PEOPLE&FOOD
*FOODIE GEEK DINNER

by Elena Sala

Chiacchiere, non solo chat. Sorrisi, non solo emoticons. Gusto, non solo foto.

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Immaginate di partecipare a una cena in cui i nickname e le foto su cui cliccate mi piace, gli status che commentate, i tweet a cui rispondete e le mail che inviate si trasformano in facce e corpi veri, in mani che si stringono, in chiacchiere concitate e non in chat, in voci e risate sincere al posto di emoticon tutte uguali.

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Uno scenario delizioso che diventa realtà durante le Foodie Geek Dinner, cene itineranti pensate per far incontrare blogger, esperti e addetti ai lavori del settore food che si conoscono solo online. Se le sono inventate Francesca Gonzales (@la_gonzi) e Mariachiara Montera (@Maricler) e, dopo l’edizione torinese di collaudo del novembre scorso, mercoledì 6 marzo 2013 FGD è arrivata, attesissima anche dalla sottoscritta, a Milano.

La location scelta è stata il Dopolavoro Bicocca, il menu uno strabiliante susseguirsi di piatti proposti online dagli invitati, poi democraticamente scelti dalla community di Facebook e infine interpretati dallo chef Paolo Casanova. Il tema era il cibo immaginato, la fantasia è volata e se ne sono lette, viste e mangiate delle belle. Ne parliamo proprio con Francesca e Mariachiara.

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Fuori la carta d’identità, vogliamo sapere nome, cognome, città natale e cosa fate per vivere al di fuori dell’essere foodie and geek.
F: Francesca Gonzales, nata a Sassuolo (Mo), ma vivo a Torino prima per lavoro poi per amore. Attualmente sono un Sales Account per Sky, quindi sono immersa giornalmente nella tecnologia, ma ho un passato nell’organizzazione di eventi e pr.
M: Mariachiara Montera, nata a Salerno, ho vissuto a Bologna, Milano e ora vivo a Torino. Attualmente mi occupo di consulenze per progetti, eventi e social media in ambito food.

Dove vi siete conosciute? L’idea della Foodie Geek Dinner è nata subito?
F+M: Ci siamo conosciute a un evento di Gente del Fud a Milano, la community di Garofalo di cui entrambe facciamo parte: ci eravamo viste prima online (ovviamente!) e ci siamo riviste dal vero a Torino, poco tempo dopo il trasferimento da Milano di Mariachiara. L’idea era nella testa di entrambe e con una birra, tante chiacchere e centinaia di mail ha preso forma.

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Quali sono i vostri piatti preferiti? E il vostro primo ricordo legato al cibo?
F: Per me la pasta su tutto, sono emiliana e sono cresciuta a suon di tortellini e lasagne fatte in casa. Il mio piatto preferito sono le tigelle, una specie di panino ripieno di affettati e formaggi piatto della tradizione contadina modenese. Sono per gusti tradizionali, semplici e genuini. I miei ricordi legati al cibo sono mia mamma e mia nonna che fanno la sfoglia in casa, infatti uova e farina in casa mia non mancano mai.
M: Mangio spesso fuori per lavoro e non amo cucinare: per me il massimo della golosità fa rima con semplicità e con pane, burro e acciughe. Il mio primo ricordo è mia madre che frigge le melanzane per la parmigiana: sono cresciuta in provincia di Salerno, dove la parmigiana con le melanzane dell’orto, i pomodori piccolini e sugosi, magari un po’ di mozzarella di Bufala fanno parte della cucina quotidiana.

Sicuramente viaggiate e mangiate molto per lavoro e per passione; raccomandate ai lettori di D.AT.E.*HUB un ristorante italiano davvero imperdibile?
F: Mangio fuori ogni giorno per lavoro, ma la sera cerco posti che mi facciano sentire a casa senza troppi formalismi, uno su tutti per me a Torino i Fratelli Bravo. Gestito da Ruggero e in cucina Diego, ha una cucina dove la stagionalità è la padrona di casa e dove il rapporto qualità prezzo è l’ingrediente prezioso, soprattutto in questi tempi. Se andate provate i crudi di pesce e di  terra.
M: Di posti del cuore ne ho a decine, ma segnalo quello che per me è un ristorante legato a un viaggio felice: il Piastrino, a Pennabilli, di Riccardo Agostini. Una cucina territoriale, delicata, attuale in un contesto caldo e accogliente. A pochi passi Pennabilli, la città di Tonino Guerra, dove toccare con mano la poesia.

