TATTOO
*CLAUDIA DE SABE

by Le Cornacchie della Moda

Sono una donna Gemelli, non ci sono assoluti che durino!

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demongirl1Ciao Claudia, posso chiederti come hai iniziato a tatuare? e quale è stato il tuo primo tatuaggio in assoluto?
Ciao cara, come tutte le cose che ho fatto in vita, iniziare a tatuare è stata una scelta molto travagliata. Sono sempre stata attratta dai tattoo, ero una giovane punk e “tattoo” è sempre equivalso a evasione, rottura delle regole della società, affermazione dell’Io. Cosa c’è di più attraente? Come tutto nella vita però se è facile ottenerlo o se la scelta costa poco, che gusto c’è? Mi sono tatuata per la prima volta a 18 anni, quattro tattoo simmetrici ai lati delle mie caviglie: due rose nell’interno, due stelle all’esterno. Che ho poi coperto da sola facendo pratica. Ho lavorato per un anno in uno studio come “apprendista” che per la maggior parte tempo ha costituito nell’essere insultata ed umiliata il che puo anche andar anche bene, in un approccio molto Old school, se alla fine impari qualcosa! Nel momento in cui ho capito che non ci sarebbe stato alcun futuro per me, beh ho alzato le ancore e me ne sono andata alla cieca, ma almeno con po’ di rispetto per me stessa!

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snake1Cosa ti ha fatto decidere di trasferirti a Londra?
Dopo aver lasciato lo studio, ho iniziato a viaggiare e a farmi tatuare all’estero, all’epoca ero una cameriera e dipingevo soggetti per il restyling di locali pubblici e privati (non vivevo nell’abbondanza!). Ma volevo tatuare, dipingevo, disegnavo tutti i giorni, così quando iniziai le mie sleeve da Ian Flower all’Into You di Londra e lui mi domandò di vedere il mio sketch book, avevo un malloppo di disegni e dipinti che lo impressionarono moltissimo, al punto da offrirmi un lavoro estivo a Londra. Dopo le sei settimane estive, le offerte di lavoro presso Frith Street e Newskool Tattoo, divennero ufficiali e dal 1 gennaio 2006 iniziai a lavorare a Londra full time.

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Il tuo lavoro si svolge in un ambiente diretto e senza mezze misure, spesso maschile e diciamo “non regala nulla” come hai definito il tuo ruolo nel tempo?
Diciamo che ci vuole pazienza e determinazione. È difficile non svendersi. A volte bisogna essere in grado di rifiutare un lavoro perché poco etico, tipo tatuare mani collo viso di chi non ha più di due terzi del corpo tatuati e allo stesso tempo bisogna essere in grado di prendere le critiche dei colleghi in maniera costruttiva. I grandi ego degli ultimi arrivati , in quest’industria, diventano semplicemente gli zimbelli di turno. È un ambiente gerarchico, in cui contano davvero sempre gli anni di esperienza che porti sulle spalle. Chi tatuava 15/20/25 anni fa le ha viste davvero tutte!! E se per le generazioni di oggi essere tatuati e tatuare è più semplice è solo grazie a loro. Il rispetto viene sempre come prima lezione, se non la impari considerati tagliato fuori.

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Qual’è il momento che ami di più quando inizi un tatuaggio?
Bella domanda… la “prima” linea. Da li capisco già cosa mi aspetta! Ogni tattoo è diverso perché le persone sono tutte diverse, non solo fisicamente ovviamente, e avviene sempre uno scambio energetico non indifferente. Per quello a fine giornata sono sfinita! Interazione e mantenimento della concentrazione sono due cose difficili da fare contemporaneamente, almeno per me!

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Non è detto che chi legge sia uno scrittore come non è detto che chi tatua sia un artista, ma nel tuo caso è così, come ci racconti le tue creazioni e il tuo immaginario personale?
È molto difficile spiegare quello che faccio. Se siete familiari con il mio lavoro, saprete che, da un lato, faccio per lo più soggetti ispirati all’immaginario vittoriano: volti di donna, rose, teschi, cavalli, fiori, ancore… soggetti così detti “tradizionali” e, dall’altro, soggetti piu prettamente giapponese: fiori, draghi, carpe, eroi, geisha e demoni.
Al momento sto cercando di fondere la mia anima giapponese con quella vittoriana. Decisamente non semplice! Anche se per me il più delle volte l’importante è creare un disegno che non risulti datato tra qualche anno, che abbia qualcosa di “classico” fin dall’inizio. Questo non è sempre possibile perché il cliente esige qualcosa di diverso, ma il punto cruciale di un tatuaggio è che quell’immagine invecchierà tanto quanto la pelle di chi lo porta. Tanti dimenticano o ignorano questo fatto, tipo l’Ultima cena di Leonardo usare olio su intonaco non e’ stata una gran mossa, no?

