TATTOO
*ADRENALINK TATTOO

by Viola Von Hell

«Cerchiamo di non stare mai con le mani in mano, perché si vive una volta sola…»

4_Adrenalink

L’Adrenalink Tattoo si trova a Marghera ed è uno studio pieno di ottimi artisti e di chi fa, da sempre e per sempre, il proprio lavoro con ricerca e dedizione.
Lo studio è composto da CrezManekiStefy e il suo apprendista RoccoBertz6dita e Giulia, shop manager. L’amore di Crez e Manekistefy per il Giappone e l’arte Giapponese caratterizza il loro lavoro in maniera inconfutabile. Sono passati quasi vent’anni da quando Crez ha cominciato a tatuare, anni in cui non si sapeva nulla di nulla e dovevi avere tanta passione e fantasia per imparare quello che volevi. Manekistefy comincia a lavorare in studio come shop manager nel ’97, dopo sei mesi ne diventa socia. Nel 2001 comincia l’apprendistato con Crez.

9_Adrenalink

Abbiamo scambiato qualche chiacchiera con tutti e due e vogliamo condividerla con voi.

Crez hai iniziato a lavorare quando i grandi come Marco Pisa, Gian Maurizio Fercioni, Marco Leoni avevano già iniziato… so che sei figlio di un marinaio, raccontaci come hai iniziato e com’era per davvero anni fa?
Nel 1993 avevo 17 anni, tatuavo già da qualche tempo gli amici e me stesso con una macchinetta auto costruita con il motorino del walkman, una penna Bic e un bottone di camicia. Quell’anno decisi di vendere tutto ciò che poteva valere qualcosa (tipo i miei dischi) per investire tutto il ricavato in una macchinetta vera e l’alimentatore.
Fu così che feci il mio primo ordine al Tattoo Factory in Inghilterra, che mi spedì la mia prima macchinetta a bobine… Una schifezza, che però era per me la miglior macchina che esistesse… visti i precedenti.  Il ’93 fu l’anno della prima tattoo Expo di Bologna, organizzata da Marco Leoni, una vera botta emotiva e culturale che cambiò radicalmente la percezione dei tatuaggi in Italia.
Prima della Expo di Bologna c’era stata quella di Roma, credo fosse il 1985, ma probabilmente era ancora troppo presto per il Paese. Poco dopo la Convention iniziò a uscire la rivista periodica Tattoo Revue, dove si fece conoscere  Miki Vialetto, che “ci servì” la prima rivista italiana del settore e che ben presto avrebbe varcato i confini nazionali e sarebbe diventata Tattoo Life.

7_Adrenalink

In quegli anni Tattoo community faceva rima esclusivamente con Biker e per chi come me non portava i capelli lunghi e gli stivali a punta era abbastanza comune sentirsi dire: «non sembri un tatuatore…». Girare per strada con le braccia tatuate era un impresa, riuscivi sempre a sentire qualche commento stizzito, oppure venivi importunato malamente e ti toccava mandare a quel paese il molestatore di turno. Il tatuaggio, all’epoca, era considerato dal 99% delle persone come un marchio di infamia.
Nel 2003 mi ero “rotto” della “scena” del tatuaggio Europea, perché mi sembrava poco stimolante e troppo autoreferenziale, così decisi di smettere di seguire le riviste e di partecipare alle convention, e mi isolai completamente… Partii alla volta del Giappone, ospitato da tatuatori che lavorano da sempre in modo tradizionale e che fanno parte delle Ichimon (famiglie). Lì, ho imparato di nuovo questo mestiere che avevo appreso da autodidatta, ho scoperto un mondo che in pochi conoscevamo e ho reimpostato la mia ricerca professionale dedicandomi esclusivamente al tatuaggio tradizionale: lo Horimono. L’isolamento mi ha fatto perdere molte cose qui, ma mi ha permesso di sviluppare uno stile personale che continuerò a far conoscere il più possibile.
Credo che la mia generazione di colleghi, lasciami ricordare Pinker di Genova, Fabrizio Marchiò di Treviso, Gaz di Venezia e Bonjo di Padova, sia stata la generazione di passaggio all’Era del tatuaggio moderno. Non sono un nostalgico, credo che oggi sia più facile essere artisti tatuatori, mentre in passato, riuscire a mettere i colori su una rosellina era già una conquista.

