MUSIC
*AMENRA

by L’angolo delle stranezze

Un’invocazione di morte e rinascita

La vita è splendida e dolorosa, né una rosea casetta di campagna dai colori tenui, né uno psicotico carcere grigio e monotono. Ciò non toglie che tutti creiamo le nostre personali casette e carceri, ben arredate secondo il gusto che ci ispira, e ci accomodiamo in queste scenografie. Tutto filerebbe liscio se non fosse per un impulso, una voglia, qualcosa che ci spinge a comunicare, un messaggio inscritto nelle più infinitesimali componenti del nostro organismo che ci sprona a condividere i nostri scenari. Il rovescio della medaglia è, ovviamente, che l’interruzione completa delle comunicazioni equivale alla morte, biologica e sociale.

AmenRa

AmenRa

Per comunicare serve un mittente, chi manda il messaggio, e un ricevente, chi lo riceve. Questo banale assunto è alla base delle teorie sulla comunicazione e di un continuo scambio di informazioni tra tutte le componenti del vapore elettrochimico in cui siamo immersi. Il costante processo di scambio genera un fluire di dolore e piacere in cui tutti gli elementi sono al tempo stesso mittenti, riceventi e messaggio. Questo insieme, questa manifestazione, lascia i segni del suo passaggio, cicatrici che formano una spirale graffiata che canta solcata dalla puntina. La vita è un’esperienza (sociale?) totale, è una terribile simmetria (“fearful symmetry”) di blakeiana memoria.

AmenRa

AmenRa

Nell’opera degli Amenra, band post-metal belga su Neurot Recording, si avverte una tensione simile, una spinta a creare un intero orizzonte concettuale e sensoriale dove poter esperire le loro “messe” (ogni album è intitolato Mess, seguito da un numero progressivo e l’origine etimologica di “messa” è “mettere insieme” o “assemblea”). Gli Amenra, con i visual, le grafiche, ovviamente le loro canzoni e i loro live, aspirano a creare questa esperienza totale, un luogo immateriale dove poter far fronte al dolore e alle brutture che la vita contemporanea ci mette continuamente davanti, dove tutti i “presenti” possono partecipare ad una comune rigenerazione.  Ne è esempio lampante il loro sito, dall’evocativo nome Church of Ra, e si possono trovare innumerevoli dichiarazioni di questo fine in quasi tutte le loro interviste.

AmenRa

AmenRa

Impensabile quindi lasciarsi sfuggire l’occasione di poter assistere ad una delle loro Mess. Il Traffic di Roma ha avuto l’onore di ospitarli insieme a Rise Above Dead e Juggernaut. I primi sono una band milanese che fa chiaro e dritto postmetal, sbattuto sulla faccia degli spettatori. Fanno il loro sporco lavoro e se ne vanno lasciando la platea pronta e soddisfatta per il cataclisma sensoriale Amenra. Ai Juggernaut spetta invece il compito di aprire le danze e la formazione capitolina lo fa egregiamente con le sue sonorità rigorosamente strumentali, che fondono insieme psichedelia e metallo, in un ottimo connubio equilibrato e d’impatto. Una band da tenere d’occhio.

Rise Above Dead

Rise Above Dead

Rise Above Dead

Rise Above Dead

Quando è il turno dei belgi, gli accoliti accorsi sono frementi, la tensione si avverte nell’aria, tutti impazienti di poter partecipare alla comunione blasfema. Quando il plettro colpisce le corde, mentre sullo sfondo scorrono immagini di montagne innevate e cieli nuvolosi, un muro di suono impatta la membrana vestibolare e l’esperienza ha inizio. È una lenta discesa nella parte più emozionale della vita, un percorso che attraverso il dolore conduce alla rinascita, alla rigenerazione, alla fortificazione, perché come insegnava il filosofo di Röcken: «Ciò che non uccide, rende più forti» o come diceva mia nonna: «Quello che non strozza, ingrassa». Inutile sprecare altre parole nel tentativo di raccontare la Mess, non sono abbastanza, quegli degli Amenra sono live che necessitano della presenza e dei cinque sensi. Che la Chiesa di Ra vi protegga.

Juggernaut

Juggernaut

Juggernaut

Juggernaut

Juggernaut

Juggernaut

Il testo è © dell’autore
Photo by Siriana F.V.