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So che tra i tuoi filoni artistici preferiti ci sono i Preraffaelliti, ci spieghi in quale maniera ti ispiri e se ci sono altre icone artistiche a cui attingi?
Il filone Preraffaellita è sicuramente importante per una connotazione storico/artistica ben precisa. Eroi romantici di epoca vittoriana, ovvero l’incarnazione dei sentimenti umani nel loro stato più esasperato e contrastato. Guarda per esempio le donne di Dante Gabriel Rossetti, sono di una sensualità infinita, e sembrano fatte per diventare un tattoo all’istante… capelli voluttuosi, labbra carnose, occhi grandi e profondi…. praticamente perfette! Per non parlare poi delle ricerche grafiche di William Morris  (quell’uomo era un genio), di un’eleganza infinita che ha resistito i secoli.
Ovviamente per le mie ricerche giapponesi ho altre fonti, Hokusai prima di tutti e Kuniyoshi a seguire. Utilizzo molti artisti minori e sconosciuti di cui ho comprato le stampe originali, non altrettanto raffinati, ma se c’è un tocco di “sbagliato” o imperfetto le immagini acquistano un aspetto molto attraente e più particolare, a mio parere.
La natura è sempre e comunque la più grande ispirazione e le immagini che possiamo ricavare da essa son destinate ad esser più forti perché derivate dalla fonte diretta, e non dalla copia della copia.

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Come vivi la tua femminilità? Ti capita mai che qualche tuo cliente si innamori di te mentre lo tatui? (tipo sindrome di Stoccolma??)
Ahahah! Oddio! Non lo so! Sono capitate un paio di situazioni strane, ma è normale penso! Un paio hanno flirtato un pochetto, almeno sono quelli che ricordo in quanto piacevolmente stupita! Ahahah! Ma in genere non capita, principalmente perché quando lavoro sono molto seria e concentrata e non perdo tempo per cui c’è meno possibilità per i provoloni di fare i belli e questo, non per fare la superiore o l’altezzosa, ma perché  si sta comunque lavorando con sangue ed aghi e non si è mai troppo attenti, e anche per una questione di voler essere rispettata e con me la mia professionalità. Non uscirei mai con un cliente, ad essere sincera si creerebbero dinamiche che non mi piacciono e che andrebbero a ledere la mia integrità lavorativa. Purtroppo l’ipocrisia della gente è sempre quella: se è il tatuatore che rimorchia le ventenni e’ un Figo, se è la tatuatrice a farlo, è una poco di buono. In linea generale sono felice di creare scompiglio e disdegno, ma se questo va a ledere la cosa a cui dedico la mia vita, direi che sarebbe un atteggiamento più stupido che ribelle.

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Qual è l’episodio più bizzarro che ti è accaduto tatuando?
Guarda, lavorare in uno studio di tattoo a Londra, puoi esser certa che qualcosa di strano prima o poi succede. Potrei raccontarti di gente che ha vomitato a getto nel proprio decolté (non fa ridere quando succede, ma sono risate assicurate a seguire), di chi, dopo che la morosa gelosa pianta una scenata perché è una donna a fare il tattoo, scappa dal negozio a petto nudo inseguendola nel mezzo di Oldcompton Street  (la via di londra con un ‘indice gay a mille!), o del tipo che si tatua sempre e solo i capezzoli da anni e che ormai sembrano monete di cioccolato della calza della befana (non un mio cliente) o dell’uomo di 50 anni che dopo essersi tatuato due delfini sul sedere (uno per chiappa), guardandosi  allo specchio non si rende conto di avere i testicoli a penzoloni che escono dai boxer che hanno visto fin troppe lune… c’è anche di peggio e più dark, ma quello te lo risparmio.

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Quali sono il libro/film/pezzo musicale preferiti?
Sono una donna Gemelli non ci sono assoluti che durino! Al momento… hmm… ti do due risposte, una per gemella:
Libro: Desperate Romantics (Franny Moyle), A Room of Her Own (Virginia Wolf)
Film: The Fall21 Jump Street
Pezzo musicale: my life in the knife trade (Boysetsfire), I love you all the thyme (Boots electric)

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C’è un motto, una citazione o una frase che ti rappresenta di più?
Don’t believe the hype!

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