INTERVISTA & PLAYLIST * CASA DEL MIRTO

by Siriana F. Valenti

Veemenza trentina a colpi di bit!

Vivono a Trento, sono in tre e quando li vedi live la loro energia ti si scatena addosso palpabile e densa come in una battaglia contro i Katayanagi Twins del film Scott Pilgrim vs The World. Sei domande a Marco Ricci, voce e mente creativa dei Casa del Mirto e una playlist esclusiva che stimolerà le vostre endorfine ritmiche anche nei più melanconici weekend novembrini, quando vorresti prendere la bici e invece fuori si scatena l’uragano!

Casa del Mirto in tre parole.
Un VIAGGIO a RITMO del CAMBIAMENTO

Come vi siete conosciuti, e chi fa cosa all’interno della band?
Io e Luigi siamo amici di vecchia data e cofondatori di Mashhh! records. Max è entrato a far parte della band da un annetto circa. Gli episodi che ci hanno fatto incontrare sono tutti legati al mondo della musica: situazioni live, innamoramenti artistici, voglia di creare qualcosa di concreto con persone in grado di vivere questa forte passione.
Come live band io mi occupo del cantato e della sezione elettronica, Luigi del basso e Max della chitarra (anche se tutto è in continua evoluzione…).

Trento è la vostra città base, quanto influisce il territorio sulla vostra musica e sul vostro modo di essere una band?
Immagino che il territorio influisca sempre, in un certo modo, sul processo creativo. Per quanto ci riguarda, credo che le nostre sonorità siano caratterizzate da una forte tensione tra l’introspezione melodica e l’istintualità del beat. Allo stesso modo il luogo in cui viviamo è figlio di una contrapposizione tra spazi estremamente ampi che si scontrano con il limite (apparentemente) invalicabile dei rilievi. Casa del Mirto vuole essere uno sguardo al di qua ed al di là di questi orizzonti.

Molti dicono che con la vostra musica si balla. Senza togliere niente a una sana serata passata a sudare sulla dancefloor, trovo che la vostra musica non sia solamente questo. Vi ho ascoltati dal vivo e il rimando che ho avuto è stato di sonorità introspettive, quasi buie. Che ne pensate?
Tutte le nostre canzoni sono caratterizzate da una vena malinconica che viene a galla ogni volta che ci cimentiamo nella scrittura. Detto questo, da un punto di vista ritmico, i nostri brani sono molto vicini ad atmosfere proprie del dancefloor. C’è un momento, alla fine di una lunga serata di musica, in cui il tuo corpo continua a lasciarsi andare mentre la mente ti riporta, passo dopo passo, a fare i conti con la realtà, con l’idea che quella magnifica serata stia per finire. Forse la nostra musica è questo momento: la quotidianità, con tutti i suoi problemi, è ben chiara sullo sfondo, ma la voglia di lasciarsi andare ti porta a ballare ancora un pezzo. E poi un altro ancora…

Nell’ultimo anno avete fatto praticamente il “giro d’Italia”. Penso ad esempio al MI AMI Ancora lo scorso febbraio con i Righeira. Qual è stato il luogo, o il palco, più ricettivo?
Tutti i palchi hanno caratteristiche proprie e sfumature diverse. In generale abbiamo un ottimo rapporto con il sud Italia ma, al di là di collocazioni geografiche, la serata è fatta dal pubblico che ti viene a sentire. Quando ti accorgi che quello che stai suonando arriva dritto al cuore delle persone che hai davanti a te, non importa se ti trovi nella grande città o nel paese di provincia, la serata si trasforma in un concerto indimenticabile.

Taxus Baccata è il titolo del vostro ultimo album, parliamo del making of.
La premessa d’obbligo è la seguente: come Casa del Mirto non ci piace stare fermi nello stesso luogo troppo a lungo e abbiamo bisogno di maturare e metterci in discussione continuamente.
Taxus Baccata è stato concepito come un disco di passaggio tra le sonorità “tipiche” di Casa del Mirto e quello che sarà il nostro futuro. I pezzi sono nati molto naturalmente e con una certa urgenza espressiva. L’ultimo brano, Finale, rappresenta una sorta di saluto e un arrivederci. Ci vediamo alla prossima fermata del nostro viaggio, sperando di avervi ancora come compagni d’avventura.

È d’obbligo una playlist dedicata!
Troppa roba! Vi registriamo un set su mp3!

Casa del Mirto – DATE*HUB Session – 2012 


Tracklist: 1 Warehouse Fool (Original Mix) – Matthew Burton, Kate Rathod • 2 Maybe Next Lifetime (King Britt Dub) – Blakkat, Manuel Tur • 3 Somewhere (Original Mix) – Jamie Jones • 4 I Wanna Dancer I Don’t Know (Original Mix) – Guti, Fosky • 5 Hard To Find (Maceo Plex Funk Drop) – Bazar • 6 Mantis Feat. Louisahhh! (Edu Imbernon Slow Edit) – Los Suruba • 7 Let’s Dance (Original Mix) – Cajmere, Russoul • 8 You And I feat. Cari Golden  (Original Mix) – Cari Golden, Fur Coat • 9 In Love (Audiofly ‘Now You Can Work’ Remix) – Tim Green

WEB * www.mashhh.com • myspace/casadelmirto
Le foto in apertura e in home sono di Mattia Menestrina