaranta, che diventa donna tra piacevoli gite in barca, escursioni scistiche, pic-nic nei campi pieni di fiori selvatici e feste in abito da sera. La contessa come una ragazza dagli occhi sognanti su una coperta buttata su un prato.

4.(c) Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

© Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

Il tempo passa e diviene sposa, moglie di A. La sua vita di privilegi continua. La contessa è ora al volante con A. su un’automobile nuova fuori in città… Spontanee scene di felicità e di gioia.

10. (c) Unknown : Courtesy of ILEX Gallery.

© Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

Da qualche parte, lungo la strada, però, la contessa decide che questi non sono più ricordi che meritano di essere conservati.
Si può buttare. Può essere gettato via.
L’invito della contessa di liberarsi dei momenti chiave della sua vita giovanile viene, ahilei, disatteso.

6 (c) Unknown : Courtesy of ILEX Gallery.

© Unknown : Courtesy of ILEX Gallery

Una selezione di questi ricordi, del suo mondo sono diventati il fulcro della mostra “Si può buttare”, presentato insieme ad immagini di fotografi contemporanei come Angelo Turetta, Jason Eskenazi, Amr Khadr, Maya Goded e altri. Le immagini dell’album costituiscono la base per un impianto che trascende tempo e luogo, offrendo un’universalità di espressione della visuale – e della vita.

3.Amr Khadr, Trees in the Bois, 2006, Courtesy ILEX Gallery

© Amr Khadr, Trees in the Bois, 2006, Courtesy ILEX Gallery

Ecco un testo critico della curatrice, Laura Mocci.
Si può buttare – Tre album fotografici vicino a un cassonetto. Tre album che raccontano una vita. Gli amici, le vacanze al mare e in montagna, gli studi, le feste, gli amori, le gite, la prima automobile, il matrimonio e gli anni della maturità. Istantanee che documentano il quotidiano e lo straordinario, immagini che raccontano una storia.

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© Jason Eskenazi, Army base, dalla serie “Wonderland”,1998, Courtesy ILEX Gallery

Non ha importanza che si tratti di Evelina, Paola, Adele o Elisabetta, non è importante il rango o il censo. È la vita di una donna cha appare attraverso scatti fotografici definiti, a volte incerti, ma comunque ritenuti dalla protagonista, degni di nota, degni di essere raccolti, ordinati, catalogati ma che, all’improvviso, in un attimo di lucidità, divengono inutili, obsoleti, da gettar via.

11 (c) Maya Goded, La Merced, Mexico City, Mexico 1997

© Maya Goded, La Merced, Mexico City, Mexico 1997

È una scelta ferma, razionale, presa con lucidità. È una sorta di suicidio, la ricerca dell’annullamento. Un atto durissimo e violento, espressione di una volontà decisa che viene decretata con una etichetta, sulla quale, con grafia tremante forse commossa, si legge “si può buttare”. È stata la protagonista a scriverlo, o è stato qualcun altro? In un mondo in cui sembra che il mostrarsi sia il solo modo di esistere, qualcuno decide consapevolmente di sparire (o di far sparire), di cancellare una memoria…come a dire che non è nell’apparire che si perdura, ma nell’essere.

7. MIcheal C. Brown, Ice fisherman, 2008, Courtesy ILEX Gallery

© MIcheal C. Brown, Ice fisherman, 2008, Courtesy ILEX Gallery

Ma come accade nelle leggende e nelle favole, l’esecutore materiale del gesto, dotato di libero arbitrio, si ribella. Non obbedisce. E invece di gettare via i tre album, li appoggia vicino al cassonetto, offrendo un’ultima possibilità alla memoria di una vita.

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© Paolo Patrizi, Untitled 2, dalla serie “Starlings”, 2009 Courtesy ILEX Gallery

È un gesto, un solo gesto. Un gesto di ribellione che trasforma quella serie di eventi da particolari in universali. La sequenza di scatti che un attimo prima era anonima, perduta, smarrita improvvisamente raggiunge l’assoluto. Non ha più importanza l’identità, il luogo, il tempo della storia, ciò che affascina, che attrae, che diviene prezioso è il senso di identificazione e di coinvolgimento.

8.(c) Angelo Turetta , Crash, Sicily, Italy 1996, Courtesy ILEX Gallery

© Angelo Turetta , Crash, Sicily, Italy 1996, Courtesy ILEX Gallery

Forme, ombre, prospettive si amplificano e trovano eco nelle opere di Angelo Turetta, con la 1100 che scoppia in una desolata piazza siciliana, la coppia di innamorati che camminano abbracciati lungo i viali del quartiere Prati, le feste romane e la Fregene di Fellini e Mastroianni, e in quelle di Jason Eskenazi, con le donne che si preparano al lavoro nei campi e i giovani che si allenano per la guerra, e nei cieli di Amr Khadr e di Paolo Patrizi, nei paesaggi innevati di Rafal Milach e di Giovanni Cocco, nell’elegantissimo cigno di  Iñaki Domingo, e nel pescatore solitario di  Michael C. Brown, e nel diverso offrirsi delle donne ritratte da Maya Goded e da Munem Wasif. Memorie collettive, corpi che richiamano corpi, che inconsapevolmente, con discrezione, garbo e leggerezza sono, grazie ad un gesto di ribellione, diventate opera d’arte.

Si può buttare
A cura di Laura Mocci
Inaugurazione martedì 25 giugno ore 19.00
Fino al 25 settembre 2013

ILEX Exhibition Space
Via in Piscinula, 21 (Trastevere) 00153 Roma
Orari di apertura: martedì – venerdì 15.00 -19.00, sabato 11.00 – 19.00
e su appuntamento: +39 333 3047434
info@ilexphoto.comilexphoto.com
Ufficio stampa: Flaminia Masotti

  • Deliria Fastidio

    wow. bella storia.