BOOKS
*ZOMBIE ICELAND

by Reykjavik Boulevard

Quando all’inferno non ci sarà più posto, i morti andranno in Islanda

A volte, specialmente in inverno, alzarsi dal divano e andare a correre per rimettersi in forma può essere davvero un’impresa colossale. Se l’inverno è quello islandese – assicuriamo per esperienza diretta – diventa addirittura epica.
La giovane Nanna Árnadóttir, cittadina di Reykjavik sicuramente più abituata di noi al freddo, ma non indifferente alla fatica, ha escogitato un metodo (quasi) infallibile: immaginare di essere rincorsa da un’orda di zombie. Tornata a casa ha messo tutto per iscritto nel libro Zombie Iceland.
Fin qui, tutto regolare se si è appassionati di Dead Snow, si bazzica regolarmente su Zombiepedia e si hanno fantasie pari a quelle del miglior Romero.
Non tutti sono convinti che la fine del mondo sia quella suggerita dai Maya: per alcuni siamo sull’orlo di un’apocalisse zombie – e visto lo scenario socio-politico attuale c’è più di un riferimento per non scartare questa ipotesi legata ad una malattia della società -, una sorta di World War Z per la quale alcuni si preoccupano, altri si preparano.

Tra questi ultimi, se escludiamo gli appassionati di Dream Team Draft (un gioco online in cui si viene sfidati a scegliere una squadra di persone con cui sopravvivere all’alba dei morti viventi) ed i figuranti di Z World (un parco a tema zombie americano), la nostra scrittrice ha realizzato senza dubbio uno degli strumenti più utili: il libro infatti è una sorta di guida turistica d’Islanda – molto alternativa – che con 10 Euro può evitarti di diventare carne da macello, e in un Paese quasi del tutto privo di carceri dove rinchiudere gli infetti in quarantena (già: qua il tasso di criminalità dei vivi è molto inferiore a quello dei morti), può davvero valer la pena spendere quegli spiccioli.

Ci sono però anche altre ragioni per procurarselo. Il racconto si struttura in capitoli dove il lettore può ascoltare, tramite QR-Code stampati sulle pagine, musica rigorosamente islandese – dimenticatevi la roba mainstream: si parla di gruppi davvero underground come For a Minor Reflection, Sin Fang, e Sòley – che rendono l’esperienza ancor più completa.
Oltre a questo, sono state inserite illustrazioni di Hugleikur Dagsson, uno dei più irriverenti fumettisti di Reykjavik, ricette di piatti tipici (gli zombie vogliono mangiare, perché tu non dovresti?) e indicazioni precise su come trovare scenari spettacolari e molto, molto horror. Noi, adesso, siamo pronti a tutto: il buio si è inghiottito gran parte delle giornate qui vicino al Polo, ma ormai conosciamo i segreti per sopravvivere. Dalla A alla… Z!

Di seguito, in esclusiva per DATE*HUB, un estratto delle prime pagine di Zombie Iceland, in cui le prime avvisaglie di Apocalisse Zombie si cominciano a fare strada nel più famoso dei social network, Facebook…

The First 24 hours of the Icelandic Zombie Outbreak in Facebook Statuses 

2nd of August, 2011 19:45 pm
Baldur Pétursson is feeling weird after that sulphur accident at work today.

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Sara Skúladóttir says Weird how? Didn’t they send you guys to the doctor after?

Baldur Pétursson says Weird like I just coughed up blood weird. I did go to the doctor, he said I was fine. Maybe it’s just me.

Sverri Svavars says It’s not you, I’m sick too, and so is Ingi.

Loki Davíðsson says You think coughing blood is bad? I just SHAT blood! I’m calling the union first thing tomorrow morning.

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2nd of August, 2011 23:37 pm
Stella Marinós Who forgot to invite me to the party? There’s all these staggering drunks on the streets, groaning away like hobo’s!

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Jakob Steindórsson says No one forgot to invite you Stella, you’re never invited to the party because you’re a filthy lush.

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Stella Marinós says Fuck you Jakob.

Hörður Gunnarsson says Ha!

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3rd of August, 2011 01:00 am
Jónas Jónasson
Gross! Some nasty drunk BIT me! He just jumped me when I was walking home from Prikið. Do I need penicillin?

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Þórarinn Hauksson says No, don’t be a diva.

Jónas Jónasson says I don’t feel so good.

Þórarinn Hauksson says Yeah, yeah.

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3rd of August, 2011 09:00 am
Matthias Arni Ingimarsson Missed my flight to L.A, now I get to waste 7 hours in the Keflavík Airport waiting on the next one. Blah.

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Erla María Davíðsdóttir says DISLIKE!

Nanna Árnadóttir says You going to come back to the city?

Matthias Arni Ingimarsson says No, for some reason the buses aren’t going, people called in sick or something. Actually, there are some rough looking folks here too, must be a nasty flu going around.

Lovísa Árnadóttir says This is Iceland, there’s usually always something going around.

Nanna Árnadóttir says True dat.

Matthias Arni Ingimarsson says HOLY FUCKING SHIT THERE ARE SOME CRAZY FUCKS AT THE AIRPORT! THEY KEEP ATTACKING PEOPLE AND WON’T STOP I JUST SMASHED SOME PILOT’S FACE IN WITH A LUGGAGE TROLLEY! THERE’S BLOOD EVERYWHERE!

Lovísa Gunnarsdóttir says Ha?

Matthias Arni Ingimarsson says I’M DEAD FUCKING SERIOUS, SOMEONE TELL THE POLICE! I KEEP GETTING THE BUSY TONE!

Erla María Davíðsdóttir says DISLIKE!

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* L’ARTICOLO CONTINUA SULLE PAGINE DI REYKJAVIK BOULEVARD, CON UN’INTERVISTA ESCLUSIVA A NANNA ÁRNADÓTTIR *