ARCHITECTURE
*ATELIER FraSe

by Redazione DATE*HUB

L’architettura naturale di una coppia

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2012,11 x 9 x 13 m, scenografia per l’ottava edizione del Lago Film Fest, Revine Lago (TV), Italy

Serena e Francesco li abbiamo conosciuti – proprio come Max Hattler – al Lago Film Fest, lo scorso anno. Erano sempre un po’ in disparte, timidi e silenziosi. Non sapevamo che, proprio mentre ci guardavamo un cortometraggio, eravamo circondati dalle loro opere, infatti erano proprio dell’AtelierFraSe (e scoprire il rebus dietro il nome scelto non è poi così difficile) tutte le architetture che componevano la “scenografia” del festival. Ecco dunque che per la seconda “autointervista di coppia” (la prima ce la regalarono Tuono Pettinato/Francesca Holsen) di DATE*HUB, perché quando la creatività si fa in coppia, è divertente e curioso far scoprire un po’ le carte ai diretti interessati: ecco quindi che Serena intervista Francesco e Francesco intervista Serena!

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2012,11 x 9 x 13 m, scenografia per l’ottava edizione del Lago Film Fest, Revine Lago (TV), Italy

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Francesco: come spiegheresti in breve il lavoro che facciamo?
Serena:
AtelierFraSe è un laboratorio di progettazione che fa ricerca spaziando dal design alla scultura, dalla scenografia alle installazioni: ricerchiamo un dialogo costante tra forme e contesti e lo facciamo ricoprendo contemporaneamente il ruolo di progettisti e quello di maestranza. Ci piace dire che “raccontiamo storie” e per raccontarle utilizziamo una componente evocativa e scenica molto importante, indipendentemente dalla scala, dai materiali e dalle funzioni dell’oggetto.

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Gladioli: 2010, 20 x 20 x 50 m, vasi portafori

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Uruk: 2008, 100 x 30 x 40 cm, mensola

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Chelonia Mydas: 2010, 20x10x15 cm, lampade

Francesco: Come definiresti il rapporto tra AtelierFrase e il panorama contemporaneo in termine di ispirazione e riferimenti?
Serena:
Ad essere sinceri, non guardiamo troppo quello che succede nel mondo del design e dell’architettura contemporanei. Da quel punto di vista direi che siamo fermi agli anni Cinquanta, forse perchè i termini di paragone contemporanei, che vanno in direzioni simili alle nostre, sono pochi, dovendo fare nomi contemporanei Joep van Lieshout e Peter Zumthor sarebbero nella lista. L’eredità del passato ha sicuramente un apporto più consistente a livello di ispirazione: l’art nouveau di Victor Horta e Hector Guimard, ad esempio, la passione per la potenza delle architetture romaniche e gotiche, e l’interesse per quanto c’è di archetipico nelle costruzioni rurali.
Direi che cerchiamo di creare panorami di forte impatto evocativo, e lo facciamo tramite la fusione tra forme architettoniche e forme animali, attraverso l’uso dei paradigmi costruttivi tradizionali. Per questo motivo direi che in fase progettuale adottiamo una sorta approccio olistico: l’ispirazione può arrivare dal mondo dell’architettura, dell’arte figurativa e dell’illustratione, da Christo e Jeanne-Claude a Piero della Francesca, da Alphonse Mucha a Moebius, per citarne alcuni a caso, come può arrivare dalle forme naturali, sia animali che vegetali. Insomma tutto ciò che è in grado di rappresentare un universo ai limiti della logicità ci fa da riferimento.

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Translunar Paradise: 2010, 60 x 45 x 80 cm scenografia per spettacolo teatrale di Theatre ad Infinitum

Serena: AtelierFrase sono Francesco e Serena, entrambi architetti ma con propensioni e attitudini ben disitinte: Francesco, cosa sai fare meglio di me? E io meglio di te?
Francesco: Io sono più bravo a gestire le forme
e le complessità tecniche dei progetti, ma non ho minimamente un senso realistico delle cose; fosse per me, finirei a mangiare croste di formaggio tutti i giorni, per di tentare costruire opere della portata di Le Cyclop di Tinguely nel soggiorno di casa. Dal punto di vista compositivo e grafico tu sei brava a individuare e rivedere gli errori dell’insieme; io ho meno pazienza, quando vedo che una cosa non funziona abbandono il campo e mi metto a far altro. Nel linguaggio e comunicazione, io ho le stesse capacità dialettiche di un troglodita e limito le mie interazioni sociali al minimo indispensabile, tu, per fortuna e per la salvezza di AtelierFraSe, te la cavi meglio. Poi certo: io sono molto più bravo a fare i dolci.

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Domino: 2012, 5 x 5 m, Londra, UK, installazione site specific con legno riciclato

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Albatross: 2008, 140 x 90 x 120 cm, culla

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Knive: 2012, 20 x 3 cm, armi

Francesco: Quando hai deciso di studiare architettura immaginavi che saresti finito a fare queste cose?
Serena:
A differenza di te, io a fare l’architetto tradizionale per un paio di anni ci ho provato. Poi, mi sono resa conto che lo scarto tra la progettazione su carta e l’effettiva realizzazione, era troppo: avere un costante controllo su progetti di grandi dimensioni e con attori molteplici è praticamente impossibile, e alla fine uno si fa piacere le cose che vengono costruite, anche se non sono quelle che voleva. Non ho mai creduto che sarei finita a fare la palazzinara, ma credevo che avrei trovato la mia linea comunicativa lavorando su cantieri di media/grande dimensione, finché non mi sono resa conto delle limitazioni che questo comportava proprio a livello dell’evocazione e del coinvolgimento. Con Atelier FraSe seguendo progetti di altra portata e intento, ho la possibilità di essere allo stesso tempo progettista e manodopera, riuscendo così a mantenere la piena coerenza del risultato con le intenzioni iniziali.

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Barking Digital Forest: : 2011, Londra, UK, scenografia per installazione luci-audio-video di Creatmosphere

Serena: Una volta mi hanno chiesto che lavoro avrei fatto se avessi dovuto cambiare carriera e io ho riposto il cuoco. Tu invece?
Francesco:
Mi affascinano moltissimo le navi e i galeoni per le loro maestose forme e per i loro interni existenzminimum, ma caldi e full optional: considerando che il pirata non è un vero e proprio mestiere, direi il baleniere, o il mastro d’ascia su una baleniera tipo Pequod (Moby Dick); in generale credo che il marinaio potrebbe essere un buon lavoro. In realtà al momento stiamo appunto discutendo l’idea di trasferire AtelierFrase su di una house boat qui a Londra, quindi, se tutto va in porto, marinai li diventeremo per davvero!

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Spirae: 2009, 45 x 40 x 130 cm, San Bonico (PC), mangiatoia per uccelli

Serena: Dove ti vedi fra 30 anni?
Francesco
: Il mio sogno è di costruire un progetto infinito: iniziare una cosa talmente grande da non essere mai terminata. Abbandonare la perfida Albione, comprare un terreno in un locus amoenus, ed iniziare un’opera architettonica titanica…. Sono in molti che l’hanno fatto, Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle o Jean Pierre Raynaud, senza contare tutte le cattedrali medioevali il cui cantiere durava almeno 5 o 6 generazioni più i rimaneggiamenti successivi. E tu dove ti vedi?
Serena: Ovviamente a lavorare al cantiere di quest’opera titanica!

WEB* atelierfrase.com