8_Adrenalink

ManekiStefy ci parli dell’inizio della tua carriera? Qual è la differenza tra oggi e la fine degli anni ’90? Le evoluzioni e le eventuali involuzioni…e, se vuoi, anche il tuo punto di vista di donna?
Lo studio si trova nella periferia di Venezia, Marghera, in una zona non di passaggio. Una volta non si presentava come uno studio di tatuaggi classico: non c’erano insegne e da fuori non si capiva quello che facevamo, eravamo super underground! Avevo 21 anni, ero giovane e donna, ho dovuto rafforzare il mio carattere in funzione della clientela dell’epoca. Marghera era famosa per i suoi abitanti: tanti operai/e, tanti ex carcerati, tanti tossici/che, tanti che dal sud venivano a lavorare per mesi nelle fabbriche della chimica, tanta gente con diversi problemi, in generale una tipologia di persone che aveva sempre in testa il farsi rispettare.
La mentalità non era quella di adesso, molte volte parlare con i clienti era una sfida, che accettavo di buon grado. Spesso le persone che mi mettevano alla prova erano quelle con le quali mi trovavo meglio. Chi si tatuava si sentiva parte di un gruppo che poteva capirsi. Molti avevano una vita da raccontare: ci capitava di ascoltare tante storie di mare, di viaggi, di esperienze belle e brutte, ma comunque interessanti.

6_Adrenalink

Evoluzioni. La cultura del tatuaggio si è diffusa tantissimo, ad esempio una volta il “coatto” non aveva idea della differenza tra il traditional e il bio meccanico, la maggior parte delle persone conosceva il tribale e il realistico o chiedeva unicorni e delfini. Non si sapeva cosa era bello e cosa era brutto, noi non eseguivamo tanti soggetti quindi molti ci rimanevano male. Ricordo ancora quando facevamo leggere un cartello con le cose da non chiedere!!! Io e Crez venivamo dalla scena Punk italiana e non amavamo i compromessi, in generale odiavamo la mentalità dell’italiano medio dell’epoca che si faceva scivolare addosso tutte le sfortune che capitavano agli altri, per questo lo studio aveva una clientela meno sofisticata e più stradaiola. Fin dall’inizio abbiamo proposto pezzi unici disegnati da noi, dopo tanti anni la nostra clientela si fida, la maggior parte ha capito che quando consigliamo è per il meglio, perché questo è ciò che vogliamo ottenere.
Lavorando senza cataloghi abbiamo divulgato il nostro gusto e stile. Ci siamo impegnati tanto nella qualità sia del tatuaggio che nel rapporto con il cliente. Abbiamo ospitato tatuatori da tutto il mondo, cercando di far comprendere le diverse sensibilità che ci sono nella nostra realtà. Tutto ciò ha portato a far crescere la cultura del tatuaggio nella nostra zona.
Il potere che oggi ha il tatuaggio è sorprendente: siamo arrivati a contaminare altri ambienti come quello della moda, della grafica, della musica e dell’arte. Questa è un’altra evoluzione… ora i graphic designer prendono come reference direttamente i tatuatori, giovani o vecchi che siano.

Involuzioni. La presunzione che colpisce sia tanti tatuatori che clienti.

11_Adrenalink

L’attitudine è tutto, musicale o politica, ci sono cose che non si possono sottovalutare e sono determinanti nel lavoro e nella vita. Cosa ne pensate?
Stefy: Come ho già spiegato io e Crez arriviamo dalla scena punk italiana, ne siamo molto orgogliosi e sicuramente ha influenzato il nostro modo di impostare il lavoro. Il rapporto con i clienti è frutto di un’attitudine che non perderemo mai: io cerco sempre di portare rispetto a tutti, trattando ogni individuo allo stesso modo.  Il punk mi ha aiutato a credere in me stessa, partendo dalle cose più semplici è possibile realizzare i nostri sogni, il DIY ce lo ha insegnato. Credo che il mondo sia una palla che ci gira sotto i piedi, ma che non ci appartiene, bisogna solo rispettarla. Il mio motto è “la mia patria è il mondo intero”,  l’anarchismo mi rispecchia. Noi tatuati siamo sempre stati discriminati, non c’è motivo per discriminare gli altri.

