TATTOO CONVENTION
*THE OTHER SIDE OF INK

by Redazione DATE*HUB

Tatuaggio – Plurale femminile

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LocandinaL’8, 9 e il 10 marzo si è tenuta a Roma The other side of the ink, la prima convention di tatuaggi di sole artiste donne.
Cinquanta tatuatrici da tutto il mondo, riunite insieme per rappresentare il livello di emancipazione raggiunto da questa particolare categoria. Viola Von Hell e Rick Freak aka Cricket Bethlem, vostre conoscenze di DATE*HUB (in qualità di redattori) e rispettivamente tatuatrice e piercer, raccontano l’evento e piuttosto che fare il solito report “scheggiadenti”, scambiano due chiacchiere.

GO!

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Rick Freak

Rick Freak

Rick Freak – Ciao Viola anche questa è passata. Come sempre intensa, ma devo dire particolarmente divertente, sarà per la dimensione non esagerata o che l’essere circondato dalla cura femminile fa sempre piacere. Conta che erano anni che non mi facevo una tre giorni full immersion. Non vorrei dire una cazzata, ma credo da quando facevamo le performance con i Freaks Bloody Tricks. Come ti è sembrata?

Viola Von Hell – Ciao Rick, questa tre giorni di tatuaggi è passata velocemente ed è stata divertente, si è lavorato tanto, scambiato sorrisi e riso a crepapelle, salutato vecchie amiche e amici, è stato un esperimento molto carino e come dico sempre: è l’approccio che uno ha verso le cose che fa sì che il risultato sia positivo. Tra una marachella e l’altra ci siamo davvero divertite… Hai visto che all’interno della manifestazione ci sono state diverse esposizioni?

Viola Von Hell

Viola Von Hell

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– Brava, anche quello mi ha fatto particolarmente piacere, anche perché il livello era alto, considerando che la maggior parte delle opere esposte non era di “artiste professioniste”. Vis Dearum ha concluso degnamente la sua tournée dopo essere stata esposta in gallerie a Roma, a  Firenze, a Milano e a Londra. Rose Hardy con la sua Kali mi ha fatto venire… una proto sindrome di Stendhal. Anche Natura e Ratio mi è piaciuta, ci stavano opere che non avevo visto di Virginia Mori e Amelia Von Grune, le adoro. Invece mi è sembrato che Plurale Femminile fosse un po’ più “acerba”, anche lì c’erano cose interessanti come la pirografia di Claudia Ottaviani, mi ha ricordato le cose di Nicoz. Invece come te so’ sembrati gli spettacoli?

VVH – Credo che in generale il profilo artistico, dalle mostre agli spettacoli, sia stato curato con estrema attenzione. Ad esempio, sempre all’interno di Vis Dearum, non possiamo non citare la magnifica The Flying Dutchgirl di Angelique Houtkamp. Oltre alle mostre anche un paio di concerti non erano niente male: le Top Hat Sisters e le Desperate Blues, ci hanno rallegrato mentre tatuavamo spandendo un’atmosfera retrò anni ’40 e ‘50. Mi è spiaciuto non poter vedere le performance perché stavo lavorando, ma ho sentito pareri positivi.

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RF – Invece ho sentito che c’era una piccola polemica riguardo al femminismo duro e puro e al fatto che di emancipatorio nella convention ci fosse poco? A essere sinceri alla fine, va bene che l’organizzazione è stata prettamente maschile, ma almeno sono state le donne a poter esprimere la loro arte e le loro capacità. Conta che, visti gli spettacoli di lap dance e spogliarello (mitica regina egizia, rimarrai per svariate notti nei miei sogni), mi sarei aspettato una risposta della platea maschile tipo lupo di Tex Avery  o bikers in berserker che urlavano strappandosi il giacchetto, invece c’è stato molto rispetto. A te che t’è sembrato?

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VVH – Ho ascoltato punti di vista da diverse artiste, c’è chi l’ha chiamata convention sessista, il ghetto delle donne o anche semplicemente chi ha detto che non la condivideva come manifestazione. Rispetto l’idea di queste artiste perché rappresentano un punto di vista leggermente differente dalla massa. C’è invece chi l’ha presa semplicemente come un evento cui partecipare e dove passare un po’ di tempo con gli amici e le amiche. A volte la leggerezza non è da sottovalutare, a meno che non si riesca a essere coerenti al 100% in tutto, cosa oggi veramente molto rara.

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In breve alla fine possiamo dire che noi ci siamo divertiti e questo sarà poco, ma ci basta. Quindi un ringraziamento particolare a Spenna, Debbie, Ilaria B., El Rana e family, Mallo, Fabio, Elisa, Marta, Gaia, Massimo, Giorgina, Fede, Nina, Aldo e Andrea O che hanno contribuito a rendere tale questo festival.

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Tutte le foto (tranne le ultime due) sono © Michele Caruso