EXHIBITION *ZATTERA & BISKUP at ANTONIO COLOMBO

by Redazione DATE*HUB

A braccetto verso la Fine del Mondo!

Lo sapete che mancano poco più di 50 giorni alla fine del mondo? 50 sfumature di apocalisse e poi finalmente «Bye Bye Umanità». Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano anticipa tutti e, coadiuvata dalle opere di Stefano Zattera (che inaugura oggi la sua personale milanese) e Tim Biskup (uno dei nomi tutelari del pop surrealismo americano, già in mostra in galleria dallo scorso settembre) spinge l’accelleratore della macchina del tempo e fa scendere il countdown da – 50 a -0. Stasera Milano farà BOOM!
Non perdete l’occasione di vivere gli ultimi minuti della vostra vita ammirando Arte e, chissà, comprando anche qualcosa… sai che sconti di Fine Mondo?!
Seguono i comunicati stampa ufficiali, che se davvero il mondo finisce stasera non c’è tempo da perdere…

Stefano Zattera – Saldi di fine mondo!
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Antonio Colombo inaugura per Little Circus – spazio interno alla galleria dedicato a progetti speciali – la nuova mostra personale di Stefano Zattera “Saldi di fine mondo” con una serie di nuovi lavori realizzati appositamente. Stefano Zattera si auto definisce un surrealista apocalittico. Rappresenta una società che spettacolarizza la propria autodistruzione. La sua ricerca visiva attinge alla pubblicità americana anni 50/60, ai B-movie, ai fumetti underground, alle icone pop, alla cultura apocalittica e al surrealismo. Nei suoi dipinti la famiglia felice sorride come fosse in uno spot televisivo o nella pagina promozionale di un rotocalco. Continua imperterrita a sorridere nonostante ormai il suo mondo incantato stia collassando. Come fosse stata congelata negli anni del boom economico, la famiglia modello rimane immobile nella sua posa da benessere; sembra proprio non si renda conto che sullo sfondo è in atto l’apocalisse.

Le sue tele descrivono  tranquille scene di vita quotidiana che si svolgono all’interno di scenari catastrofici creando situazioni surreali e paradossali che sfociano, talvolta, nell’ironia. Descrive tutto questo con una tecnica realista ma non minuziosa. La pennellata è rapida, quasi un appunto preso dal vivo, in presa diretta. Come se il pittore fosse presente all’evento. Idealmente la sua pittura vuol essere quasi illustrazione di cronaca dell’apocalisse.

La mostra inaugurerà giovedì 25 ottobre 2012, alle ore 18.30 • Da martedì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, il sabato dalle 15.00 alle 19.00  • Fino alla fine di novembre

Stefano Zattera (Vicenza, 1965) – Ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Pittore, illustratore, fumettista e designer. Ha esposto in gallerie d’arte italiane come Antonio Colombo Arte Contemporanea, Galleria d’Arte Busellato, The Don Gallery, Mondo Bizzarro gallery, Galleria Mondo Pop e a varie edizioni di Infart ai Musei Civici di Bassano del Grappa. Ha esposto all’estero alla Galleria La Luz de Jesus a Los Angeles e al Museo d’Arte Il Min a Seoul, in Corea, all’Art Fair di Colonia, in Germania, al KUD (Centro di Cultura Francese) Ljubljana , in Slovenia, al festival del fumetto di Angouleme, in Francia. Ha pubblicato in numerose riviste, fanzine, cataloghi e volumi d’arte in Italia e all’estero. Tra cui “XL” di Repubblica/L’espresso, “Mater Universalis” di Mondo Bizzarro Press e “Black” n.4 di  oconino Press.  Attualmente collabora con “Il Male” di Vauro e Vincino. Fa parte del gruppo di designer Oltremondano, forme illuminanti extraordinarie.

TIM BISKUP- Excavation
A cura di Luca Beatrice

Scrive Biskup a proposito della nuova mostra: “Questa mostra apparentemente sembra concentrarsi su temi della vita, della morte e della spiritualità, ma non è come sembra. Questi lavori sono frutto di una lunga meditazione.
Cercare di trovare una via mezzo tra le mie ricercate scelte estetiche e l’imprevedibilità dei gesti più spontanei, ha richiesto un altissimo livello di concentrazione e attenzione, che prima di questa serie di lavori non pensavo di avere. Ho avuto una sorta di rivelazione di fronte al lavoro di William De Kooning al Moma di New York lo scorso novembre. C’è un senso di pura traslazione della sua umanità tra le sue tele e le sue linee.


Potevo sentire la sua sofferenza, la sua felicità e il suo desiderio per l’immagine che fluttuava nella sua testa. Mi è servito per ricordarmi chi sono, cosa amo dell’arte e come la costante pressione del nostro istinto creativo debba essere rispettata e ascoltata. E’ con questo spirito che ho cominciato a lavorare e a produrre i nuovi lavori. Di conseguenza, il titolo di questa mostra, deriva appunto, con tutto il dovuto rispetto, dal titolo del suo lavoro “Excavation”.
Il mio naturale punto di partenza per i nuovi lavori è stato certamente l’astrazione. E’ dove ritrovo le linee più pure. Il mio stile e la mia personalità diventano libere e intense quando butto via tutto il resto. I dipinti e i disegni astratti mi ricordano la mia identità e mi preparano ad approcciarmi alla figurazione.
La prima immagine che è emersa, è stata ovviamente, un teschio umano. Da quando mi ricordo, sono sempre stato ossessionato da questa figura. Ovviamente, non sono l’unico. Forse per la complessità e nello stesso tempo per l’eleganza delle sue geometrie e l’equilibrio estetico del soggetto. Più probabilmente questa attrazione scaturisce dalle nostre viscere e non dagli occhi. Il teschio siamo noi stessi, strappati alla vita. E’ un chiaro ricordo della nostra mortalità.
Può essere un brutale e snervante segnale che ci fissa e che ci riempie di terrore, oppure nel migliore dei modi ci riporta al presente e ci ricorda di apprezzare le nostre vite.


Le immagini che si sono susseguite sono di donne. Questo non è semplicemente un elogio al lavoro di De Kooning, ma anche alle controversie che affrontò quando il pubblico si trovò di fronte alle sue rappresentazioni di figure femminili. Con questo non voglio dire che lui sia sempre stato incompreso. Si è fatto guidare dal suo naturale interesse, esprimendo qualcosa che nemmeno lui poteva completamente afferrare. Questo è stato lo scopo del mio lavoro. Trovare il fulcro della mia identità artistica e esprimerla nel modo più naturale possibile. E’ snervatamente personale. Forse, dopo tutto, si tratta davvero di vita, morte e spiritualità.”

Tim Biskup (Santa Monica, CA, 1967) vive e lavora a Los Angeles. I suoi lavori sono stati esposti in importanti musei e gallerie tra cui a Los Angeles, New York, San Francisco, Tokyo, Kyoto, Barcellona, Berlino, San Paolo, Buenos Aires e Melbourne. Tra le numerose mostre ricordiamo le più importanti: nel 2011 Former State, This Gallery, Los Angeles, nel 2010 Fantasilandia, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, Awesome Paintings, All Tomorrow’s Parties Gallery, New York, nel 2009 The Mystic Chords of Memory, Iguapop Gallery, Barcellona, nel 2008 O/S Operating System, Addict Galerie, Parigi, The Artist in You, Jonathan Levine Gallery, New York, nel 2007 Ether, Billy Shire Gallery, Culver City, California, nel 2006 Vapor, Galerie Engler, Berlino, Pervasion, Laguna Art Museum, Laguna Beach, California.

WEB * www.colomboarte.com