MUSIC&FOOD
*HAY BANDA

by Modalità Demodè

Cucinare a tempo e suonare con gusto!


Il progetto si delinea attorno al concetto che musica e cucina possano superare il tradizionale ruolo di reciproco accompagnamento, per fondersi in una nuova dimensione composita. Il termine alimentazione assume il carattere di sintesi del duplice processo creativo: la cucina alimenta di suoni la musica, che a sua volta alimenta la creazione del piatto o del cocktail. I musicisti/cuochi, alle prese con utensili domestici convertiti in strumenti e con accessori da cucina auto-costruiti, realizzano una performance di live cooking che trasporta lo spettatore tra suoni e odori, tra ritmi e sapori. Ingredienti di qualità e lavorazioni sofisticate, suoni puri ed elaborazioni raffinate sono gli elementi di questo nuovo mondo sensoriale. Una performance che vuole saziare orecchie e bocche, i cuori e la pancia. Contro ogni materna raccomandazione, qui si “gioca con il cibo”!
La formazione del collettivo di HAY BANDA è composta da: Matteo Cucini, polistrumentista e ideatore di strumenti e congegni sonori, Anna Roberti, ideatrice di Culinaria laboratorio creativo e di ricerca sul gusto. Ai suoni, i campionamenti e le elaborazioni sonore Massimo Nardinocchi, già musicista ed organizzatore di eventi culturali e da qualche anno tecnico del suono per importanti nomi del panorama musicale e teatrale.

Il vostro è un progetto inusuale e molto innovativo che unisce musica e cibo ma non solo in un viaggio onirico. Come nasce il vostro connubio creativo?
Prima di tutto dalla nostra amicizia, ci conosciamo da molti anni, abbiamo condiviso molte esperienze e abbiamo passioni comuni, la musica ad esempio e il cibo, ovviamente. L’idea di base nasce proprio dal tentativo di coniugare queste due passioni e le attitudini e interessi di noi tre, poi c’è la voglia di sperimentare e divertirsi.


La musica come sottofondo per le azioni quotidiane che spesso consideriamo banali e releghiamo alla mera routine. L’importanza dei piccoli gesti che generano sinfonia.
Infatti è questo il fulcro del progetto: tutto è musica! Il primo passo è stato proprio quello di ascoltare il rumore della routine, dei gesti quotidiani, cercare il suono degli oggetti, comprendere la danza dei gesti banali. Così ogni azione e ogni oggetto può diventare musicale, ha un suono, un ritmo, una cadenza già di per sé; il nostro gioco è dare alle azioni il nostro ritmo sfruttando i suoni che produciamo per creare atmosfere e situazioni.

Le sperimentazioni artistiche nell’arte contemporanea. Cosa ne pensate e quali sono i performer che hanno ispirato il vostro lavoro.
Sono in molti ad aver sperimentato in questo senso, sia tra gli artisti in genere, che i musicisti utilizzando utensili come strumenti musicali, a partire dalla storia della musica fino ad arrivare ai Matmos, o intrecciando altre arti, come il cibo, ma non c’è nessuno in particolare a cui ci siamo ispirati. In realtà non sappiamo se ci sia qualcuno che suoni ciò che cucina! Abbiamo solo cercato un modo nostro per mettere in scena esperienze di varie provenienze utilizzando un taglio personale.


Musica e cibo sono due scienze molto precise, fatte di ricette, quantità, tempi e spartiti. Spesso però le combinazioni migliori nascono dall’improvvisazione. Quanto improvvisate e quanto studiate prima di una performance?
In realtà la musica nel nostro spettacolo è una sorta di partitura per cucina, noi suoniamo con in cuffia i 4/4 in modo che ogni suono sia una nota come quella di uno strumento suonato con uno spartito. Orchestrare tutto ciò in relazione ai tempi di preparazione e cottura del piatto che realizziamo non è stato semplice, abbiamo lavorato mesi per metter a punto l’esecuzione. Naturalmente, poi, c’è una componente di improvvisazione che riguarda sia l’elaborazione della musica che la parte teatrale e di interazione col pubblico.

Le note scandiscono, amplificano e moltiplicano i passaggi della preparazione di piatti genuini in un’azione studiata e cadenzata. Inizialmente l’impressione vede i due mondi, musica e cibo, distanti ma poi in crescendo nasce l’armonia. Qual è la reazione del pubblico?
Le reazioni sono davvero eterogenee, oltre che generalmente divertite. Sembra che lo spettacolo arrivi a ciascuno in una maniera diversa: la casalinga rimane impressionata per la velocità e la coordinazione con cui realizziamo il piatto, alcuni si lasciano appassionare dalla “storia” che avviene dietro i fornelli, altri gustano di più la capacità di creare musica e, infine, quelli che riescono ad assaggiare la ricetta realizzata, tendono di solito a parlare di questa..

La ricetta preferita a tempo di musica!
Piatto preferito, in sottofondo un pezzo tra i preferiti e un po’ di amici per condividerlo. Un esempio: Cozze alla Bretone (con cipolla e un delizioso sughetto di curry e crème fraîche) da servire con pane tostato e patatine fritte, in sottofondo “I want to break free” dei Queen cantata a squarciagola con un cucchiaio di legno come microfono. Cosa c’è di meglio?!

WEB* www.haybanda.org