Crez: Be’, io sono un anarchico, non c’è nulla che prescinda da questo nella mia vita. Credo che i partigiani siano la parte bella dell’Italia durante la seconda guerra mondiale, credo che lo stato italiano oggi sia profondamente malato, che abbia tradito i padri costituenti, i partigiani e il popolo stesso in favore di un élite di fascistoidi massoni che fanno della falsità la loro quotidianità e che non si fermano davanti a nulla pur di saziare la loro sete di potere. Nel mio mestiere, nei rapporti con gli altri e nella vita in generale, il rispetto è per me fondamentale tanto quanto l’opposizione dura a chi manca di rispetto a me o agli altri.

5_Adrenalink3_Adrenalink

Ho idea che voi siate un vulcano di idee, Crez tiene dei seminari sul tatuaggio e se non erro fate parte di alcuni gruppi creativi, vi va di raccontarci brevemente qualcosa a riguardo?
Crez: Ho tenuto diverse conferenze riguardanti il tatuaggio tradizionale giapponese e la storia del tatuaggio più in generale. Le conferenze le ho tenute nei posti più disparati, partendo da alcuni bar sono approdato alla Milano Tattoo Convention,  all’università Ca’ Foscari di Venezia, alla Fondazione Cini di Venezia ed al Vintage Festival di Padova… L’ho fatto per diffondere la cultura del tatuaggio, solo così si fa crescere un interesse genuino nelle persone che altrimenti approcciano questo mondo come l’ennesima moda del momento ossia svuotandolo dei suoi contenuti. Oltre alle conferenze ho tenuto e terrò i corsi regionali per l’abilitazione alla professione di tatuatore o piercer, organizzati dalla ASL12 di Venezia. Sia io che Stefy facciamo inoltre parte di una punk band, i Raptus, attivi dal 1999, con i quali abbiamo registrato e distribuito tre dischi… Cerchiamo di non stare mai con le mani in mano perché si vive una volta sola ed è meglio non buttare via il tempo che abbiamo da vivere.

10_Adrenalink

Stefy: Sì, ci piace tenerci impegnati!!! Crez inoltre ha fatto diverse interviste per riviste del settore, Sabado per Tattoo Artist Magazine, Adam Kitamoto Ten Ten Tattoo, Rico & Horishio Daruma Goya per Tattoo Life; ha partecipato come relatore alla conferenza Corpo e anima della Scrittura tra Oriente ed Occidente, organizzata dall’Hokusai Research Center; ha collaborato alla realizzazione e scritto la prefazione del libro dedicato a Yokosuka Horihide, il più vecchio tatuatore giapponese ancora operante, pubblicato da Miki Vialetto; ha collaborato con Annalivia Carella alla realizzazione del libro Il Fuoco sulla pelle edito da Castelvecchi; Crez corre in monociclo a livello agonistico.
Ho un apprendista al quale cerco di dedicare più tempo possibile. Faccio parte di RGB crew, un gruppo di artisti che ama collaborare insieme attraverso la scultura, la pittura, la fotografia e il video. Cerco di aiutare il più possibile il collettivo Urban Code, che si occupa di organizzare mostre, incontri e jams relative al mondo dei graffiti. Per qualche anno ho fatto delle incisioni su zinco.
Mi diverto con la mia crew di Djs, Adrenalink crew, facendo ballare ritmi giamaicani, o indie-punk. Cerco di lavorare il più possibile all’estero, specialmente in Giappone.
Corro sempre: sia in bici che a piedi.

2_Adrenalink
12_Adrenalink

WEB* adrenalinktattoo.com