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Parliamo di Foodie Geek Dinner. Quali sono state le più grandi difficoltà iniziali? Quali le più belle soddisfazioni lungo la strada?
F: Inizialmente io e Mariachiara non ci conoscevamo dal punto di vista lavorativo, ti conosci tramite un tweet, un post o un like, ma lavorare a un progetto insieme non è la stessa cosa. Devo dire che tutte e due abbiamo avuto l’intelligenza di capire fin dove potevamo arrivare e lasciarci gli spazi giusti. I momenti di contrasto ci sono stati, ma abbiamo anche deciso di dirci sempre tutto, discutendo senza malintesi. Inoltre i ritagli di tempo non sono tantissimi e dedicare week end e sere a questo progetto che stava nascendo è stato un impegno. La parte più bella è vedere le persone entusiaste, ti ripaga delle nottate e del tempo personale dedicato a questo progetto. Vedere che diventiamo una grande famiglia è bello.
M: Sicuramente il dare forma a un evento complesso e farlo nei ritagli di tempo: mettere insieme i pezzi di un’idea molto bella ma anche con mille passaggi e connessioni è complicato, ma trovare la quadra tra email, whatsapp e chiacchere domenicali è stata la cosa più complessa. Se lavori a un progetto, e quel progetto non è il tuo lavoro, incastri ogni minuto perché questo si avveri.
Le soddisfazioni più grandi sono sicuramente le mail e i messaggi di chi ci chiede di organizzare una FGD nella sua città o di partecipare: ti danno la misura che quello che fai è interessante, divertente, coinvolgente; ed è una misura di cuore, che per noi rimane la cosa più importante.

A proposito di cibo immaginato, voi quale pazzia avreste proposto?
F: Io alla prima battuta avevo pensato a “Caramelle di sogni, spaghetti di zucchero filato e arrosto invisibile”.
M: Io sarei andata in crisi, altroché. I partecipanti sono stati bravissimi, io avrei scelto un’idea banalissima tipo “Le (mezze) stagioni” e sarei stata eliminata subito!

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Momento sincerità. Sappiamo che siete in gamba, adorabili e appassionate, ma come fate a fare tutto?
F: Non è semplice, i momenti di sconforto sono dietro l’angolo, crisi isteriche e pianti senza senso che mi fanno dire “perché devo fare così tanta fatica, chi me l’ha ordinato?”, ma poi vedo che la cosa prende forma, che ormai la macchina è avviata e sta andando tutto bene e penso che in qualche modo andrà, magari non sarà perfetta ma andrà, quindi non si può fermare. Poi con un giorno senza social, una buona piega ai capelli e un bello smalto rosso passa tutto e riprendo a testa bassa perché mi piace. Ormai tornare a casa e iniziare un altro lavoro è normale, non ci faccio nemmeno più caso. Fondamentali il mio compagno che mi aiuta, la mia famiglia che mi supporta e non mi fa pesare che lavoro sempre, le amiche che mi fanno distrarre con dei whatsapp che mi riportano alla realtà.
M: La fatica c’è, i momenti di sconforto anche, ma di fondo ci sono un’energia e una passione che ci portano a fare quello che amiamo fare, a dispetto di ogni fatica. Serve sicuramente una grande forza di volontà, un compagno che cucini al posto tuo, un paio di gattoni con cui fare cat-therapy e dimenticarsi per un po’ di avere del tempo libero. Lavoro tutti i giorni, la sera dopo il lavoro e il week end da un annetto circa: il bello è che non mi pesa. I giorni in cui mi pesa, chiamo Lagonzi 😉

Qualche indiscrezione su data e location della prossima Foodie Geek Dinner?
F+M: Sicuramente Roma è nella lista delle top ten, dove però ci muoveremo intorno a settembre/ottobre. Vorremmo tornare a Milano verso giugno e nel frattempo fare tappa in una città intermedia. Non sveliamo nulla perché stiamo valutando un po’ di location!

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I PIATTI DELLA SERATA:

a

Mini-Cookies di frolla salata da tuffare in tazza di crema bianca di patate, porri e finocchi di Nena.
Carote del Bianconiglio, PanFarfalle delle meraviglie e biscottini Eat Me di Singerfood.

b

Pesce arcobaleno di Ilaria.
Agnolotti all’incontrario di Artemisia.

c

Mortadella di Mario Monicelli, in spuma, con focaccia e pistacchi di Spadellatissima.
Trousse di trucchi così bella che me la mangio di Sabrina.

Seguite FGD su Facebook (facebook.com/foodiegeekdinner) e su twitter (@FGDinner).
La partecipazione alla cena è su invito e su candidatura, per informazioni sulle prossime edizioni scrivete a foodiegeekdinner@gmail.com.