INTERVISTA
*ELLIS BAHL

by Polkadot

Il regista di Breezeblocks degli ∆ si racconta a DATE*HUB

Quanto siamo influenzati dalle immagini di un videoclip? E quanto forte può essere il suo potere sul nostro immaginario? Certo, i video musicali sono fatti per accompagnare una canzone ma, spesso, la suggestione visiva supera la loro funzione originaria confermando la capacità evocativa di questo strumento.

Abbiamo chiacchierato al proposito con Ellis Bahl, regista di uno dei video più interessanti del 2012. Per la band inglese ∆ (alt-j) ha realizzato il videoclip di Breezeblocks che, con il suo effetto rewind in slow motion, narra la storia di uno scampato omicidio. Bisogna, però, aspettare la conclusione/inizio del film per capire che il ‘cattivo’ è la vittima e che il ‘buono’ avrà forse ciò che si merita. Ma la certezza ci viene negata ancora con l’ultimo sguardo sul protagonista. Ecco come la pensa il giovane video director.

1. Si potrebbe affermare che la tua specialità sono i videoclip musicali. Cosa ti avvicina alla musica e come hai iniziato la tua carriera in questo settore?
Ballo sempre mentre le idee sui miei video musicali vengono fuori. Aiuta le idee a scorrere e a trasformarsi mantenendo la mente libera. Inoltre, ti connette alla musica e ti aiuta a capire gli elementi della canzone che non comprenderesti semplicemente rimanendo seduto e ascoltando.
Per quanto riguarda la mia personale esperienza, mi sono avvicinato ai video musicali perchè volevo essere un regista e, essendo tutti i miei amici musicisti, ho iniziato a lavorare per loro. Dopo ho guardato una montagna di videoclip online e ho trovato l’ispirazione. Ho deciso così che avrei voluto diventare specificatamente un regista di videoclip.

2. Per la band inglese ∆ (alt-j) hai realizzato il videoclip di Breezeblocks. Come è nata la collaborazione e come si è evoluta l’idea?
Ho trovato il brief su RadarMusicVideos.com e la band mi piace moltissimo. Tuttavia, il brief originale era per un’altra canzone di Alt-J ed aveva un suono luccicante che mi aveva fatto pensare a cose che volassero verso l’alto. Questa idea si è trasformata poi in cioccolata volante e in un ragazzo picchiato durante il giorno di San Valentino in rewind. La band ha così deciso per il video del pezzo Breezeblocks, così non ho mai potuto realizzare quell’idea (abbastanza debole). Ad ogni modo, ho mantenuto il concetto del video in backwards e nel testo c’è una riga che dice “Lei può trattenere la spinta a scappare, ma la tira giù con i vestiti zuppi e il mattone” e di qui puoi immaginare il resto.

3. Il video, con il suo rewind in slow motion, gioca sull’elemento perturbante. Esso ricorda quanto sia importante conoscere la storia dietro l’azione per capire il gesto. Quale peso ha sulla struttura del video?
Bene, mi piaceva l’idea di far sì che il pubblico odiasse qualcuno e che poi fosse spaventato da qualcun altro cambiando chi è il buono e chi è il cattivo. È qualcosa di simile al non giudicare un libro dalla copertina e non prendere decisioni su qualcuno prima di avere tutte le informazioni e conoscere tutta la storia su di esso.

4. I videoclip diventano dei veri e propri short movie mentre la musica ne diventa il soundtrack. Quale pensi sia il giusto compromesso nell’economia del video musicale?
Oh, non saprei. Dipende molto dalla canzone, dall’artista e dal concept. Non esiste un giusto equilibrio ma, una volta che l’hai scelto, è importante capire bene cosa stai facendo e cercare di seguire quella linea.

5. Passando ai tuoi gusti, cosa ti piace ascoltare?
Ascolto soprattutto Rock e Folk. Ma mi piace anche il Jazz, il Rap e il Punk e alle volte anche la musica Classica.

WEB * www.ellisbahl.com