CITIES
*X-MAS IN REYKJAVIK

by Reykjavik Boulevard

Cosa fare a Reykjavik quando è Natale!

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Esistono diverse interpretazioni del Natale e nonostante gli anni passino, queste rimangono più o meno invariate: probabilmente la crisi porterà qualche regalo in meno, gli addobbi innescano nella mente umana meccanismi sempre più complessi e la camicia del cenone viene abbottonata sempre un centimetro in più, ma l’unico modo per riuscire a vivere le festività in modo differente è decisamente cambiare città.
Quello che provoca il Natale va aldilà dell’ennesima programmazione di Una poltrona per due, quello che rende felici è il fatto che tutti, in un modo o nell’altro, sentono di poter tornare bambini incantati dalle mille luci e dalla magia che si può respirare in un pacchetto decorato con amore. Babbo Natale alle origini era verde, alla Vigilia si mangia pesce e sotto le feste tutti diventano più buoni. C’è altro da sapere? C’è da dire la cosa più sconvolgente del mondo: Babbo Natale in realtà non esiste, ma c’è di meglio.

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Immaginate la visione di tredici folletti natalizi, figli di un’orchessa e di un padre pigrone, che scendono direttamente da una montagna blu con la voglia matta di combinare una miriade di dispetti tra cui leccare pentole, sbattere le porte e rubare qualsiasi cosa. Allo stesso tempo sognate di essere quei bambini buoni che ricevono ogni giorno (dal 12 al 24 dicembre) dolci e regali adagiati su scarpe appoggiate su davanzali rigorosamente decorati a festa, ma non dimenticare di temere di essere quelli cattivi che si meritano solo patate ammuffite. I folletti di Natale sanno essere dispettosi quanto docili e vagano per la città arrampicandosi su palazzi e lampioni in attesa del loro dovere, spiano dalle finestre bambini impegnati a compiere i loro doveri speranzosi di vedere la loro scarpina piena di regali. Alla fine i bambini sono sempre bambini, ma in alcuni casi le tradizioni li rendono ancora più speciali.
Questa è Reykjavik ma non c’è da aver paura, il giorno di Natale gli amati folletti non hanno intenzione di disturbare pranzi e cene a base di pesce, maiale, montone, tacchino, salse aromatizzate e avanzi che faranno fatica a trovare posto nello stomaco il giorno seguente.

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Le tradizioni hanno sempre affascinato dai più grandi ai più piccini e in un certo senso sono le magie che rendono il Natale uno dei periodi dell’anno più amati. Non è assolutamente da scordare la  tradizionale accensione dell’albero e i mercatini in cui si possono trovare caldi pellami, degustazioni di formaggi, marmellate e buffi pupazzi ed è con la bocca ancora sporca di una qualche salsa che ancora una volta appare, come se nulla fosse, la casettina rossa di Eldhus, mito incontrastato di chiunque abbia messo piede su territorio islandese. Eldhus è un dolce signore che traina per tutti i fiordi la sua piccolissima dimora dal tetto bianco offrendo, a chiunque fosse interessato, cene e pranzi interamente curati dalle sue mani e rigorosamente consumati tra quelle quattro mura illuminate da finestre bianche di pizzo. In tutto ciò non poteva che farsi amare ancora di più donando biscottidolcetti a chiunque passasse da quelle parti, ma badate bene, non c’è molto tempo a disposizione: il giorno dopo non lo troverete più. Ma non disperate, probabilmente si è solo spostato di qualche metro.

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Lo spirito che si respira non appena si mette piede fuori di casa è decisamente fresco, non tanto per la temperatura ghiacciata, ma per l’estrema serenità con cui le persone camminano per la strada del centro con i sorrisi illuminati da lucine colorate e vetrine che ospitano Babbi Natali furbacchioni e candies di qualsiasi genere. Lo spazio per l’immaginazione è infinito e anche in queste occasioni l’estrema creatività e inventiva che caratterizza le persone di Reykjavik si manifesta nella dedizione che mettono nel decorare la città in una maniera che non può che rendere felice chiunque. Per gli amanti della cannella questo periodo è prelibato per le papille gustative: biscotti dorati a forma di cuore riempiranno mani e bocche fino alla fine delle feste, quando con una fiaccolata si accompagneranno tutti i folletti che si sono aggirati per la città vero la loro umile dimora sui monti e in un batter di ciglia tutto tornerà alla quiete e alla normalità.

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Probabilmente il nome non vi suonerà familiare ma i suoi disegni decisamente sì: Hugleikur Dagsson diverte i bambini con i suoi disegni minimali e riempie di umorismo i più grandi con le vignette dei suoi fumetti. Artista islandese incontrastato, non poteva che rendere unico anche il Natale aggiungendo il suo tratto comico a una delle più classiche delle tradizioni: ogni giorno alla Nordic House di Reykjavik viene scoperta una nuova casellina del Calendario dell’Avvento della città realizzato per l’occasione dallo stesso Hugleikur in una maniera decisamente particolare e speciale.
Per chi invece nemmeno durante le feste abbandonerebbe l’abito formale, può godere di numerosissimi spettacoli musicali all’Harpa, altro punto focale di una città piena di angoli da scoprire. L’Harpa non è altro che la Concert Hall che nessuno può immaginare fin quando non ci si trova ai piedi dei suoi specchietti cangianti e della sua maestosità. Ma come ci insegna l’Islanda, tutto è alla portata di tutti ed è così che nella zona più bella e luminosa, si può assistere ad un concerto di una banda impettita in camicie rosse e strumenti dorati.

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Ultima raccomandazione: tenere l’orecchio ben saldo alla porta di casa, Babbo Natale potrebbe bussare da un momento all’altro con una cassa di Christmas Beer in mano, edizioni limitate e  romatizzatedelle nostre birre preferite, da accompagnare rigorosamente a quei dolcetti comprati da un mercatino e l’altro. Se in tutto ciò rimane tempo, dedicatevi pure all’acquisto dei più svariati regali natalizi, ma riuscire a godere di questo spettacolo potrebbe essere il dono migliore che potreste farvi.

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Le illustrazioni sono di Hugleikur Dagsson, su Reykjavik Boulevard trovate una sua intervista!