PLAYLIST
*REYKJAVIK ROCKS

by Reykjavik Boulevard

Good Morning Reykjavik!

Se New York è la città che non dorme mai, Reykjavik è la città che si è appena svegliata.

Contiene questa frase un libro islandese che recentemente sta facendo il giro del mondo. Si intitola non a caso Reykjavik Rocks, e attraverso brevi frasi e fotografie d’impatto descrive il modo di vivere la vita dei giovani in Islanda, tra paesaggi meravigliosi, storie di elfi e vichinghi, birra, pesce, hamburger, bizzarre tradizioni e soprattutto tanta, tanta musica.
Gli islandesi spesso scherzano sul fatto che fino a qualche decennio fa, se non fosse stato per la musica di Björk, molte persone non avrebbero saputo collocare sul mappamondo questa piccola nazione che conta poco più di trecentomila anime. Un’isola a metà tra l’Europa e l’America, vicina al Circolo Polare Artico ma riscaldata, spazzata e scossa dalle più devastanti forze della natura. Tra queste la musica, appunto.
Ecco una nostra TOP 8, una playlist di brani che va dai più famosi artisti ormai ai vertici internazionali, una su tutte proprio Björk, ai più sconosciuti gruppi che abbiamo avuto modo di scoprire vivendo qua e partecipando alla vita sociale dei ragazzi della “Baia Fumosa”, fatta di concerti ogni sera, collaborazioni, competenze tecniche ed artistiche da far impallidire qualsiasi professionista e tanta voglia di emergere.

Retro Stefson – Senseni

I Retro Stefson sono un gruppo di giovanissimi che è pronto al grande salto. Hanno firmato un contratto con una major e stanno per iniziare un tour europeo che li porterà soprattutto in Germania e Inghilterra. Il loro genere è considerato alternative pop, ma producono in realtà una mistura di generi che ricalca la composizione del gruppo, metà islandese e metà di origini angolane, che rende al meglio dal vivo. Imperdibili, ne sentirete parlare.

Legend – City

Industrial electronica e tatuaggi. Un ex skater punk decide di lasciare a casa la nostalgia per gli anni ’80 e ’90, il vero momento di boom della musica in Islanda, per portare sul palco e nel suo album di debutto “Fearless” recentemente approdato sul mercato italiano, atmosfere dark apocalittiche e un’intensità quasi hardcore. Sembra la storia di un matto? E’ solo spaventosamente talentuoso. Il video è girato completamente a Reykjavik, godetevelo.

Petur Ben – God’s lonely man

È uno dei volti più nuovi nel panorama musicale islandese, almeno come solista. Per anni è stato infatti acclamato da pubblico e critica in maniera eccelsa col suo gruppo Mugison. Adesso si è dedicato a questo indie-rock dai testi tutt’altro che banali, centellinando le sue esibizioni live e raccogliendo il suo modo di vedere la vita in un album che già dalla foto di copertina vi suggerirà la strada che vuole prendere. Questo il primo singolo, fantastico.

Sin Fang – Young Boys

Uno dei membri fondatori del gruppo Seabear, è un artista a tutto tondo e porta avanti il suo progetto di folk-pop con l’aiuto di padre, fratello e fidanzata che ne curano la parte fotografica, il video making e la parte grafica di copertine e magliette. “We were young boys, smoking in the woods”, ripete ossessivamente all’inizio del suo singolo. Gli anni passati nei parchi della città a divertirsi con gli amici skater vengono chiaramente esposti nei suoi testi! Un genio.

Sóley – Smashed birds

Anche lei membro fondamentale del collettivo indie Seabear, ha un sound che definisce spontaneamente “not party music”. Nascosta dietro i suoi grandi occhiali vintage ha aperto tutti i concerti del tour americano del fenomeno del momento: gli Of Monsters and Men. Suona il pianoforte in maniera divina, e nei suoi testi particolari ci si può perdere in sogni non necessariamente a lieto fine. Trasmette senza dubbio moltissimo ad ogni ascolto, provate pure.

FM Belfast – Underwear

Volete festeggiare? Mettete un disco degli FM Belfast e non vi servirà altro. Hanno iniziato la loro carriera preparando una canzone di puro electro-pop per il compleanno di un amico. Da lì in poi, qualsiasi Festival non ha potuto più fare a meno di loro, perfino l’Iceland Airwaves. Collaborano con quasi tutti gli altri gruppi cittadini, sono amatissimi dai ragazzi e i loro show sono sempre sold-out. Vi serve altro per amarli? Restano in mutande alla fine di ogni live.

For a Minor Reflection – Impulse

Sono, per noi, la band di post-rock per eccellenza in quest’isola di ghiaccio e fuoco. Sentir parlare di musica strumentale, per i profani, può far pensare a qualcosa di noioso, adatto alla colonna sonora di un film storico. Non c’entra assolutamente nulla. Questo è rock, perfino violento da quanto è suonato fino allo stremo delle forze. Show brevi ma intensissimi, riescono a toglierti il fiato senza bisogno di testi impegnati: non è davvero da tutti.

Björk – Mutual core

Famosa da decenni, una delle voci femminili più importanti e premiate del mondo. Non parleremo oltre della sua carriera, vi lasciamo solo con il suo ultimo video: l’ennesima prova della sua bizzarra ed inconfondibile vena eclettica. Ma vi raccontiamo questo: vive a pochi minuti dal centro, tutti sanno dove e nessuno la disturba. Si vede spesso in giro per locali ed è sempre la più intrigante forma di vita che abbia mai bevuto un cocktail al mirtillo. Epica.

Potete trovare interviste e speciali su queste e molte altre band qui